Intervista di Simone ArminioSi dice soddisfatta Nathalie, per il suo repentino esordio sanremese. Trionfatrice a X Factor solo qualche mese fa, la cantautrice romana teneva molto a esordire sul palco più ambito d'Italia ma con una sua canzone. Eccola accontentata con Vivo sospesa, brano che assicura di non aver confezionato in due piedi soltanto per il Festival. Data per favorita, lei non bada ai bookmakers e si concentra su un futuro prossimo nel quale, oltre al disco, c'è soprattutto l'attività live: "La mia unica e vera passione". Arrivi al Festival subito dopo la vittoria a X Factor e senza avere avuto il tempo di pensarci troppo. Come vivi quest'esperienza? Sono soddisfatta. A Sanremo c'è tanta roba, è tutto molto intenso, ma questo si sa. L'emozione resta sempre, anche se nei giorni successivi alla prima sera, avendo già rotto il ghiaccio, mi sono sentita un po' più a mio agio. In ogni caso mi sto divertendo. Il passaggio fra la vittoria a X Factor e la partecipazione al Festival quest'anno non era scontato. Quali carte hai giocato per esserci? Ho pensato che anche se quest'anno non ci sarebbe stato l'automatismo, era comunque il caso di provare. Perciò ho selezionato uno dei brani che avevo già scritto, ci ho lavorato un po', su cambiando anche il titolo, e l'ho presentato a Sanremo. Gianni Morandi è stato molto carino: mi ha dato qualche dritta sul testo, consigliandomi di essere più chiara e diretta in alcuni punti. Quindi ho limato il pezzo ulteriormente, e ora sono qui. A te però era stato proposto un brano non tuo. Hai dovuto importi? E' vero, mi avevano proposto di ascoltare anche altri brani. Ma io, come era già successo per il primo singolo, ho voluto tener duro sulla linea di autrice. Ho dovuto farlo soprattutto per me, perché avrei sofferto a fare qualcosa che non mi rappresentava. Credi che dopo il tuo precedente possano aprirsi le porte dei talent show anche agli interpreti di brani propri? Spero di sì. Spero si dia sempre più spazio in tv alla scrittura e a chi ha un percorso musicale più completo della sola interpretazione. E spero che la mia esperienza possa stimolare qualcun altro seguire questa strada. Vieni da una tradizione live con pochi numeri ma di maggiore contatto fisico. La tv però ti ha portato in poco tempo nelle case di milioni di persone. Tra le due, cosa preferisci? Io preferisco di gran lunga il rapporto diretto con il pubblico. E' la dimensione che più mi interessa e che più ho sperimentato: è soprattutto un discorso di calore. Poi, ovvio, la tv ha i suoi vantaggi, e il fatto di raggiungere tanta gente in poco tempo è importante.
Stasera duetterai con L'Aura. Com'è nata la vostra collaborazione?L'Aura è una persona carinissima. Non ci conoscevamo di persona, ma è un'artista che stimavo da parecchio tempo. Prima di scegliere abbiamo provato a pensare come sarebbe stato cantare questa mia canzone con qualcun altro, perciò abbiamo stilato una serie di nomi soprattutto sulla base di un certo tipo di sensibilità. C'era poi da considerare quanto l'artista in sé si potesse ritrovare nella canzone, che è molto personale. Alla fine abbiamo deciso di proporlo a L'Aura. Lei è stata molto entusiasta di partecipare: ci siamo trovate molto bene insieme e si è appassionata al pezzo. In più, provando abbiamo scoperto di avere anche delle cose in comune, sia dal punto di vista umano che artistico, perciò sarà emozionante cantare con lei. Nella serata di ieri, quella dedicata ai 150 anni dall'Unità d'Italia, la tua scelta è caduta su Il mio canto libero di Lucio Battisti. Fra tanti brani proposti perché hai scelto proprio quello? Avevo confidato a Gianni Morandi la mia passione per Battisti, un artista con cui sono cresciuta. Così quando lui mi ha proposto di fare Il mio canto libero io ho accettato subito. Credo sia una delle canzoni più belle della storia della canzone italiana ed è stato un onore cantarla. Parliamo di Sanremo: negli ultimi anni a uscire per primi dalla gara sono stati soprattutto i mostri sacri, mentre i giovani provenienti dai talent scalano le classifiche e vincono sempre più spesso. Pronostici a parte, credi sia indice di un cambio generazionale nella musica? Beh, può essere. Non ho un'opinione ben precisa a riguardo, ma forse si sta effettivamente materializzando una sorta di ricambio. Poi non so se sia a causa dei talent o per altri motivi. A dire il vero un po' mi dispciace: i mostri sacri sono mostri sacri, e spesso è difficile accettare la loro esclusione. Penso a Patty Pravo o ad Anna Oxa... No, non credo sia una questione di qualità. Magari è solo voglia di novità. Cosa farai dopo il Festival? Sicuramente ci sarà un periodo promozionale del mio album, Vivo sospesa (Sony), in cui farò degli showcase con mini-live. E poi soprattutto c'è la tournée che mi aspetta: anzi, non vedo l'ora. Sarà come tornare alla mia dimensione reale, quella che amo di più. Vai alla pagina di Nathalie Vai alle altre Interviste Condividi
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Scritto da Simone Arminio
Venerdì 18 Febbraio 2011 17:00
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