Piero Mazzocchetti presenta "Tribute to Luciano Pavarotti"
Scritto da Massimo Giuliano
Giovedì 13 Novembre 2008 10:27
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Piero Mazzocchetti su Popon “Ha una bella voce. Sì, veramente bellissima. Molto interessante”. Si può dire che siano state queste parole di Luciano Pavarotti, rilasciate in un’intervista a La Stampa il 2 marzo 2007, a far scoccare la scintilla che ha poi portato alla realizzazione del nuovo cd di Piero Mazzocchetti: Tribute to Luciano Pavarotti. Sì, perché i complimenti di Big Luciano erano rivolti proprio a lui, il giovane tenore abruzzese che proprio in quei giorni stava partecipando per la prima volta al Festival di Sanremo (arrivò terzo nella classifica finale). Il resto lo hanno fatto la grande voce di Piero e le idee del suo vulcanico produttore Adriano Aragozzini, che un bel giorno ha avuto una folgorazione: “Era una mattina presto, a gennaio – ha raccontato ieri Mazzocchetti in conferenza stampa, a Pescara – quando Adriano mi ha telefonato. Tenete presente che lui le comunicazioni importanti me le dà sempre o la notte tardi o la mattina presto. E infatti, quando mi ha chiamato, stavo dormendo! Ebbene, Adriano mi sveglia e mi fa: ‘Piero, devo darti una grande notizia: registrerai un tributo a Luciano Pavarotti!’. Ne sono rimasto entusiasta: sognavo da tantissimo tempo un progetto del genere, fin da quando ho iniziato a cantare la lirica in conservatorio, ma prima d’ora non me n’era mai stata data la possibilità. Il compito è stato arduo e la scelta difficile, ma ritengo questo disco molto importante per me, anche più delle esperienze vissute a Sanremo o in Germania”.

L’album è stato realizzato con l’Orchestra dell’Opera del Teatro Regio di Parma diretta dal Maestro Leone Magiera, per cinquant'anni al fianco dello stesso Pavarotti: “Dopo la mia esibizione a Sanremo – spiega Mazzocchetti – arrivarono i complimenti non solo di Pavarotti, ma anche di Magiera. Tramite la mia amica soprano Carmela Remigio, riuscii a contattarlo e ci incontrammo, ma non si discusse di questo tributo. Quando poi il progetto è andato in porto, ho raggiunto Magiera a Bologna e ho studiato con lui per sei, sette mesi. È uno che ti insegna non come cantare, ma perché cantare. È stato magnifico lavorare con lui anche perché, durante le fasi di studio, Magiera mi raccontava alcuni aneddoti su Pavarotti, ad esempio come si era approcciato ai brani, e per me è stato come rivivere ciò che Luciano Pavarotti aveva vissuto”. La scelta delle tracce è stata molto oculata: “Se ne sono occupati Aragozzini e lo stesso Magiera. La scaletta è stata decisa meticolosamente e in modo responsabile. Ci sono tutti ‘cavalli di battaglia’ di Pavarotti: le arie della Tosca, della Turandot, del Rigoletto, ma anche i classici napoletani, compreso ’O sole mio. E poi non manca Granada”. A chi gli chiede quale brano lo abbia colpito maggiormente, Mazzocchetti risponde: “Il Nessun dorma della Turandot è l’aria che mi ha commosso di più, perché si cuciva letteralmente addosso a Pavarotti. Cantarla è stata una grande emozione”.

Punta in alto, insomma, Piero Mazzocchetti, ma lo fa con umiltà, senza volersi minimamente accostare al Maestro. Anzi, il suo unico obiettivo è quello di omaggiarlo. E allora anche l’immagine di copertina che lo ritrae con lo sguardo in su, proprio verso Big Luciano, ha in realtà un significato ben preciso: “Io e lui siamo legati, nella foto, da un raggio di luce, perché è davvero illuminante ciò che Pavarotti ha fatto e ciò che ha dato alla musica. Il senso che volevamo esprimere è questo”. Ma Piero e il tenorissimo non si sono mai incontrati: “Di persona, purtroppo, no. Ci sentimmo al telefono e mi invitò a Modena, ma poi non è stato possibile vederci perché si è ammalato”. A Mazzocchetti resta quindi, come magra consolazione, questo omaggio senza dubbio molto sentito.

Alla conferenza stampa di presentazione del disco non è mancato il già citato Aragozzini, che con la sua consueta e simpatica irruenza ha esordito dicendo: “Oggi non volevo venire qui perché l’altra volta, dopo che Piero aveva tenuto il suo primo concerto post-Sanremo, i giornali parlavano più di me che di lui!”. Battute a parte, l’ex patron del Festival ha spiegato: "L’idea di questo disco è stata mia. In Italia è uscito il 7 novembre, ma verrà pubblicato anche in diversi paesi all’estero, tra cui gli Stati Uniti, il Canada, la Colombia, la Germania, l’Inghilterra e la Francia”. Aragozzini è orgoglioso del suo pupillo, e lo dice senza mezze misure: “Piero è molto cresciuto in questi due anni. Se non avessi creduto nelle sue grandi potenzialità, non avrei mai accettato di produrlo. Secondo me è il più grande cantante crossover al mondo. In Italia può essere paragonato a Claudio Villa”. Il termine crossover ricorre spesso nella musica di Mazzocchetti, ed è in un certo senso cruciale per definire il suo stile, in quanto l’artista pescarese passa spesso con disinvoltura dal pop alla lirica. In questo momento Mazzocchetti sembra essere più lanciato verso il classico; tuttavia, anche (e soprattutto) alla luce di un suo possibile ritorno a Sanremo, specifica: “Ora ho voluto dividere la mia personalità in due, ma non è detto che un domani non si possa ripensare a Sanremo. Mai dire mai”. E Aragozzini aggiunge: “Non credo che nel 2009 Piero possa andare nuovamente a Sanremo: è appena uscito un album! In futuro, però, potrebbe ricapitare. Sicuramente, se Mazzocchetti tornerà al Festival, lo farà per gareggiare con gli altri cantanti: Sanremo non è per gli ospiti, è per andarci in concorso”.

Sulle evoluzioni future e la possibiità di realizzare un'intera opera, infine, Mazzocchetti spiega: “Parlare di opera è difficile. Io sono abituato a fare, come dicono in America, step by step. Per il momento voglio concentrarmi su questo progetto e continuare a studiare. Ma certamente in futuro potranno esserci delle evoluzioni, uno sviluppo del progetto che magari mi farà arrivare a un’opera. Ora, però, non so dire né quale né quando sarà”. Anche perché il suo futuro più imminente sarà dedicato interamente alla tournée: “Ma non se ne parlerà fino alla primavera del 2009 - dice - Non c’è ancora un calendario dei concerti, perché adesso vogliamo dedicarci alla promozione del disco”. Quel che è certo è che Piero Mazzocchetti si esibirà anche fuori dall’Italia: “All’estero, Piero ha avuto e ha tuttora un grande successo – conclude Aragozzini – L’anno scorso siamo dovuti rimanere in Cina sette giorni in più del previsto, e poi ci sono state esibizioni trionfali anche in Siria, Brasile e Canada”.



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