Intervista di Roberto PaviglianitiI Blind Fool Love sono un trio di giovani ventenni emerso dal mare in tempesta del web, grazie a qualche singolo a presa rapida e a un’immagine capace di colpire nel segno e conquistare una buona schiera di fan. A prima vista potrebbero sembrare l’ennesimo fenomeno di passaggio; qualcuno definisce il loro sound come “horror pop”, loro si sentono una rock band a pieno merito e il disco d’esordio La strage di Cupido (Sony Music) ingloba dieci canzoni con diversi spunti creativi. Dunque la domanda è d’obbligo: meteore o nuova realtà? Ne abbiamo parlato con Tommaso Sabatini, leader e mente creativa del gruppo toscano. Il nome della band è tratto da un versetto di William Shakespeare. Una scelta di comodo o c’è un motivo ben preciso? Abbiamo preso, anzi rubato, questo nome da un versetto di Shakespeare, perché siamo molto ispirati da quella tipologia di autore. La nostra musica è molto ispirata alla musica sinfonica; il significato delle parole “blind, fool, love” racchiude la nostra essenza, è per questo motivo che abbiamo deciso di utilizzarlo per il nome della band. Qual è l’elemento che vi differenzia dalle altre pop band italiane? Quello di non essere una pop band! Noi facciamo musica rock, quindi ci definiamo rock band. Siamo l’unica band italiana, della nostra età, a fare questo genere musicale. Altre band rock non ce ne sono; ci sono band alternative come per esempio i Ministri o quelle classiche come gli Afterhours, ma della nostra età e con questo tipo di sonorità non ce ne sono. Diciamo che siamo un po’ gli unici. Forse per questo abbiamo suscitato l’interesse di una major come la Sony; siamo partiti da Internet e ci siamo ritrovati con un contratto con loro, che non è certo una cosa semplice da ottenere. La vostra fama è arrivata attraverso il web, i social network. Vi considerate fortunati o pensate che d’ora in avanti sarà questa l’unica strada per raggiungere la notorietà? C’è sempre un pizzico di fortuna in questo genere di cose. Siamo partiti dal niente, da MySpace - che ormai è deceduto - e siamo arrivati fino a qui. Penso che una buona percentuale della nostra riuscita sia dovuta alla fortuna, ma anche al nostro tipo di musica, alla nostra originalità. Per le band di oggi internet è una cosa fondamentale, ma anche un’arma a doppio taglio, perché può essere anche un punto negativo. È importante farsi pubblicità su Internet, ma anche suonare.
Musica sinfonica, letteratura, significati profondi. Pochi ragazzi della vostra età apprezzano questo genere di "cose", come vi siete incontrati?Io e Piero (Cini, il bassista, ndr) suoniamo insieme da quando eravamo piccoli, con le stesse idee e ascoltando la stessa musica. Decidemmo di fare questo progetto e poi abbiamo trovato Marco (Ronconi, ndr), il batterista, che si avvicinava tanto alla nostra idea e così si è deciso di fare sul serio, iniziando a comporre le nostre canzoni, ispirati dal rock e dalla musica sinfonica soprattutto. Alcuni nostri pezzi suonano molto sinfonici, c’è la chitarra classica, c’è un clavicembalo, una cantante lirica, ci rifacciamo molto a quella tipologia di composizioni. Il vostro è un progetto musicale dunque, avete un obiettivo preciso? Un obiettivo che vorremmo raggiungere è quello di suonare all’estero, perché la nostra musica non rientra nella tradizione italiana. Quindi provando a suonare all’estero potremmo fare un’esperienza diversa e conoscere un mondo diverso. Il fatto di cantare testi in italiano non pensi possa rappresentare una limitazione? Bisognerebbe provare. Sarebbe una cosa nuova, perché non c’è stato nessun gruppo italiano che abbia provato all’estero con la propria lingua. I Lacuna Coil, che sono più famosi all’estero che in Italia, cantano in inglese. Secondo noi la lingua italiana è perfetta per le nostre esigenze, ci esprimiamo meglio così, è stata una scelta nostra. Magari potrebbe suscitare interesse all’estero. L’album esce per Sony Music. Quanto è importante per voi avere alle spalle una major? Noi ci siamo sempre trovati bene con la Sony, le nostre idee le hanno sempre approvate e ci hanno lasciato carta bianca praticamente su tutto quello che abbiamo fatto. Non penso che siano vere le cose che si dicono sulle major e sulle loro imposizioni. Ha ancora senso, in tempi di “musica liquida”, avere un’etichetta discografica? Per avere una distribuzione di un certo tipo l’unico modo è avere un’etichetta importante, di livello, al di là che sia una major o un’indipendente, perché da solo o solo con il web vai poco lontano, prenderesti solo una piccola nicchia. Noi facciamo musica per tutti, quindi cerchiamo di farla arrivare a tutti, e l’unico modo è avere una distribuzione importante.
Pensi che l’interesse verso di voi derivi da semplice curiosità o credi che i vostri fan si riconoscano appieno nelle tematiche che portate avanti?Penso che i nostri fan le comprendano. Per quanto riguarda i testi cerchiamo sempre di scrivere qualcosa di attuale, nella quale ci si possa rispecchiare, ed è forse per questo che ci seguono. Qualcuno di loro è anche cresciuto con noi, ormai è dal 2007 - da quando abbiamo messo on line il primo pezzo - che abbiamo dei fan che ancora ci seguono. Credo che in noi abbiano trovato qualcosa di diverso e piacevole da ascoltare. Tu sei la mente creativa del trio, ti occupi - tra le altre cose - della grafica e degli artwork dei cd. Da dove nasce la tua passione per l’immagine? Le due cose, la musica e l’immagine, viaggiano contemporaneamente; per l’album abbiamo scelto un’impronta grafica un po’ ottocentsca, con vecchi ritratti dell’epoca, un po’ altezzosi; ci piace l’arte pittorica come l’arte musicale. Da sempre ho avuto la passione per la fotografia, per la pittura, per i video. Sono passioni che ho portato avanti di pari passo con la musica. La strage di Cupido è il vostro primo album, dopo alcuni singoli e un ep. Un lavoro che contiene dieci brani, qual è il loro minimo comun denominatore? È difficle dirlo, sono tutti legati dal sound, dalle tematiche particolari. Il fatto è che le canzoni sono state registrate in diversi periodi: per esempio Vampiro l’ho scritta tempo fa, quando avevo sedici anni; Ninna nanna è uscita come primo pezzo su MySpace nel 2007, mentre gli ultimi, come Com’eri un tempo, Balli a ritmo nucleare, La strage di Cupido e Il pianto sono pezzi che riguardano di più la società di oggi, parlano di questo periodo della nostra vita e di chi ci ascolta. Balli a ritmo nucleare denuncia una forte attenzione verso i fatti di recente cronaca. Sì, è quello che ci riguarda, prendiamo spunto da quello che succede e dalle nostre esperienze personali e poi cerchiamo di esprimerle con le canzoni. Balli a ritmo nucleare penso che sia la più attuale.
Qual è il significato del brano La strage di cupido?È un’interpretazione del Cupido che tutti conosciamo e che ci ha sempre un po’ turbato. Abbiamo così deciso di fare apparire un Cupido differente, anziché bambino lo abbiamo fatto diventare vecchio e insoddisfatto, e nella nostra storia decide di tirare delle frecce che uccidono anziché fare innamorare. Nessuno ha mai pensato che Cupido potesse uccidere le persone. Mi piace reinterpretare le storie a modo nostro. Per un ventenne che senso ha fare musica al giorno d’oggi, al di là degli aspetti economici e di successo? Alla base di tutto c’è la passione, quindi una band dovrebbe fare musica principalmente perché gli piace, poi per un discorso economico. Se uno bada solo al discorso economico penso che in Italia vada poco lontano, anche perché non è più come una volta che puoi guadagnare solo facendo serate, il periodo è difficile, c’è sempre meno lavoro. Cosa non sopporti della musica italiana? La cosa peggiore della musica italiana è che la maggior parte dei cantanti solisti – anche perché di band, per lo meno quest’anno, non ne è uscita più nemmeno una – si ispirano troppo a un genere che paradossalmente è “troppo italiano”, senza mai cercare di sperimentare o fare qualcosa di diverso. Il lato negativo della musica italiana è che non si cerca mai di essere diversi, cerchiamo di rifarci a modelli esteri con risultati mediocri. Vengono fuori solo delle brutte copie. Questo non vuol dire che in Italia non ci sia della bella musica, per esempio ci sono gruppi come i Verdena che sono di un certo livello. Che idee hai della società attuale e in particolare dei tuoi coetanei. Pensi che sarete in grado di costruire un futuro migliore? La canzone Il pianto parla proprio di questo, della società e dei giovani di oggi, nel video abbiamo deciso di rappresentare una sommossa studentesca contro le forze dell’ordine, cioè quello che alla fine è successo in Italia. Credo che i giovani italiani abbiano le possibilità di fare qualcosa, però c’è anche tanta ignoranza e questo è dovuto alla situazione del momento, alle difficoltà economiche che ci sono, è tutto rapportato. Bisogna essere fiduciosi, quello che mi dà un po’ fastidio è che tanti giovani vorrebbero emulare il ’68, ma senza riuscirci, a mio avviso non è più il periodo delle grandi rivoluzioni. 3 ottobre 2011 Vai alla pagina dei Blind Fool Love Vai alle altre Interviste Condividi
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Scritto da Roberto Paviglianiti
Lunedì 03 Ottobre 2011 00:00
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Intervista di Roberto Paviglianiti
Musica sinfonica, letteratura, significati profondi. Pochi ragazzi della vostra età apprezzano questo genere di "cose", come vi siete incontrati?
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Qual è il significato del brano La strage di cupido?