Ferro: "Scrivo per chi mi sta accanto. Giusy Ferreri? Mi innervosiva"
Mercoledì 19 Novembre 2008 15:01
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Tiziano Ferro su Popon “Credo di sapere per chi scrivo i dischi e sono fondamentalmente le persone che mi stanno accanto”: inizia così l’intervista che abbiamo realizzato con Tiziano Ferro, nella quale il cantautore di Latina ha raccontato il suo quarto disco Alla mia età, parlando di se stesso, di collaborazioni, di spiritualità e vita. “Raccontarmi e mettermi a nudo è per me la cosa più importante nei dischi – spiega a PopOn – le canzoni mi danno la possibilità di tirare fuori qualcosa che forse nel quotidiano non avrei le capacità di esprimere verbalmente. Quando faccio ascoltare a chi mi sta accanto i nuovi album, man mano che li faccio, mi piace toccare l’aria che diventa tesa, perché mi rendo conto che nelle mie canzoni loro ascoltano per la prima volta alcune cose che magari non ho avuto mai la possibilità di dire loro, per timidezza o forse per timore o anche per paura”. Gli facciamo notare subito che Alla mia età ci è parso un disco maturo, completo e pieno, realizzato con consapevolezza e sobrietà, siamo dunque lontani da un approccio più improvvisato che si poteva, invece, percepire nei lavori precedenti: “Spero sia vero – ci dice - Ma l’unica cosa che so, e non me la può contestare nessuno, è che questo è un disco nato più che mai dalla passione, dalla voglia di fare musica che ho da sempre. E se c’è uno sprazzo di lucidità, che mi prendo il diritto di credere di aver avuto, è quello di aver usato sempre a mio vantaggio il successo, nel prendermi la libertà di fare quello che mi pare nei dischi. Ed è così bello alla fine, quando riascolti questi capitoli, che il resto non conta”.

Nessun fiato sul collo, dunque: “Questo disco me lo sono goduto anche nei tempi – racconta - è stato tutto molto dilazionato, così mi sono preso la briga di entrare nei dettagli, ho avuto tempo di dare spazio alle collaborazioni, insomma mi sono proprio divertito a farlo”. E senz’altro l’esperienza aiuta: “Sì, aiuta molto, perché la cosa più difficile da raggiungere, che poi è l’obiettivo che mi prefiggo io, ma penso tutti quelli che fanno il mio mestiere, è il dono della sintesi, della misura. Non in quanto costrizione e restrizione, ma nella capacità di pesare e misurare i tentativi e di arrivare in poco tempo direttamente a quello che vuoi ottenere. E questo lo fai solo con l’esperienza”. La ricchezza di questo quarto lavoro è anche nelle importanti collaborazioni, realizzate con Ivano Fossati (Indietro) e Franco Battiato (Il tempo stesso): “Fossati ha sviluppato l’intero tema di una canzone in base a una frase soltanto e mi ha chiesto di firmare il meno possibile. Battiato ha fatto la stessa cosa, lui ha riorganizzato la melodia su un mio testo e per me doveva firmare metà della musica, e gliel’ho fatta firmare, ma c’è voluto molto. Questo per far carpire che in realtà loro si sentivano molto più felici di quello che avevano fatto, per l’esperienza stessa che avevano vissuto, piuttosto che per delle mere divisioni commercial discografiche. La verità è che la grandezza sta nella loro normalità assoluta”. A fare di questo quarto atto un disco che non può passare inosservato è anche la grandezza dei tempi trattati: la vita (La tua vita non passerà), la speranza (Il sole esiste per tutti), l’amore (Il regalo più grande) e la spiritualità (Alla mia età).

E su quest’ultimo tema ci siamo soffermati: “Ci sono tre cose di cui non parlo volentieri – ci spiega Tiziano - e una di queste è la spiritualità. Non perché non voglia, ma perché penso sia una cosa talmente privata che quando la si espone, la si mortifica. Io vado molto in chiesa, vado da solo e lo faccio quando non c’è gente; se mi accompagna qualcuno, gli chiedo sempre di stare lontano da dove sto io, perché è un momento talmente privato, che riesco a metterlo solo in una canzone”. Intanto nei negozi è arrivato Gaetana, il nuovo disco di Giusy Ferreri prodotto dallo stesso Tiziano: “Esperienza unica – esclama - come tutte le cose veramente belle sarà difficile da ripetere, perché innanzitutto non sarà facile trovare una ragazza come Giusy, in grado di avere un peso così nella voce e nella comunicazione. Mi sono accorto che fosse una forte perché divideva le persone, innanzitutto ha diviso me, perché la prima volta che l’ho vista a me non piaceva, mi dava fastidio, ed è strano perché di solito io non sono uno polemico che si avventa contro le persone, se non mi piace una cosa cambio canale e lascio stare. Lei, invece, mi accanivo a guardarla, perché mi innervosiva. Così sono arrivato a capire che mi piaceva un casino, perché mi provocava dei sentimenti contrastati e contrastanti, che era da molto che non provavo. Da lì ho dovuto indagare in merito al mio sentimento, a quello che provavo per lei, per capire che in realtà era un’immensa passione”. Con Tiziano abbiamo toccato altri temi: dal rapporto con il fratello a quello con la sua voce, dalle altre collaborazioni al tour atteso nell’aprile 2009, e l’intera intervista sarà presto on line nell’apposita sezione.


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