Mango: 'Con il mio pubblico in simbiosi perfetta'
Scritto da Mara Pitari
Lunedì 21 Novembre 2011 00:00
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Mango su PopOn Intervista di Mara Pitari

Emozione, empatia, intimità. Sono gli ingredienti del nuovo tour di Mango, appena partito alla volta delle principali città italiane per portare nei teatri La terra degli aquiloni, ventesimo disco della sua lunga carriera. Uno spettacolo che si ripropone di ricreare a ogni tappa le atmosfere avvolgenti dell’ultimo album, poetico ed elegante, senza dimenticare i grandi successi che hanno segnato il percorso artistico del cantautore lucano. PopOn ha raggiunto Mango al telefono per ascoltare dalla sua voce i dettagli del tour.

Con “La terra degli aquiloni tour" porti la tua musica a teatro. Lo hai già fatto in passato. Preferisci l’intimità di questa location all’immensità dello stadio?
Sono due tipi di spettacolo diversi. Amo il teatro perché è bello trovarsi con delle persone che sai essere venute solo per ascoltarti e per provare la tua stessa emozione. Trovo meraviglioso avere questo dialogo diretto.

E’ di questa empatia che si caratterizza il tuo rapporto con il pubblico?
Sì, il rapporto che io devo avere col pubblico deve essere di simbiosi perfetta. Deve essere uno scambio alla pari. Nei miei concerti non c’è differenza tra chi è sul palco e chi è giù: io cerco una condivisione totale di pensiero, non solo musicale, anche sulle cose che dico, che racconto, che vivo. Infatti quello che accade sul palco io lo racconto sempre.

Che novità in questo tour?
Le novità sono sempre tante. Guai alla ripetizione! Mi piace variare ogni volta. Penso di averlo mostrato anche con le mie canzoni che, a rifletterci, sembrerebbero scritte da autori diversi. il mio modo di essere artista sta nel modo di mettere insieme queste sfaccettature ch mi caratterizzano.

Ti accompagnano i musicisti che hanno suonato anche nel disco?
Non tutti. Ho cercato stavolta di avere meno musicisti sul palcoscenico perché voglio lasciare alla vocalità lo spazio maggiore. Chi è sul placo con me, fra l’altro, deve essere come me anche nell’espressione. Mi è stato chiesto tante volte di fare un tour unplugged, ma io sono un po’ contrario.

Mango su PopOn Come mai?
Perché per me è fondamentale avere la possibilità di montare i brani in un modo nuovo, quindi anche con la ricerca sonora e la programmazione. Con Oro mi considero uno dei primi ad aver usato l’elettronica in Italia e mi piace l’idea di poter continuare questa ricerca.

Suonerai il pianoforte?
Sì, il pianoforte. Ma anche la chitarra e altri strumenti particolari.

Ad esempio?
La citola, che è uno strumento del 1300.

Questa è una sorpresa…
Sì, una sorpresa, come tante altre. A me piace molto marcare la presenza dell’espressione vocale però stavolta ho voglia di esprimermi anche in quest’altro modo.

Sono previste delle variazioni nell’esecuzione live dei brani o gli arrangiamenti sono quelli del disco?
I brani sono assolutamente diversi. Non proporrei mai le stesse cose nello stesso modo. L’importante è che sia l’anima del brano a rimanere immutata. Ad esempio canterò Bella d’estate con un altro tempo ma la canzone rimarrà sanguigna e viscerale com’è.

Dobbiamo aspettarci partecipazioni importanti sul palco?
A me piacerebbe molto avere uno scambio di opinioni artistiche con altri, ma non ci si trova mai con i tempi giusti. L’ospite è raro. Però non è escluso che arrivi.

Hai scelto di inserire due cover nel disco. Ne presenterai anche altre dal vivo?
Ne farò una sola dal vivo, contenuta ne La terra degli aquiloni: Volver. La farò da solo: non ci sarà il chitarrista Flavio Sala con cui ho avuto il piacere di suonare nel disco.

E poi naturalmente proporrai i vecchi successi del passato…
Ma certo! Come potrei non fare Oro o La mia città. Anche perché il pubblico li vuole ascoltare e vuole vedere come li propongo oggi.

Mango su PopOn I tuoi dischi hanno sempre avuto titoli molto evocativi. In particolare negli ultimi (Acchiappanuvole, Gli amori son finestre, La terra degli aquiloni) c’è un forte riferimento all’elemento aereo, al cielo. C’è un collegamento tra i tre?
Sì, c’è un riferimento allo spazio. Anche perché, a livello artistico, ho maturato un rapporto con lo spazio e con il tempo diverso rispetto al passato. C’è un approfondimento negli ultimi lavori. In particolare è cambiato qualcosa da quando ho cominciato a supervisionare - e a bocciare - molte delle cose che mi proponevano. Non perché non fossero musicalmente valide ma a un certo punto ho voluto occuparmi personalmente di tutto ciò che riguarda la mia musica. Mi sono reso conto che molte cose non appartenevano al mio modo di pensare. Così, piuttosto che correggere quello che non mi andava bene - penso sia sbagliato dare consigli ad altri - ho pensato fosse meglio intervenire io. E’ come quando vai da un sarto e ti fa un abito troppo largo o troppo stretto: non è adatto a te, ma non vuol dire che il sarto non abbia comunque fatto un buon lavoro.

Dal 22 aprile (giorno d’uscita del singolo La sposa, ndr) è nata anche una tua pagina su Facebook che oggi ha circa trentamila fan. La segui? Che rapporto hai con questo nuovo modo di confrontarsi con il pubblico?
Ho un ottimo rapporto con Facebook: non mi piace essere un fanatico, preferisco lasciare che questa cosa accada per conto suo. Quindi non vado tutti i giorni a controllare. Preferisco convivere con questo mezzo in maniera serena, nel modo giusto.

Le date confermate di questo tour sono quindici. Sarai in giro per l’Italia fino a fine dicembre. Prevedi di continuare anche nel nuovo anno?
Penso di sì: vorrei continuare il tour teatrale. Sarò di nuovo in teatro da febbraio o marzo.

Al di là della musica, hai qualche sorpresa editoriale nel cassetto al momento?
Ho sempre quel romanzo che è lì in attesa di essere finito (ride, ndr). E’ una cosa per me importante, essendo io un grande lettore! Però devo anche avere la certezza di aver fatto qualcosa di interessante per qualcun altro. Sto finendo anche il terzo libro di poesie. E’ un’attività che mi diverte molto.

21 novembre 2011


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