Marlene Kuntz, cacciatori di silenzio
Scritto da Simone Arminio
Martedì 22 Dicembre 2009 12:00
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Marlene Kuntz su PopOn Intervista di Simone Arminio

Dopo anni di effetti larsen e chitarre distorte, con “Uno: live in love tour”, i Marlene Kuntz hanno inaspettatamente cercato il silenzio. Elemento che per un 'gruppo rockettaro', come loro stessi si sono scherzosamente definiti, appare in genere abbastanza imperscrutabile. Difficile, infatti, durante un concerto rock, trovare una condizione e un pubblico ideali in cui il silenzio arrivi nel momento giusto per lasciar parlare tutto ciò che in genere non passa: i passi delle dita sulle tastiere, il rumore del proprio fiato, la poesia di ogni parola. Il silenzio migliore, i Marlene lo hanno cercato per quasi due anni, in tutta Italia, e alla fine lo hanno trovato al Teatro Sannazzaro di Napoli. È lì che è nato Cercavamo il silenzio, cd-dvd con cui la band di Cuneo presenta oggi nei negozi quell'indimenticabile esperienza. Ed ecco come Cristiano Godano lo ha presentato a PopOn.

Che forma ha Cercavamo il silenzio?
E' un album in duplice veste, perché vede lo stesso concerto raccontato in un cd audio e in un video. Un album che documenta e testimonia una tournée fatta nei teatri, e che a sua volta nasceva da un'esigenza venuta a galla nel corso del tempo. I nostri dischi hanno sempre ospitato canzoni molto più intime e meno urlate delle altre. Canzoni la cui forma è meno adatta alle modalità di un concerto rock. Perciò, a un certo punto, volendole esaltare e renderle protagoniste, abbiamo chiesto il silenzio al nostro pubblico per poterle suonare tutte insieme e farle percepire nella loro interezza.

Così è nato "Uno: live in love tour", lo spettacolo raccontato in questo live. Un tour che rispondeva perciò, almeno negli intenti, a un bisogno di intimità e di attenzione. Ci siete riusciti?
Questo non lo so. Penso solo che volevamo dimostrare a noi stessi e al mondo esterno che siamo interessati a suonare anche in un altro modo. Poi le cose accadono come devono, l'importante è la consapevolezza dei propri limiti e delle proprie possibilità.

Cosa vi ha spinto, al termine del tour, a realizzarne un documento live?
Non è stata una cosa premeditata. Durante la tournée avevamo deciso di registrare qualche data, come spesso si fa, solo perché ci interessava testimoniare a noi stessi un tour così diverso dal solito. In più, avere qualche versione live di quei brani da utilizzare in qualche disco non ci avrebbe certo fatto male. Non avevamo di sicuro in mente di farne un disco né un dvd. Marlene Kuntz su PopOnPoi è successo che le registrazioni ci sono piaciute molto, e la voglia di fissare nella nostra discografia un momento così particolare della carriera dei Marlene ha prevalso.

Il disco però non è una summa di date, ma testimonia quasi integralmente un unico concerto: quello fatto al Teatro Sannazzaro di Napoli. Una scelta casuale o motivata?
Entrambe le cose, perché abbiamo registrato per intero quattro o cinque concerti, e quando abbiamo deciso di farne un cd, la scelta finale è stata questa semplicemente per una ragione di resa sonora. Ha scelto il caso per noi. Però allo stesso momento siamo stati contenti che sia uscita fuori proprio quella data, perché Napoli è una città che ci vuole bene, e che a volte nei tour visitiamo un po' meno di altre per motivi logistici. Ma quando ci andiamo riceviamo sempre un'accoglienza straordinaria. Possiamo dire, quindi, che il caso ha voluto che premiassimo Napoli, e che noi ne siamo stati davvero felici.

Cercavamo il silenzio è uscito anche in cento vinili numerati. Volevate creare un piccolo gioiello da collezione o riconfermare la sacralità del vinile, che in questi ultimi tempi sta vivendo la sua seconda vita?
Tutto e niente di ciò: il disco c'è ancora qualcuno che lo desidera, perciò l'edizione limitata in vinile è diventata negli ultimi anni una pratica discografica consueta. Spesso però non sono i musicisti a volere le cose, ma il mercato a moltiplicare i propri articoli per rispondere a ogni minima forma di rinnovato interesse da parte del pubblico, e ciò per non soccombere alla crisi. Riguardo alla seconda vita del vinile, beh, io non ho gli strumenti per un'analisi del mercato discografico, ma se devo dire quello che penso, non credo proprio che possa verificarsi un ritorno del vinile come prodotto musicale a tutti gli effetti. Si tratterà sempre e in ogni caso di fette irrisorie di mercato, che non mi fanno pensare a un cambiamento in atto.

Marlene Kuntz su PopOn Intanto anche tu stai sperimentando ‘nuove’ strade espressive: hai appena vissuto un'esperienza come scrittore, con "Vivi", un'antologia di racconti, e una come attore in "Tutta colpa di giuda"…
In entrambi i casi sono stato invitato a farlo. Nel caso del libro l'idea ha trovato terreno molto fertile, perché da sempre mi confronto con la scrittura scrivendo i testi delle canzoni dei Marlene. Relativamente al cinema, non mi penso assolutamente attore e so di non esserlo. Ma il regista, che è un amico e un profondo conoscitore dei Marlene, ha voluto me per quella parte, e io mi son detto: 'perché non provare?’. Oggi posso dire che è stata un'esperienza molto piacevole, che mi sono divertito più di quanto non avessi ipotizzato. Ma ne sono uscito con la consapevolezza di non essere un attore!

Con questo live si chiude un capitolo cruciale della vostra carriera. Ora siete di fronte a un bivio: pensi che le vostre due anime, quella rock e quella più intimista, possano continuare a convivere, o che una prenderà necessariamente il sopravvento sull'altra?
Questo non lo so e francamente non è una cosa che mi interessa sapere ora. Diciamo che qualche anno fa avevamo voglia di un tour del genere e lo abbiamo fatto. Il prossimo lavoro vivrà delle sensazioni e delle emozioni maturate nel frattempo.

Magari sulla base del vostro nuovo disco… ce n’è già uno in cantiere?
Si, siamo già in sala prove da qualche settimana, e procediamo a gonfie vele, perciò siamo abbastanza ottimisti sui tempi: entreremo in studio di registrazione al più presto… lì si vedrà!

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