Ne ha fatta di strada Cesare Cremonini da quel lontano 1999, in cui esordì con i Lùnapop. Da allora sono passati dieci anni, caratterizzati dallo scioglimento del gruppo, l'inizio della carriera solista e un'evoluzione più adulta nel suo stile musicale. Quale migliore occasione, dunque, per pubblicare il suo primo best (1999-2000 the greatest hits, Warner)? Ne abbiamo parlato con lui e il cantautore bolognese ci ha rivelato di non avere in programma rivoluzioni copernicane nella sua carriera, ma solo
nuove sfide con stimoli più grandi rispetto al passato.Hai da poco pubblicato il tuo primo greatest hits contenente anche due brani inediti, tra cui Mondo, in cui hai scelto di collaborare con Jovanotti. Cosa vi lega? Seguo Lorenzo da quando ero piccolino. Lui è per me un punto di riferimento. Ho sempre pensato che sia un artista a 360 gradi e uno dei migliori che ci sono in Europa. Lo considero un innovatore per la musica italiana. Sognavo di poter collaborare con lui un giorno e, se non altro, di poterlo avere in un mio disco. È stato un grande onore e un modo per dare passione e sentimento a questo progetto. Un greatest hits non è solo un’operazione puramente discografica ma anche un modo per storicizzare la tua professione, per dare un valore importante al tuo passato. Hai pensato a lui anche perché le tematiche della canzone si avvicinano al suo ‘mondo’? No, quando ho scritto Mondo, sentivo che lo spazio che poi lui ha riempito era ritmicamente perfetto per il suo stile. E quindi mi è venuto naturale mandargli una mail dicendogli: “Caro Lorè, questa è la mia nuova canzone. Cosa ne pensi? Ti piacerebbe cantare un tuo testo sopra questa parte?”, e lui ha accettato subito. È stato molto entusiasta nel modo di porsi. Il singolo è accompagnato anche da un videoclip che si fa notare… …sì, è un progetto che ci siamo autofinanziati, per cui abbiamo avuto una totale libertà di decisione. Abbiamo fatto una scelta stilistica più che cinematografica. Volevamo utilizzare una tecnica che era molto di moda negli anni '80 ma che negli ultimi anni si è un po' persa. Si tratta di una tecnica pittografica, simile a quella utilizzata nei cartoni animati. Si fanno migliaia di foto e successivamente vengono fatte scorrere una dopo l'altra, diventando dei frame di un filmato. In questo caso abbiamo utilizzato settemila fotografie, fatte a più di cento persone. L'effetto finale è molto particolare. Come cast ho scelto di utilizzare i miei amici e tutti quelli a cui voglio bene e viceversa. Volevo che il best avesse un'anima, oltre che un contenuto musicale.
Un best proprio al compimento dei tuoi trent'anni. È stata una casualità?In un certo senso sì, però penso che il destino fosse dalla mia parte. Poter pubblicare un best come regalo di compleanno per i trent'anni è il sogno di ogni artista perché vuol dire riproporre venti canzoni di successo in un'età in cui altri devono ancora cominciare la loro carriera. È un bellissimo traguardo, ottenuto però con tantissimo lavoro negli ultimi dieci anni. Infatti, questo è anche un momento di respiro per me, avendo dovuto scrivere e arrangiare solo due canzoni inedite per questo cd. Pensi che con questo disco si chiuda un ciclo e se ne apra un altro? Non penso si chiuda un ciclo e continuerò sulla stessa traccia. Ciononostante, puntare una bandierina sulla vetta, com'è successo col best, è un momento di riflessione e di pausa, utile a cominciare nuove avventure con stimoli ancora più grandi. Ho bisogno di sfide importanti, quindi il prossimo disco sarà inevitabilmente un altro esame. Nel best hai inserito Cercando Camilla, brano strumentale tratto da Il primo bacio sulla luna. Come mai questa scelta insolita per un greatest hits? Ho sempre inserito una traccia strumentale in tutti i miei dischi ed è una componente fissa, a cui sono affezionato. È una sorta di marchio di fabbrica. Il best rappresenta tutte le facce di quello che io scrivo quindi è stato utile. Cercando Camilla è in assoluto quella che amo di più, essendo inserita nel disco che preferisco. Perché lo preferisci? È stato una sorta di contenitore di tutte le esperienze che avevo fatto fino a quel momento. In dieci anni di carriera può capitare di tutto, anche essere accusati di satanismo per una ghost track, che successivamente sarebbe diventata Il pagliaccio... Fummo denunciati per satanismo a causa della vocina di una bambina che accennava quel brano. Fu molto divertente andare a spiegare ai giudici che quella ragazzina era solo una vicina di casa.
In questi anni, hai mai avuto timore del successo e della popolarità?No, perché sono molto concentrato sul mio lavoro. Sono un ragazzo normale, una persona come tutte le altre, semplicemente molto impegnata in quello che fa e curiosa di scoprire nuovi modi di comporre. Prendo lezioni di piano due volte alla settimana, insomma sono un musicista e amo molto quello che faccio. Tutto ciò che è in superficie lo noti ma non costituisce né un problema né un motivo di vanto. È chiaro che il successo di questo disco è un premio che apprezzo ma ne sono felice soprattutto perché ho la possibilità di fare musica dal vivo, una componente fondamentale per il mio mestiere e per il pubblico. La popolarità di per sé è una cosa che... …non ti interessa? Non è che non mi interessi. È una cosa che c'è, ma sulla quale io non baso la mia carriera. Quest'estate hai in programma concerti dal vivo? Nessun concerto. Voglio seguire i Mondiali di calcio e divertirmi. Spero che il live possa avvenire nella seconda parte del prossimo inverno. Che te ne pare di questo Mondiale e della nazionale italiana? Tifo Italia a spada tratta e spero in una finale tra la nostra nazionale e l'Inghilterra, anche se credo che le più forti siano il Brasile e la Spagna. Mi ha incuriosito l'Argentina. L'Italia ha il carattere ma c'è sempre il rischio di perdere quegli stimoli utili per andare avanti in una competizione importante come questa, al contrario di altre squadre con più fame di vittoria. La carenza più grossa che vedo nell'Italia è la mancanza del fantasista che ti risolve le partite. Staremo a vedere se sia stato un errore non convocare nessun fenomeno. Vai alla pagina di Cesare Cremonini Vai alle altre Interviste Condividi
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Scritto da Gerardo Larosa
Martedì 22 Giugno 2010 00:00
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Ne ha fatta di strada Cesare Cremonini da quel lontano 1999, in cui esordì con i Lùnapop. Da allora sono passati dieci anni, caratterizzati dallo scioglimento del gruppo, l'inizio della carriera solista e un'evoluzione più adulta nel suo stile musicale. Quale migliore occasione, dunque, per pubblicare il suo primo best (1999-2000 the greatest hits, Warner)? Ne abbiamo parlato con lui e il cantautore bolognese ci ha rivelato di non avere in programma rivoluzioni copernicane nella sua carriera, ma solo
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