Cristina D'Avena, autrice da favola (sonora)
Scritto da Nicola Cirillo
Giovedì 27 Novembre 2008 12:13
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Cristina D’Avena su Popon Con le sue sigle dei cartoni animati ha venduto milioni di dischi in tutto il mondo, ma il suo nome, da oltre venti anni appare sempre legato al mondo dell’infanzia. E così Cristina D’Avena, già cantante, attrice, e presentatrice televisiva, esordisce come scrittrice di libri per bambini. Le fiabe di Fata Cri è la nuova collana della Giunti in cui la popolare interprete del Valzer del moscerino scrive (con l’aiuto di Mariagrazia Bertarini) e racconta favole nuove, dal sapore classico. “Il sogno di produrre un audiolibro di fiabe – racconta a PopOn - l’ho sempre tenuto nel cassetto. L’anno scorso ho avuto modo di parlarne con la Giunti, una casa editrice molto sensibile al mondo dell’infanzia, e così in pochissimo tempo siamo riusciti a concretizzare il progetto, realizzando le prime due favole”. L’ispirazione l’ha tratta dalle fiabe sonore degli anni ’70: “Conservo ancora il libro di Biancaneve e i sette nani. Da bambina avrò consumato il disco a furia di ascoltarlo!”.

E anche queste favole si rifanno al mondo fiabesco tradizionale, animato da fate (Fata Cri è la stessa Cristina D’Avena), incantesimi, draghi, scoiattoli e animali del bosco. Nel racconto Cristina D’Avena dà la voce a tre personaggi: la fata Cri e i suoi due aiutanti (una bacchetta magica parlante e una piccola tartaruga). I primi due numeri dell’opera, che la stessa cantante sta presentando nelle librerie italiane con dei piccoli show-case, hanno già avuto un boom di vendite. “Alle presentazioni ci sono tantissimi bambini attenti – racconta Cristina D’Avena – ed è una cosa che mi riempie di piacere. Nei concerti, invece, oramai vengono sempre più persone “mature”, che vogliono rivivere l’infanzia attraverso le sigle dei cartoni animati. In genere ho un pubblico molto eterogeneo, che va dai nonni ai bambini, ma stavolta vedo tutti questi bambini silenziosi, assorti nella storia che racconto: mi vedono come 'Fata Cri' (appaio vestita proprio come sono disegnata nei libri) e mi chiedono di fare magie!”.

Cristina D’Avena ci sembra una ragazza molto vicina al personaggio che negli anni si è creato, allegra, semplice e positiva: “Tendo a conservare il lato fanciullesco che c’è in ognuno di noi, ma questo non vuol dire che non sia ‘cresciuta’. Come donna vivo dei sentimenti anche diversi da quelli che esprimo nelle canzoni, ma sono riservata e ci tengo a non parlare e far parlare della mia vita privata. E poi è difficile allontanarsi da questo pubblico: ai miei concerti assistono una media di cinquemila spettatori e io li vedo dal palco che si commuovono, si abbracciano, si tengono per mano, mentre io canto le canzoni della loro infanzia o della loro adolescenza. È una sensazione indescrivibile”. Ci piacerebbe sentire la voce di Cristina D’Avena messa alla prova in canzoni più mature: “Spinta dai miei fan - racconta - ho inserito due canzoni pop nei mie ultimi dischi. Sempre canzoni molto leggere, ma dai contenuti un po’ più realistici, storie d’amore. L’esperimento è riuscito, le canzoni sono piaciute, ma dubito di riuscire a produrre un cambio così radicale nella mia carriera. Certo anche a me piace molto la musica leggera, il pop. Mi piacciono molto Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Lucio Dalla e soprattutto mi piace cantare. Per il futuro non escludo nulla, neanche Sanremo – dice, rispondendo a una nostra provocazione – ma solo se trovo un pezzo che è nelle mie corde, non solo vocali, ma anche emotive”.

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