Tiziano Ferro: 'Quegli 80 euro all'analista...'
Scritto da Vyncent Valo
Lunedì 12 Dicembre 2011 00:00
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Tiziano Ferro su PopOn Intervista di Vyncent Valo

“Ho un segreto, ognuno ne ha sempre uno dentro, ognuno lo ha scelto e lo ha spento, ognuno... Volendo e soffrendo”. E volendo – e forse soffrendo – uno dei suoi segreti Tiziano Ferro lo ha rivelato esattamente un anno fa, facendo coming out e dichiarando la propria omosessualità attraverso il libro "Trent'anni e una chiacchierata con papà". Ed ora, con il disco L'amore è una cosa semplice (che è anche il titolo della canzone citata all'inizio di questa intervista), racconta, stavolta in musica, di quella nuova consapevolezza. Anticipato dal singolo La differenza fra me e te , digital download di platino e più di cinque milioni di visualizzazioni su YouTube per il video, l'album è stato registrato presso gli Henson Recording Studios di Los Angeles, tutto suonato dal vivo insieme a musicisti del calibro di Mike Landau (Pink Floyd, Michael Jackson), Vinnie Colaiuta (Sting, Christina Aguilera) e Reggie Hamilton (Tina Turner, Whitney Houston). Proprio quest'ultimo si è reso protagonista dell'aneddoto forse più divertente delle sessioni in studio. “Avevamo appena finito di registrare – racconta Tiziano - la traccia che apre il disco, Hai delle isole negli occhi, e Mike, il bassista, ha detto 'non ho mai visto sei uomini in una stanza fare un qualcosa di così sexy' (ride, ndr)”.

Com'è stata l'esperienza americana, in generale?
Non ero sicuro di registrare in Usa, avevo paura di non entrare in sintonia con i musicisti, dato che non avrebbero capito i miei testi. Ma volevo qualcosa di diverso, non avevo intenzione di rifare Alla mia età (ultimo disco in studio del 2008, ndr).

In molti si aspettavano un greatest hits.
Le raccolte mi sono sempre piaciute e ho intenzione di farne una, sono affezionato ai best of che compravo da piccolo. Ma avevo talmente tante cose da dire... E poi il mio greatest hits sarà il tour, dove 19-20 pezzi della scaletta saranno singoli dei vecchi cd.

Novità per i nuovi concerti?
Canterò all'Olimpico di Roma. Sarà la mia seconda volta, ma per l'occasione oltre alla curva Sud sarà aperta anche quella Nord. Così mio padre, da tifoso laziale qual è, non si offenderà più (ride, ndr).

Tiziano Ferro su PopOn Il tuo primo singolo, Xdono, ormai ha dieci anni. Se torni indietro, come ti vedi?
Mi faccio tenerezza, anche quando rivedo i vecchi video. I giovani cantanti di oggi invece di stare rinchiusi nei talent show dovrebbero essere portati a scuola di educazione, dizione e modo di fare. Se non sai come comportarti, la linea che ti separa dal crollo, soprattutto all'inizio, è molto sottile.

Tu eri come loro?
Anch'io a vent'anni ero un coglioncello, ero formato dalla provncia e la scrittura era un surrogato dell'isolamento. Ma è stata anche una bella valvola di sfogo. Purtroppo per anni ho portato avanti la lezione classica dei nonni e cioè che non bisogna essere felici perché prima o poi tutto finisce. Ero bloccato, mi sentivo in colpa se qualcosa andava bene e, soprattutto, mi sentivo sempre 'meno'. Oggi è tutto diverso, anche grazie agli 80 euro all'ora che regalo alla mia analista (ride, ndr).

Come mai l'amore è “una cosa semplice”?
L'amore è un'esigenza dell'animo umano e a noi piace viverlo in modo tormentato. Per colpa di libri, canzoni, film, siamo abituati al concetto che il dolore nobilita l'uomo. Ma l'amore dovrebbe semplificare la vita, non distruggerla.

Il fatto di non dare, quasi sempre, nessuna “sessualità” ai tuoi testi è stata una scelta voluta?
No, non è stato volontario. Li correggo poco e se ci penso troppo poi rimando. L'essere molto più sereno rispetto al passato, poi, mi ha fatto dubitare sulla mia vena creativa, credevo di averla persa. E invece l'ispirazione è arrivata, senza dolore.

Anche grazie all'apporto di altri artisti, come Irene Grandi e Nesli.
Anni fa Irene lavorava nel mio stesso studio, ascoltai il provino di un suo brano, Paura non ho, che però non ritrovai in nessun disco. Quando le ho chiesto perché, mi ha risposto che era l'unica canzoni scritta da lei e che non le piaceva. A me sì e quindi me la son fatta regalare. Mi divertiva fare per una volta l'interprete. Il brano di Nesli, invece, era già stato pubblicato. Si tratta di una vera e propria cover. Quando ho ascoltato la prima volta La fine mi è sembrato di sentire un amico che parlasse di me e che lo scrivesse meglio. Quest'album è un ritorno a casa e mancava la foto esatta di quando ho toccato il fondo. Quelle parole erano perfette. Ora non le sento più mie, ma lui resta un bravo autore, uno che ha molto altro da dire.

Tiziano Ferro su PopOn Il disco si chiude con un duetto con John Legend...
Era tutto quasi pronto, stavamo per uscire quando mi contattano dall'America dicendo che John Legend ha ascoltato le mie canzoni e vorrebbe collaborare con me. È sempre stato fra i tre con cui avrei voluto collaborare, dopo R. Kelly ed Amy Winehouse. Gli ho mandato un paio di pezzi nuovi e ha scelto Smeraldo, poi trasformata in Karma per la versione inglese. È stato un regalo dal cielo, ha ispirato il mio modo di cantare e non posso che ringraziarlo.

Senti che la tua voce è cambiata negli anni?
L'ultimo anno è stato sabatico, tra la raccolta dei diari per il nuovo libro e il riavvicinamento all'Italia (si è trasferito a Milano dopo aver vissuto per anni a Londra, ndr). Risentendo la mia voce mi sono preoccupato, era così diversa... così ho contattato tutti i foniatri d'Italia per capire cos'era successo ma nulla. Niente. Semplicemente la voce si è adatta all'umore e ho dovuto accettare il fatto che fosse diventata più greve. Nel nostro Paese soprattutto si pensa che è bravo solo chi arriva in alto... E invece mi sono accorto che molti ragazzi iniziano a imitarmi e questo da una parte mi rende orgoglioso, ma dall'altra mi fa accorgere di tutti gli schemi che mi ero costruito addosso alla mia voce e penso 'che schifo' (ride, ndr).
12 dicembre 2011


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