| Siciliana, (“presbite ma di ampie vedute!”). Manifesta fin da giovanissima una forte passione per la musica che presto la spinge a prendere lezioni di pianoforte, strumento con il quale tutt’ora si accompagna per comporre le sue canzoni. Negli anni ha accumulato varie e diverse esperienze che l’hanno vista protagonista di eventi musicali attraverso i quali si è proposta al pubblico sia come esecutrice di cover sia come cantautrice. Girovaga per natura e stanziale per necessità, completamente incapace di produrre denaro, (“gli artisti, dicono, così sono!”), ha avuto modo tra Catania, Palermo e Milano di conoscere, apprezzare e fondere la propria ispirazione con artisti e gruppi appartenenti a generi e stili diversi, dal rock al jazz, dal punk al pop italiano. Da questa contaminazione nasce uno stile ibrido fondato sulla sperimentazione costante, sulla ricerca di sonorità innovative e sull’attenzione alla ritmica che si connota in ogni esperienza musicale come l’input, la fonte, la materia prima sulla quale l’artista innesta e sviluppa la propria ispirazione. L’esperienza a Sanremo giovani nel ’94 la vede partecipare tra i gruppi come vocalist di una band,i “Rosa virtuale” che si presenta con suo un brano originale: “nube tossica”. L’emozione per l’occasione ottenuta contrasta ferocemente con gli esiti di questa avventura che non si rivelano positivi a causa della difficile comprensione del pezzo proposto per il target di pubblico sanremese; ma la voglia di far musica in maniera originale non si esaurisce alle prime difficoltà, dal ’96 collabora con il musicista Massimo Spinosa con il quale realizza diversi brani presentandosi come artista indipendente a radio private e sul web. L’ultimo lavoro: “gocce” è il risultato di un intenso ritorno milanese. La lunga pausa in cui la terra e il mare della propria infanzia l’hanno cullata e caricata di nuove energie, insieme a nuovi inaspettati stimoli provenienti da uomini (o marziani?), costituiscono oggi la sua spinta verso una rinnovata voglia di far musica e dunque di seguire la propria intima natura; (“ma senza soldi non si cantano messe, figuriamoci brani inediti….”). |


