Dori Ghezzi sfata alcuni luoghi comuni su Faber
Mercoledì 29 Ottobre 2008 15:41
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Max Manfredi su Popon "Oggi Fabrizio volterebbe pagina e ci riporterebbe magari nell’area del romanticismo": a ipotizzarlo è la vedova di De André, Dori Ghezzi, in occasione della proiezione di ’Effedia - Sulla mia cattiva strada’, documentario di Teresa Marchesi che sarà presentato questa sera al Festival Internazionale del film di Roma. La Ghezzi approfitta, poi, per sfatare dei luoghi comuni su Faber: "Si dice che fosse sempre serio, ma non è così. Era un uomo positivo e non aveva mai rapporti distaccati con nessuno. Neppure quando parlava con gli operai che facevano i lavori in casa nostra. E la sera eravamo sempre tutti a cena insieme". E rivela: "Anche Fabrizio aveva molti dubbi e non sempre si sentiva di essere all’altezza della situazione. Negli ultimi anni, per esempio, non concedeva più interviste ma si faceva mandare le domande e rispondeva per iscritto". Le riflessioni virano, poi, su una piccola analisi del mondo della musica leggera e cantautoriale italiana di oggi: “Fino a questo momento – dice - non ho visto cantautori che mi ricordino Fabrizio De André, ma non posso escludere che esistano e che non siano riusciti a emergere. Ai tempi di Fabrizio c’erano tanti grandi artisti, oggi invece se ne sentono pochi e io non credo che non ci siano. Spesso il mercato rende tutto più difficile per i giovani e l’unica soluzione sembra essere quella di autoprodursi – e conclude - Purtroppo da noi manca una figura fondamentale che c’é, per esempio, in America: il manager, colui che trova i contratti e gestisce l’artista".

Fonte: AGI.

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