Intervista di Paola De SimoneDalla prima edizione di XFactor sono uscite diverse realtà musicali di largo interesse e non c’è dubbio che Ilaria sia ai primi posti nell’attenzione offerta dal pubblico televisivo e dagli addetti ai lavori. Di lei piacciono la voce dotata di grande forza e l’aspetto trasognante, doti che l’hanno catapultata dall’anonimato a una grande major. Adesso Ilaria ha pubblicato il suo primo disco, Suono naturale (SonyBMG), e PopOn l’ha incontrata per saperne di più e per sentire la sua voce a telecamere spente. Come stai vivendo questo primo approccio con il mondo discografico? Sinceramente mi sento strana, ma sono contenta di quello che sta succedendo, perché penso che sia il risultato di un lungo e duro percorso. E’ da tanto che lavoro, e seriamente, e quindi è come se stessi vivendo un qualcosa che doveva arrivare prima o poi. Essere al centro della discografia per me è importante, anche se è strano, perché è successo tutto troppo in fretta, ho vent’anni e avere già pubblicato un Cd è bellissimo. Ora penso e spero di riuscire a portare avanti quello che ho cominciato, perché adesso arriva il difficile. Il disco contiene principalmente brani inediti scritti per te da due giovani autori, ci parli di loro? Sono Cristiano Vito e Alberto Capasso due ragazzi napoletani che ho conosciuto nel 2004, quando ho fatto Castrocaro. Cristiano era il pianista dell’orchestra, io avevo 16 anni e da lì è nato questo rapporto a corrispondenza, perché io stavo ancora a Cagliari. Un giorno scrisse Il contatto, una delle canzoni che trovate nel disco, e me la spedì a casa via mail, piano e voce, allora io l’ho risuonata, gliel’ho cantata e gliel’ho rispedita. Questo è il lavoro che abbiamo fatto in questi anni, finché non mi sono trasferita a Roma, e così facendo abbiamo accumulato tante canzoni. Questa collaborazione è nata perché loro mi hanno conosciuto benissimo come persona, cioè quello che Cristiano e Alberto scrivono è quello che io sono, quindi non si tratta di qualcuno di estraneo che non mi conosce e scrive per me, ma di persone che mi conoscono veramente e tutto quello che è scritto parla di me, di quello che sono. E trovo che questo sia molto importante.
Il disco si intitola Suono naturale, esattamente come il primo singolo estratto, perché hai premiato questa canzone rispetto alle altre?Perché Suono naturale è il pezzo che mi rappresenta di più, parla di me, della naturalezza che c’è in me, della semplicità che cerco di trasmettere quando canto e della mia esigenza di parlare attraverso la musica. A me non piace tanto parlare di me, preferisco che gli altri mi ascoltino e che cerchino di capirmi solo attraverso la musica, così mi sento a mio agio. E’ attraverso il pianoforte e la voce che mi esprimo e infatti nella canzone dico “tutto quello che voglio dire voglio fartelo sentire”, proprio perché è l’unico modo in cui io parlo di me semplicemente e apertamente. Quando canto mi apro totalmente e tutto quello che sono, anche i punti più deboli, li metto a nudo, ed è sicuramente il momento in cui sono più sensibile. L’album si completa con delle cover, solo belle canzoni o sei legata agli artisti che hai scelto? Sono le cover che ho cantato a XFactor e sicuramente sono brani di artisti cui sono tanto legata, prima tra tutti Noa, perché lei è una di quelle cantanti che riesce a unire la melodia alla tradizione e il suo è un mondo che mi affascina tanto. In realtà su quel palco avrei voluto portare tanti altri artisti, per esempio mi sarebbe piaciuto fare un pezzo di Fabrizio De André, ma non ci sono riuscita. Ho sempre chiesto di poter fare un suo pezzo ma purtroppo non era molto televisivo, quindi era un rischio. Ho dovuto fare alcuni compromessi a XFactor, perché è vero che comunque sei sempre dentro la televisione e molto spesso un determinato stile o genere di musica può risultare difficile. Che De André non fosse adatto alla tv ti è stato chiaramente detto? Sì, mi è stato detto che con De André potevo rischiare di uscire, anche se io credo che sia uno dei cantanti più popolari in Italia. Volevo fare La canzone dell’amor perduto, so che è una ballata però credo sia anche molto popolare, come La canzone di Marinella. In Italia tutti conoscono De André, è un punto fermo della nostra cultura.
E tu sei artisticamente partita proprio dalla sua musica…Sì, io ho cominciato a circa undici anni andando in tournée con un gruppo che faceva omaggi a Fabrizio De André, perciò sono tanto legata alla sua musica. In quel periodo, però, ero molto giovane, quindi mi divertivo e mi piacevano tanto le sue canzoni, ma il momento in cui l’ho assimilato è venuto dopo quando ho cominciato a capire certe cose, a crescere a maturare. Penso per esempio a Un giudice, dove l’argomento è un nano in difficoltà, all’inizio magari mi veniva anche da ironizzare, ma crescendo mi sono resa conto che racconta una storia triste, perché parla del disagio sociale di una persona. Sono legata a De André perché parla della gente comune, che molto spesso viene messa ai margini della società. Eppure in Suono naturale non c’è nessuna sua canzone, se De André non era all’altezza della televisione, perché non l’ho è stato neanche del tuo disco? In realtà ho scelto le cover che a XFactor mi hanno rappresentato di più, quelle per cui mi hanno conosciuto tanti ragazzi che si sono affezionati a me in base al programma. La scelta è stata fatta in base a questo più che altro, però in un mio live sicuramente un pezzo di De André, fatto da me al pianoforte, ci sarà sicuramente. Quindi stai già pensando ai live? Sì, per ora sto portando i primi pezzi inediti in giro, però sicuramente ora cominceremo a lavorare al live, che per me è molto importante, perché penso di rappresentare tutto quello che sono suonando dal vivo. Non vedo l’ora. Restiamo ancora sul disco, nel quale hai inserito La voce della luna, conosci la versione di Alex Baroni, sapevi che era stata incisa da lui? Sì. Tutto è nato con il produttore Marco Rinalduzzi, lui mi ha detto: “Sai, io di solito quando faccio dischi con i miei artisti più importanti, mi piace realizzare una chicca alla fine del disco, cioè fare un pezzo voce e chitarra in presa diretta, registrata sul momento”. E io gli ho detto: “Facciamolo, certo che sì!”. E allora ho proposto di fare un omaggio ad Alex, proprio perché è un artista cui Marco è legatissimo, e ho chiesto di fare La voce della luna che, anche se non è il pezzo più conosciuto di Alex Baroni, penso sia uno dei più emotivi e più belli. Questa canzone ha delle parole che mi emozionano davvero, per questo ho deciso di inciderlo. Lo abbiamo realizzato voce e chitarra, con l’aggiunta di un violino classico che è da pelle d’oca.
Come hai conosciuto Marco Rinalduzzi?Lavorando con Cristiano e Alberto, prima di XFactor, abbiamo provato a contattarlo e l’incontro è stato buffo, perché lui aveva deciso di non produrre più, infatti la prima cosa che ci ha detto è stata: “Io non produco più, non faccio più niente”. Poi invece è nato questo progetto e ora lui dice che sono stata io a fargli tornare la voglia di produrre, e questo non può che lusingarmi, ogni volta che lo dice mi scendono le lacrime, perché è dolcissimo. Lui davvero aveva smesso di produrre e invece si è ributtato in questa esperienza e sta andando bene, speriamo continui così. Prima di tuffarti nell’avventura XFactor ti eri documentata? Conoscevi la versione inglese? No, io non sapevo minimamente a cosa andavo incontro, non sapevo neanche che saremmo stati reclusi tre mesi là, senza telefono, senza libertà, e sinceramente non so se, sapendolo, avrei accettato. Ora come ora dico che lo rifarei, ma allora non so se l’avrei fatto. Che consiglio daresti all’organizzazione in vista di una futura edizione? Sicuramente direi di ascoltare di più le proposte dei ragazzi riguardo le canzoni, perché molte volte sono state fatte delle scelte che non andavano bene per noi, scelte che potevano essere più televisive che artistiche. Magari potevano fare più spettacolo, più audience, perché si trattava di canzoni televisive, però potevano portare svantaggio a noi. Quindi questo penso sia un lato da tenere in considerazione. Non temi che possa esserci un’aura di pregiudizio e che la gente ora possa considerarti solo “Ilaria di XFactor”? Sì, sicuramente ora bisogna dimostrare che non siamo personaggi televisivi, ma che siamo degli artisti, anche se abbiamo fatto una trasmissione televisiva. Molta gente è portata a dire: “Ah, quella ha fatto una trasmissione televisiva, allora non è un’artista”, non è vero, è che in Italia ci sono poche chance per fare musica, allora si tentano anche queste vie. E devo dire che XFactor comunque ne è uscito bene, perché non è un programma come altri di musica, ma in cui è emersa veramente la musica e chi l’ha seguito sa che è così. Quindi posso essere orgogliosa di dire che sono “Ilaria di XFactor”, anche se vorrei che mi si considerasse Ilaria l’artista, la musicista, non quella che ha fatto una trasmissione televisiva, ma quella che ha usato il mezzo televisivo come strumento per farsi conoscere. Questo sicuramente sarà un passaggio da superare e speriamo che questo disco dimostri qualcosa. Vai alla pagina di Ilaria Vai alle altre Interviste
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Scritto da Paola De Simone
Domenica 29 Giugno 2008 02:00
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Intervista di Paola De Simone
Il disco si intitola Suono naturale, esattamente come il primo singolo estratto, perché hai premiato questa canzone rispetto alle altre?
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