Una delle ultime testimonianze video di Sergio Endrigo è stata proiettata ieri durante la presentazione milanese della 12ª edizione del MEI (Meeting delle etichette indipendenti), che si terrà a Faenza dal 28 al 30 novembre. L’intervista è stata recuperata tra gli archivi dell’emittente romagnola Tele1 e risale al 28 novembre 2004, in occasione della partecipazione al MEI del cantautore istriano, per la presentazione del suo libro “Quanto mi dai se mi sparo”. Nella sua esposizione Endrigo esordiva così: “Si tratta di un romanzo in parte
autobiografico, in cui il protagonista è un cantante di successo che per far parlare di sé annuncia di volersi suicidare in pubblico durante il suo ultimo concerto. L’inizio è autobiografico - spiega - io stesso nel periodo tra l’80 e il ’95 ho realizzato cinque album, tutti molto belli, che sono stati buttati via dalla Fonit Cetra, dalla Cgd e dalla Bmg Ricordi. Questo perché le multinazionali sono ormai composte da dirigenti che vengono da altre industrie, e non capiscono il valore delle canzoni e delle poesie”. E aggiunge: “Anche la tv è complice di questo meccanismo. Sanremo non lo guardo più da alcuni anni, stare seduti quattro ore per sentire dodici canzoni è ridicolo, poi i conduttori non sono all’altezza di quelli del passato”.Fonte: ANSA. Vai alla pagina di Sergio Endrigo Vai alle altre Notizie
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Giovedì 20 Novembre 2008 11:49
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Una delle ultime testimonianze video di Sergio Endrigo è stata proiettata ieri durante la presentazione milanese della 12ª edizione del MEI (Meeting delle etichette indipendenti), che si terrà a Faenza dal 28 al 30 novembre. L’intervista è stata recuperata tra gli archivi dell’emittente romagnola Tele1 e risale al 28 novembre 2004, in occasione della partecipazione al MEI del cantautore istriano, per la presentazione del suo libro “Quanto mi dai se mi sparo”. Nella sua esposizione Endrigo esordiva così: “Si tratta di un romanzo in parte
autobiografico, in cui il protagonista è un cantante di successo che per far parlare di sé annuncia di volersi suicidare in pubblico durante il suo ultimo concerto. L’inizio è autobiografico - spiega - io stesso nel periodo tra l’80 e il ’95 ho realizzato cinque album, tutti molto belli, che sono stati buttati via dalla Fonit Cetra, dalla Cgd e dalla Bmg Ricordi. Questo perché le multinazionali sono ormai composte da dirigenti che vengono da altre industrie, e non capiscono il valore delle canzoni e delle poesie”. E aggiunge: “Anche la tv è complice di questo meccanismo. Sanremo non lo guardo più da alcuni anni, stare seduti quattro ore per sentire dodici canzoni è ridicolo, poi i conduttori non sono all’altezza di quelli del passato”.