Marco Menichini: 'Sono cresciuto guardando Sanremo'
Scritto da Simone Arminio
Giovedì 10 Febbraio 2011 09:00
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Marco Menichini su PopOn Intervista di Simone Arminio

Marco Menichini è il quarto dei giovani di Sanremo 2011 che vi presentiamo. Il suo brano in gara si chiama Tra tegole e cielo e narra di quelle difficoltà coniugali che finiscono per coinvolgere i figli. "Una vicenda che non mi appartiene - chiarisce lui - "ma nella quale ho trovato un grande concetto: le cose brutte ci fortificano". La sua storia musicale comincia a Latina, città che ha dato i natali anche a Tiziano Ferro: "Uno dei migliori autori dell'ultimo decennio", commenta Marco. Ecco come sarà il suo Festival.

Marco Menichini, com'è nato Tra tegole e cielo, e quali sono stati i passi che ti hanno portato fino al palco dell'Ariston?
Il mio, per impostazione e musicalità, è un brano tradizionale italiano. La sua storia rappresenta il rapporto che c'è tra i genitori: Tra tegole e cielo indica proprio questo. Il rapporto raccontato nel testo non è positivo, e ciò va a scapito del figlio, come spesso succede. La parte positiva è però un'acquisizione di consapevolezza, quindi una rinascita e una riscoperta di se stessi. E' una storia che per fortuna non mi appartiene e che, musicalmente, nasce come esperimento ancora in progressione: la versione che gira adesso in radio non è quella definitiva, proprio oggi abbiamo finito di registrare i violini, alcuni altri elementi e la nuova linea di voce.

Un brano scritto da altri la cui storia, per tua stessa ammissione, non ti appartiene: come hai fatto allora a farlo tuo?
Quando mi sottopongono un brano cerco sempre di trovare una mia chiave di lettura personale, di farlo mio incentrando l'interpretazione attorno a un concetto fondamentale. Per me il concetto di quella canzone è questo: da una tensione, che puo essere sociale o familiare, se ne esce sempre più forti e consapevoli di prima. Su questa certezza ho basato la mia chiave di lettura: penso che tutti quanti abbiamo avuto e avremo nella vita dei momenti di tensione dai quali però usciamo sembre più forti. Il mio motto è: le cose brutte ci fortificano, quelle belle ci rendono felici e non c'è mai nulla che ci abbatte.

C'è un ricordo particolare, qualche partecipante o canzone alla quale ripensi se parliamo delle vecchie edizioni del Festival di Sanremo?
Ci sono diverti momenti e diversi ospiti in edizioni diverse del Festival. Io sono nato nel 1990, e dal 1991 in poi non ho perso un Festival in tv, perché quello di Sanremo nella mia famiglia è sempre stato un momento importante. Sono cresciuto con il Festival e per me è sempre stato uno spettacolo magnifico, nonostante le critiche e le controversie che ne seguono ogni anno. Per questo non ho un anno o una canzone preferita: ogni edizione mi ha dato qualcosa.

Hai avuto modo di ascoltare anche i brani degli altri giovani in gara. Pensi che il livello di quest'anno sia buono?
In genere non ragiono a livelli, e non do classifiche e anche se poi ci sarà effettivamente una gara fra noi. Penso che ognuno di noi sia unico a suo modo, e che le canzoni in gara privilegino le caratteristiche di ognuno di noi. Siamo tutti diversi, tutti e otto: io porto un brano melodico tradizionale, qualcun altro porta il reggae, qualcun altro il folk...

Come immagini il tuo futuro dopo il Festival? Quali sono le cose che cercherai realizzare fin da subito?
Il mio primo obiettivo è sicuramente tentare di coinvolgere più persone possibile tramite la mia voce e la musica che scrivo, o che mi scrivono altri. Come obiettivo concreto c'è invece, ovviamente, quello di realizzare il mio primo album. Spero sarà un bell'album, vario e con diverse sfumature sonore e stilistiche: sono una persona che non si pone molti limiti davanti alla musica. Mi piace sperimentare e spero perciò che il mio album sarà molto sperimentale.

Vieni dalla stessa città di Tiziano Ferro: lo hai mai visto con un esempio da seguire?
Ho sempre apprezzato Tiziano Ferro soprattuto come autore: penso sia uno dei migliori autori dell'ultimo decennio in Italia. Non l'ho mai incontrato di persona, ma abbiamo comunicato spesso tramite social network, per metterci d'accordo e vederci, per scambiare qualche chiacchiera su come affrontare questo mio percorso. Perché anche lui come me è nato un po' dal nulla. Mi avrebbe fatto piacere incontrarlo prima del Festival, non c'è ancora stato modo ma spero ci sarà in futuro, perché dal punto di vista artistico provo molta stima per lui.

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