Intervista di Paola De SimoneIl 20 Giugno è uscito il nuovo disco di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, si intitola Musica Nuda 55/21 ed è il terzo atto di un progetto iniziato cinque anni fa. Da tempo, infatti, questo straordinario duo dimostra che sono sufficienti una voce e un contrabbasso per fare della buona musica, in Italia come all’estero, dove è sempre ben accolto. PopOn ha scelto di incontrare questi due talenti, e non per curiosità, ma per fare un tratto di strada con chi ha saputo dare prova di come alle belle canzoni non servono abiti. 55 e 21 sono numeri che avete mutuato dalla cabala, oltre al loro significato c’è un motivo specifico per il quale li avete eletti a titolo del disco? Spinetti: Sicuramente un motivo è la mia origine casertana, che mi porta ad essere chiaramente legato a Napoli e alla Campania, ma in verità questa idea è venuta a Petra. Vi racconto un aneddoto simpatico: stavamo registrando il disco a Cascina, vicino Pisa, e andavamo sempre a mangiare in una pizzeria, guarda caso, di napoletani, di quelle con il forno a legna. In questa pizzeria c’era un tabellone della tombola napoletana con i numeri da uno a novanta e Petra ha notato che 55 corrispondeva alla musica e 21 alla donna nuda. Così ha proposto di chiamare l'album 55/21, cosa che è piaciuta anche ai nostri discografici. E’ andata proprio così. Siete al terzo atto di un progetto unico in Italia, quando avete iniziato con Musica Nuda, avevate sentore che il cammino sarebbe stato così lungo? Spinetti: Assolutamente no. Noi abbiamo iniziato per gioco, suonando in piccoli club, se non addirittura in delle piccole enoteche, con uno spirito quasi amatoriale, perché non immaginavamo che un progetto folle, contrabbasso e voce, potesse arrivare a fare i numeri che stiamo facendo. Chiaramente oggi questo progetto è diventato il nostro primo impegno, facciamo più di cento concerti l’anno, per cui non abbiamo il tempo materiale per fare nient’altro. Il disco si compone di diciassette canzoni, rispetto al precedente, però, ci sono meno canzoni scritte da voi, dipende proprio dal tempo che non avete avuto? Spinetti: In parte sì. Ma noi pensiamo che sia meglio eseguire una bella cover o una bella canzone scritta anche da un altro autore, per esempio faccio il nome di Pacifico o di Cristina Donà che hanno scritto per noi dei pezzi bellissimi, che non fare un disco di brutte canzoni. Oggi ogni disco è composto da almeno dodici o quindici tracce e spesso una traccia o due sono belle e le altre fanno abbastanza schifo. Noi non abbiamo la superbia di pensare che gli inediti debbano essere assolutamente firmati da noi, tant’è vero che ce ne sono solo un paio nel disco nuovo. E grazie a questo ci fanno compagnia signori autori come Pacifico, Nicola Stilo, Stefano Bollani, David Riondino e Cristina Donà. Alcuni di questi nomi erano già parte del progetto nei precedenti dischi, vi siete trovati talmente bene da non cambiare la squadra? Spinetti: Esattamente. Poi capita anche di incontrare questi grandi amici dal vivo, per esempio abbiamo presentato il disco a Parigi il 16 Giugno ed è salito sul palco con noi Nicola Stilo, col quale abbiamo suonato Fronne, Marinaio e altri pezzi scritti con lui.
A proposito di Fronne, Petra, ci sei sembrata un po’ impacciata con il dialetto napoletano, è così o è un’impressione?Magoni: No, no, è proprio così. Io non sono campana e, anzi, prima di incontrare Ferruccio non avevo proprio nessuna dimestichezza con quel dialetto. Per cantare questa canzone mi ha dovuto aiutare, mi sono addirittura scritta la pronuncia fonetica e il risultato è quello che si può sentire. Ma va bene anche così (sorride, ndr). Il disco contiene diverse cover, come lavorate alla scelta dei brani? Magoni: In verità abbiamo realizzato più di quaranta canzoni per questo disco, per poi arrivare a scegliere queste diciassette. E la scelta è avvenuta come accade da sempre: io presento alcuni brani a Ferruccio, lui ne presenta altri a me, altri ancora li suonavamo già in concerto e così via. E comunque ci basiamo sempre sui nostri gusti, scegliamo le canzoni che ci piacciono di più, che ci emozionano e che amiamo eseguire. Nel corso di questi cinque anni avete mai avuto dei feedback dagli interpreti originali delle cover scelte? Magoni: Donatella Rettore ci ha fatto sapere che le piaceva la nostra versione di Splendido Splendente, ma è l’unica volta che abbiamo ricevuto un feedback. Tu, Petra, ci dà l’idea di essere una persona istintiva… Come mai vi do questa idea? Quando canti giochi molto con la voce e non è pensabile che quei giochi possano essere studiati a tavolino, devono essere per forza frutto d’improvvisazione… Magoni: E’ proprio così. …questo vuol dire che nei live bisogna aspettarsi di tutto? Magoni: Eh sì, nei concerti c’è molta improvvisazione. Decidiamo di volta in volta, a seconda del luogo, di come siamo ispirati quel giorno e di tante altre cose. Per cui ogni concerto non presenta la stessa lista di canzoni, ma cambia sempre, anche per una nostra esigenza di mantenere la freschezza e il divertimento quando suoniamo. Come puoi definire il rapporto che c’è tra te e Ferruccio? Magoni: C’è una bella complicità, siamo soci. La Francia vi ama, il disco è già uscito anche lì? Magoni: Sì, è uscito in contemporanea all’Italia.
Dove altro?Magoni: Nei paesi francofoni e in questi giorni in Spagna. Poi vediamo. Dovrebbe uscire anche in Germania e poi, un poco alla volta, cercheremo di raggiungere l’estremo Oriente, vedremo. Quindi le date spagnole di fine Luglio riguardano la promozione del disco? Magoni: Sì, poi suoneremo anche a New York il 23 Settembre e poi andremo in Ottobre di nuovo in Francia e in Polonia. Porterete con voi anche gli ospiti del vostro disco? Magoni: A New York verrà con noi Pacifico, suonerà qualche brano in apertura di concerto e poi faremo qualcosa insieme. Allora non è vero che la musica italiana all’estero non va o siete voi che avete qualcosa in più? Magoni: Ma no, non è assolutamente vero. E’ che molti artisti ritengono non essere conveniente andare fuori dall’Italia e che non valga la pena rischiare economicamente. E poi molti vanno all’estero per rivolgersi agli italiani emigrati, invece noi ci esibiamo davanti alle persone del luogo e questo ci dà ancora più soddisfazione. Il cammino di Musica Nuda è ancora lungo? Magoni: Penso di sì, perché ci sono un sacco di cose che dobbiamo ancora fare, c’è tanta gente che non sa della nostra esistenza, quindi c’è ancora un margine per ingrandirci ed esplorare nuovi Stati, nuovi territori e far conoscere la nostra idea in giro. Ma anche se rimanesse tutto così, andremmo comunque avanti. Tuck&Patty suonano insieme da venticinque anni, chitarra e voce, e nessuno si è mai immaginato di dirgli ‘perché non fate altro?’. Penso che continueremo, magari prendendoci dei momenti di pausa, facendo anche qualche altro progetto, però Musica Nuda può vivere ancora a lungo. Allora ci mettiamo in attesa di Musica Nuda 4? Magoni: Per ora c’è da aspettare un po’, perché questo disco ci ha portato via parecchie energie, è stato un lavoro un po’ più lungo dei precedenti. Quindi adesso procederemo con calma, ci faremo desiderare un po’, anche perché dopo aver sfornato cinque dischi e un Dvd nel giro di cinque anni, possiamo anche prenderci un po’ di pausa e dedicarci ai concerti. E anche ad altre cose di cui la vita è fatta. Vai alla pagina di Petra Magoni & Ferruccio Spinetti Vai alle altre Interviste
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Scritto da Paola De Simone
Lunedì 21 Luglio 2008 08:00
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Intervista di Paola De Simone
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