Intervista di Simone ArminioComplici in musica, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti lo sono da quel pomeriggio del 14 marzo 2003 in cui, a Migliarino (PI), registrarono per gioco il primo capitolo di Musica Nuda. Otto anni dopo quella complicità appare così assodata da diventare il titolo del loro nuovo album. Come siano arrivati fin qui, Magoni e Spinetti lo hanno raccontato a PopOn in due interviste separate. Quella che segue è una sintesi perfetta delle loro due voci: operazione mai così facile, trattandosi di complici... Petra e Ferruccio, la vostra sintesi musicale è ormai fatto assodato, eppure sembrate così diversi. Come è arrivato fin qui il progetto "Musica Nuda"? La complicità è qualcosa che cresce e si alimenta ogni giorno. Musicalmente si diventa complici attraverso più di cento concerti ogni anno, passando ore, giornate e mesi insieme e vivendo gioie e delusioni che il nostro mestiere ci dà. I nostri passati musicali non erano così distanti: tutti e due abbiamo esperienze musicali che passano dalle sale da ballo al rock e al pop, ed entrambi abbiamo un modo di intendere la musica molto simile. Su questo ci siamo proprio incontrati. Poi è ovvio che col tempo è diventata qualcosa di più... suonando insieme come duo per così tanto tempo la complicità diventa anche compatibilità e complementarità umana. Per questo abbiamo deciso di chiamare questo disco Complici: era la parola che meglio sintetizzava quello che siamo diventati in otto anni. Il suggerimento arriva da un grande autore come Bruno Lauzi. Come avete incontrato il brano inedito che dà il titolo al disco? Un amico che conosceva bene Carlo Marrale dei Matia Bazar, coautore del brano, ci spedì questo provino dopo aver avuto la sua autorizzazione. Complici è una canzone scritta tantissimi anni fa dal duo Lauzi/Marrale e poi tenuta in un cassetto: nessuno prima d'ora l'aveva mai eseguita. Quando siamo entrati in sala per provarla l'abbiamo registrata alla prima take: la stessa natura del pezzo ci ha portato a dargli questa veste un po' tanguera, e la prima versione che abbiamo fatto è quella che si trova sul disco.
Con Complici l'attenzione del progetto Musica Nuda vira definitivamente sui brani inediti, preferiti alle cover degli esordi. E' la fine di un processo di crescita artistica o una scelta del momento?E' assolutamente la fine di un processo. Poiché al di là della difficoltà iniziali a proporre inediti suonati e cantati da un contravbbasso e una voce, il nostro è stato il normale processo di maturazione che una band deve affrontare prima di cimentarsi con gli inediti. Abbiamo cominciato a suonare cover per necessità, perché ci siamo incontrati su un palco per suonare e abbiamo rotto il ghiaccio con le solite: "La sai questa? La sai quella? Conosci Battisti, ti piacciono i Beatles?". Già dal secondo disco sono cominciati ad apparire brani nostri o brani inediti scritti per noi. Con Complici, infine, avevamo la giusta maturità e il giusto stimolo per questa specie di "prova del nove" compositiva. Perché fare un album di inediti è una cosa delicata e difficile: se stasera o domani sbagliamo un concerto o una canzone, il giorno dopo la gente lo avrà già dimenticato. Ma un disco è una cosa che resta per sempre, ci teniamo a farlo bene. Poi non è detto che ciò indici un percorso futuro. Non sappiamo se il prossimo disco sarà di nuovo di cover piuttosto che di pezzi nostri: Complici è una foto di ciò che siamo in questo momento, come del resto lo erano tutti i dischi precedenti. La necessità di fare le cose per bene ci porta dritti al brano Professionalità, in cui giocate con la mancanza di serietà diffusa in tutti i campi lavorativi. Volevate togliervi un sassolino dalle scarpe o era solo voglia di giocare? Assolutamente volevamo levarci qualche sassolino dalle scarpe! (ridono, ndr), Anche perché tutto quello che si ascolta nella canzone è tragicamente o comicamente vero. Compreso il giornalista che ci ha descritti come un duo di voce e sassofono, o quella volta che in un locale siamo stati introdotti come "Pegro Maconi Quintet"... e noi siamo in due! Professionalità denuncia con ironia la mancanza di professionalità totale che c'è oggi in italia in ogni settore lavorativo, non solo nella musica o nel mondo dell'idraulica. Se tutti facessero il proprio mestiere con un pizzico di serietà in più forse andrebbe tutto meglio. Partendo guarda caso - e non per essere scontati - anche dai nostri politici, che fanno ridere solo a guardarli in faccia. Un altro processo visibile in Complici è il ritorno alla "musica nuda" integrale: non ritenterete più, come nel secondo album, l'esperimento di rivestire i vostri brani con la collaborazione di altri musicsiti? Molto dipende da quello che saranno i nostri stimoli in futuro. Questo è un disco importante per noi, e ci tenevamo a farlo in due, per ribadire la nostra forza come gruppo di due persone. La formazione contrabbasso e voce è quella che ci ha fatto partire nel 2003, e che ci ha fatto registrare il primo disco in un pomeriggio. Ciò però non vuole dire che non ci saranno ancora collaborazioni: ci piace molto avere ospiti nei dischi, così come accade nei live, magari perché andiamo a suonare in una città dove abbiamo un amico musicista. Sicuramente il prossimo disco sarà differente... ma se sarà un disco di inediti, di musica per bambini o di Musica Nuda con al centro un'orchestra d'archi attorno, una cosa è certa: con Complici abbiamo messo a fuoco definivamente che la forza di Musica Nuda è il duo Magoni e Spinetti. Nel momento in cui inserisci qualsiasi altro strumento Musica Nuda diventa un trio o un quartetto come tanti.
Il progetto Musica Nuda ha strappato Ferruccio Spinetti dagli Avion Travel. A lui chiediamo: ti manca oggi la tua vita musicale precedente?Beh, sono due cose totalmente differenti. Qui ho una libertà musicale totale, perché sono l'unico musicista in scena. All'interno di un gruppo questa è una cosa un po' più limitata. Ma conservo un ricordo e una grande riconoscenza verso una band come gli Avion, con cui ho suonato da quando avevo vent'anni e per quindici anni. E' una band che mi ha formato in tutto: dal modo di stare sul palco fino al grande rispetto per la forma canzone. In più andare in tournée con sei persone, sei uomini, era una specie di gita di scuola superiore ogni volta, una cosa molto divertente! Max Casacci dei Subsonica ha scritto per voi il brano Rimando. Com'è stato l'incontro con un mondo musicale così diverso da Musica Nuda? Max ci ha proposto il suo brano solamente in chitarra e voce, perciò non ci siamo influenzati da quello che poteva essere l'arrangiamento elettronico dei Subsonica, Però in generale, come si potrà immaginare, per noi è da sempre un grande stimolo affrontare pezzi anche molto lontani fra loro, passare dai Subsonica all'Aria sulla quarta corda di Bach. La regola generale è che se una canzone è bella, ed è scritta bene, funzionerà anche in chitarra e voce o pianoforte e voce... e perché no, contrabbasso e voce. Il progetto Musica Nuda è molto apprezzato anche in Francia. Eppure non sono molti gli italiani che riescono a fare breccia nella musica d'oltralpe, musicalmente più nazionalista di noi. Come è nato questo amore? Il nazionalismo francese in realtà è più presunto che reale, perché in Francia oggi c'è tanto interesse verso musiche provenienti da altre parti del mondo. Più che nazionalismo diremmo si tratta di un giusto orgoglio verso i propri musicisti. Un orgoglio che dovremmo avere anche noi, senza fissarci solo con la musica anglosassone o la musica italiana pop. Ci sono tante cose che possono esere popolari e piacere a tanta gente senza dover essere per questo una riproposizione di cose già esistenti altrove. Quando è nato nel 2003 per Storie di note, il progetto Musica Nuda sembrava lo sfizio di due musicisti. Vi aspettavate tanto successo e soprattutto tanta longevità? Assolutamente no. Avevamo cominciato a suonare per gioco e per divertimento, con un grandissimo entusiasmo e tanta voglia di fare. Arrivare a fare tutto questo non ce lo saremmo mai immaginati, ed è stata perciò una bellisima sorpesa. Dalla nostra, oltre a una certa qualità musicale c'è però anche l'impegno: in otto anni non ci è stato regalato niente, e tutto è stato frutto del lavoro nostro e di quello delle persone che hanno creduto in noi. Non abbiamo intenzione di fermarci qui, anzi: da qualche anno cominciamo a dirci che questo è l'inizio... Vai alla pagina di Petra Magoni & Ferruccio Spinetti Vai alle altre Interviste
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Scritto da Simone Arminio
Venerdì 29 Aprile 2011 08:00
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Intervista di Simone Arminio
Con Complici l'attenzione del progetto Musica Nuda vira definitivamente sui brani inediti, preferiti alle cover degli esordi. E' la fine di un processo di crescita artistica o una scelta del momento?
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