Intervista di Vyncent ValoDevono averci preso gusto, i Baustelle. Dopo Amen, targato 2008, il trio di Montepulciano riprende il passo con un album, il numero cinque, dal titolo altrettanto “spirituale”: I mistici dell'Occidente. Francesco Bianconi & Co., però, non sono in odore di santità, quanto piuttosto immersi profondamente nell'antologia omonima del professor Elémire Zolla da una parte e in una continua ricerca esistenziale dall'altra. “Roba” seria, che rischia di mettere in soggezione anche il più provveduto – e forse prevenuto – degli interlocutori, in un turbinio pacato di parole che cita e si autocita. Ma come non aspettarselo dalla band più “intellettuale” del Bel Paese? Band che dalla bocca barbuta del suo portavoce inizia a svelare il Verbo del nuovo lavoro, nella plumbea Milano. Andiamo subito al punto: I mistici dell'Occidente è o non è un disco religioso? No, non lo è. I mistici non sono intesi dal sottoscritto in senso letterale, quanto come metafora di quella corrente di pensiero che vuole l'evasione dal mondo dei sensi, in cerca di un posto diverso a cui aderire. Dal mio punto di vista potrebbe essere utile e rivoluzionario poter prendere anche un solo pezzetto del ragionamento mistico. Tu lo hai fatto? In San Francesco, uno dei pezzi forti della tracklist, sembra quasi che tu sia alla ricerca dell'aureola. Mi piace giocare, ma ammetto che il testo è molto autobiografico. Quella di Francesco d'Assisi è una figura che affascina persino i laici. Sarà che era un figlio di papà, un puttaniere che a un certo punto, però, inizia a disprezzare la realtà. È un vero e proprio modello di vita. Anche voi disprezzate la realtà, o almeno così scrivi nella traccia che dà il titolo all'album. Più che disprezzare è un non credere ai prezzi che vengono esposti in vetrina, a tutto ciò che c'è intorno. Il vero mistico non scappa o ignora la realtà, non è passivo. Il suo annullare tutto e mantenere la fede in Dio è puro coraggio. Francesco Bianconi crede in Dio? No, ma osservo il mondo che mi circonda. Io un po' di domande me le faccio sempre, sull'esistenza, sul cosmo. E nelle passioni, nei sensi, ci sono dentro fino al collo.
Groupies ne è una dimostrazione in musica?Quel titolo è solo un pretesto, è quanto di più anti-rockstar ci possa essere. Il brano parla della relazione amorosa ai tempi della mercificazione sessuale, è un atto di simpatia/empatia per le donne. Noemi, Paola Turci e soprattutto Irene Grandi: per le donne scrivi parecchio. Sì, ma solo per commissione ed è molto difficile cercare di immedesimarsi, mettersi in una voce femminile. L'esperimento funziona quando le cose che scrivi restano credibili anche cantate da altri. Voglio svelare un trucchetto. Eppure un tempo ridevi e mostrandomi il cielo (inizia a cantare La cometa di Halley, scritta per Irene Grandi per l'ultimo Festival di Sanremo, ndr) ha funzionato solo perché prima c'è stata Bruci la città. E tutti quei ragazzi come te non hanno niente... A proposito di ragazzi e musica, cosa ne pensi di X-Factor e simili? Ti ci vedi al posto di Morgan come giudice? Non sarei bravo, non mi piace, non m'interessa. Non sono contro questo genere di programmi, ma mi preoccupa l'effetto totalizzante che hanno sugli adolescenti. I club chiudono, le etichette muoiono, persino quelle indie sono in una situazione gravissima. Con questo humus un ragazzo pensa che l'unica via è quella della televisione, è lì che ci trovo del male. In Italia pare che ormai funzioni così e tempo fa avevi dichiarato addirittura di volerti auto-esiliare. Non avevo detto “vado via” ma che non mi piace il Paese in cui vivo. Chi ha la possibilità di essere ascoltato e come me si sente in questo modo dovrebbe dirlo, gli intellettuali devono lanciare un messaggio. Ci sarà qualcuno come me che non è allineato, no? Volevo altre voci, che però non sono arrivate. E il tuo libro, “Un romantico a Milano”, quando arriva nei negozi? Doveva uscire in contemporanea con il cd ma la data è stata posticipata. La verità è che il romanzo non è finito. Certo, se mi tengono qui in casa discografica a fare le tavole rotonde con voi giornalisti anziché stare a casa a scrivere... (Sorride, ndr). Vai alla pagina dei Baustelle Vai alle altre Notizie
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Scritto da Vyncent Valo
Giovedì 01 Aprile 2010 09:00
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Intervista di Vyncent Valo
Groupies ne è una dimostrazione in musica?