Il noto compositore e paroliere Giancarlo Bigazzi è morto nella notte a Viareggio, aveva 71 anni. Autore di grandi successi della musica italiana, come Rose rosse, Gloria, Ti amo, Si può dare di più, Gli uomini non cambiano e numerose altre, era nato a Firenze il 5 settembre 1940 ed era ricoverato da alcuni giorni nell’Ospedale
Versilia. Noto anche come produttore, per aver lanciato Umberto Tozzi, Bigazzi sarà ricordato anche in qualità di fondatore degli Squallor nel 1971, con il paroliere Daniele Pace, il musicista Toto’ Savio, i discografici Alfredo Cerruti ed Elio Gariboldi. Una goliardata fra amici nelle intenzioni dei loro creatori che avrà un inaspettato successo venticinquennale. Per gli Squallor Bigazzi scrive tutti i testi e ne interpreta qualcuno, apparendo anche come attore nei due film nei quali gli Squallor si cimentano: “Arrapaho” e “Uccelli d’Italia”. Per il cinema è stato anche autore di colonne sonore: “Mery per sempre”, “Ragazzi fuori” di Marco Risi e “Mediterraneo” di Gabriele Salvatores.Fonte: ADNkronos. Giovedì 19 gennaio 2012
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Il noto compositore e paroliere Giancarlo Bigazzi è morto nella notte a Viareggio, aveva 71 anni. Autore di grandi successi della musica italiana, come Rose rosse, Gloria, Ti amo, Si può dare di più, Gli uomini non cambiano e numerose altre, era nato a Firenze il 5 settembre 1940 ed era ricoverato da alcuni giorni nell’Ospedale
Versilia. Noto anche come produttore, per aver lanciato Umberto Tozzi, Bigazzi sarà ricordato anche in qualità di fondatore degli Squallor nel 1971, con il paroliere Daniele Pace, il musicista Toto’ Savio, i discografici Alfredo Cerruti ed Elio Gariboldi. Una goliardata fra amici nelle intenzioni dei loro creatori che avrà un inaspettato successo venticinquennale. Per gli Squallor Bigazzi scrive tutti i testi e ne interpreta qualcuno, apparendo anche come attore nei due film nei quali gli Squallor si cimentano: “Arrapaho” e “Uccelli d’Italia”. Per il cinema è stato anche autore di colonne sonore: “Mery per sempre”, “Ragazzi fuori” di Marco Risi e “Mediterraneo” di Gabriele Salvatores.