Marco Mengoni: 'Bowie, posso essere te?'
Scritto da Vyncent Valo
Martedì 02 Novembre 2010 00:00
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Marco Mengoni su PopOn Intervista di Vyncent Valo

Domanda: è segno della musica ai tempi del talent show - vedi mungitura discografica pro vendite - pubblicare un live con un solo album (e un Ep) all'attivo? No, se per una sola estate il tour in questione ha contato oltre cinquanta date in tutta Italia. No, se l'album di cui prima è da 35 settimane in classifica. E no, soprattutto, se ci si chiama Marco Mengoni. Figlio legittimo e vittorioso di X Factor, Mengoni è fresco di un nuovo tassello, nella sua neonata ma promettente carriera, che prende il nome di Re matto Live e che racchiude su cd e dvd l'ultimo concerto dell'omonima trionfale tournée, ripreso nella cornice di Genova. Un collage di immagini e suoni, diretto da Christian Gandini sotto la supervisione di Luca Tomassini, che mette in luce, più che da quel palco del programma che l'ha lanciato, un performer dalle ottime carte.

Tutto questo successo rischia di mettere in ombra il Marco uomo?
Fra l'uomo e l'artista non c'è conflitto. Per adesso sono contento di pensare alla musica, che scindo sempre dal lavoro. Questa è passione, io voglio stare sul palco.

Hai avuto modo di riflettere su ciò che è accaduto in meno di un anno?
No, il tempo non c'è. Al massimo c'è quello per pensare meglio alla strada da prendere per il nuovo disco, sono sempre con la band e sono nati già molti pezzi nuovi.

“Sempre con la band”. Ti mancano gli affetti?
Sì ma non troppo, durante un tour ricrei tutto. Anche un amico del cuore.

Il dvd del concerto l'hai visto?
Sì, ed ho lanciato un cuscino sullo schermo (ride, ndr). Non sono mai contento.

Non sei soddisfatto del risultato?
È che quella sera è successo di tutto, stava pure per andare a fuoco qualcosa. Ci fermavamo ogni cinque secondi, prima per le luci, poi il suono, poi altro.

Marco Mengoni su PopOn Ci sarà qualcosa che hai apprezzato.
Il mio sudore (ride, ndr). Ho una collezione di dvd di concerti anni 70, m'ispirano tanto. Prendi Janis Joplin, lei si distruggeva sul palco. E poi mi piace essere sudato, così non dicono che sono carino...

Sempre meglio di quello che ha detto qualcun altro, come Fabri Fibra che nella sua Non ditelo mette in ballo il discorso sulla tua sessualità.
Fabri Fibra non lo conosco e, anzi, se ci sarà modo ben venga. Ognuno può dire quello che gli pare, la libertà è alla base di tutto. Io parlo d'amore o meglio di delusioni d'amore, se lui sente la necessità di tirarmi in mezzo lo faccia pure. Di sicuro non ci sono state denunce o querele.

C'è stata però una bella rivincita. È vero che prima di X Factor avevi mandato un demo a un'etichetta discografica e ti avevano liquidato?
Sì, dentro c'erano alcuni dei pezzi che poi sono finiti nel primo disco (Re matto, ndr). La giustificazione è stata “è troppo bravo”.

È questa, allora, la vita che sognavi di fare?
Se potessi, vorrei fare quella di David Bowie, preso per il culo per metà della sua vita, e poi? Poi ci siamo resi conto che faceva pezzi incredibili. Mal che vada mi piacerebbe fare il mantenuto (ride, ndr).

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