I regali di Antonella Ruggiero
Scritto da Vyncent Valo
Venerdì 24 Dicembre 2010 00:00
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Antonella Ruggiero su PopOn Intervista di Vyncent Valo

Oltre al fantomatico signorotto in barba bianca e tenuta rossa extralarge, quest’anno anche una delle voci simbolo del nostro Paese ha voluto distribuire I regali di Natale. Si tratta di Antonella Ruggieroche con l’omonima raccolta interamente dedicata alla rilettura dei canti della tradizione natalizia – nazionale e internazionale – ha voluto lasciare un segno tangibile di questa festività. Accanto alla Ruggiero ruotano alcuni dei migliori musicisti: Mark Harris (pianista americano storico collaboratore di Fabrizio de Andrè), Massimo Morriconi (per anni contrabbassista nei dischi di Mina), Daniele Di Gregorio (percussionista e vibrafonista di Paolo Conte), Maurizio Colonna (grande virtuoso della chitarra classica), Arkè String Quartet, I Virtuosi Italiani, sino ad attingere dalla crème del jazz italiano rappresentata da Paolo Di Sabatino, Stefano Dall’Ora, Ivan Ciccarelli, Massimo Manzi, Renzo Ruggieri, Davide Di Gregorio e Officina Guitart.

Soddisfatta di tutta questa partecipazione?
Molto, sono entusiasta di tutti questi musicisti che hanno giocato con me. Questi brani sono stati scelti fra oltre duecento canzoni, sono quelli che mi hanno fatto scattare la commozione. Immaginare le persone che vivevano nelle epoche e nei luoghi di quei suoni – dal Medioevo agli anni 40 – mi ha emozionata.

La tracklist è molto variegata, si va dal Laudate Domini di Mozart fino ad un brano sardo, Duos isposos.
In Mozart c’è del contemporaneo e io amo cantare brani antichi in chiave attuale. Certo, si fa presto a trovare una meraviglia come quella. Non facile, invece, è ripescare un brano sardo scritto da un parroco che narra di una coppia che nessuno voleva, proprio come Maria e Giuseppe.

Antonella Ruggiero su PopOn Sulla copertina dell’album c’è una bambina, è lei?
Sì, è una foto di un Carnevale, avevo 27 mesi. Mia madre aveva riciclato quell’abito da damina da una sua bambola. È lei che ha conservato tutti i giocattoli di Natale che sono fotografati nel booklet…

…tra i quali spicca anche un camioncino.
Un regalo di un vecchio zio. Chi l’ha detto che le bimbe debbano giocare solo con pizzi e merletti?

Da anni vive a Berlino. Che aria si respira lì?
Si respira libertà. È una città dalla storia unica, con regole rispettate da tutti. Io sono a Berlino Est, dove vivono gli operai. Lì noto che la nuova generazione si sta dando da fare, ho molta fiducia. Non hanno addosso i nostri strati di ideologia, sanno cosa accade e conoscono le soluzioni migliori.

Passerà il Natale lì?
Certo. Io quelli che passano il Natale alle Maldive proprio non li capisco…

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