Kaballà, autore al servizio di Papa Wojtyla
Scritto da Massimo Giuliano
Lunedì 01 Dicembre 2008 12:51
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 Kaballà su Popon “Non è stato facile ricavare testi di canzoni popolari da queste opere letterarie, intrise di una profonda spiritualità. Mi sono accostato al progetto con entusiasmo, onorato di essere stato scelto da Placido Domingo”. A parlare è Pippo Rinaldi in arte Kaballà, autore per grandi artisti come Eros Ramazzotti, Mario Venuti e Antonella Ruggiero, che racconta a PopOn com’è nata la sua collaborazione con Placido Domingo. Un incontro ‘benedetto dal cielo’, visto che il tenore spagnolo ha appena pubblicato il cd Amore infinito (Deutsche Grammophon), in cui interpreta canzoni ispirate alle poesie e agli scritti di Papa Giovanni Paolo II. “Placido – ci spiega Kaballà – era amico di Papa Wojtyla: tante volte ha cantato per lui, e a un certo punto ha avuto l’idea, insieme al suo produttore, di trasformare in canzoni gli scritti che il pontefice aveva lasciato. Quando l’idea di Domingo si è concretizzata, sono stati contattati in tutto il mondo autori che potessero far diventare quegli scritti canzoni ‘tenor-pop’. Anche io ho ricevuto questo incarico, e mi sono messo subito al lavoro insieme ad altri musicisti. Karol Wojtyla era un grande comunicatore, vicino alla gente”.

Gli artisti in questione con cui ha collaborato Kaballà sono Fio Zanotti, che ha scritto la musica di Canto del sole inesauribile per un duetto tra Andrea Bocelli e Placido Domingo; Antonio Galbiati, che ha co-firmato Risuona anima mia e La tua semplicità, duetto con il tenore americano Josh Groban; e, infine, Maurizio Fabrizio, che ha ideato la melodia di Madre. Kaballà, com’è facile immaginare, si è inizialmente trovato in difficoltà di fronte a un ‘paroliere’ di tale peso: “Era tutt’altro che semplice realizzare queste liriche – commenta - sia per la complessità dell’opera sia per la statura del suo autore. Ho fatto nascere dalla musica i testi che man mano mi avevano colpito. Sono stato la ‘levatrice’. Ho voluto che le parole del testo fossero il più possibile aderenti alle poesie del Papa, che mi hanno stupito: questi scritti, infatti, sono di grande spessore. Il Papa da giovane aveva scritto tantissimo, si era occupato di drammi, era un attore… Mai avrei immaginato che le cose potessero concretizzarsi – aggiunge - come poi è accaduto, con quattro canzoni”. Sul come si sia accostato a un nome così importante come quello del Papa, Kaballà ha così argomentato: “Con un grandissimo timore reverenziale: non sapevo da che lato prendere queste opere, e per rompere questa empasse mi sono immaginato Wojtyla come uno scrittore, un intellettuale. Lui era un uomo tra gli uomini, uno che ha viaggiato tantissimo. Ecco, ho pensato a Papa Giovanni Paolo II cercando di scorgerne soprattutto il lato umano”.

Tecnicamente, Kaballà ha voluto manomettere il meno possibile gli scritti di Karol Wojtyla: “Ho usato al massimo le parole originali, ricorrendo talvolta ai sinonimi, per mantenere il suo trasporto, il suo pensiero. Non volevo stravolgere il senso. In queste poesie non c’era una scansione metrica, ma vi era una grande forza poetica, con metafore e riferimenti alla natura. Insomma, io sono stato il tramite che dalle parole libere, dalla poesia pura del papa, ha fatto in modo di concretizzare il tutto in canzoni, e spero di averlo fatto con la giusta sensibilità”. Intanto Kaballà guarda al futuro, che lo vedrà tornare a cimentarsi nel pop più tradizionale: “Siamo a buon punto con il nuovo album di Mario Venuti: abbiamo scritto molte canzoni e siamo molto contenti. La nostra è una collaborazione conclamata da anni, ci divertiamo tanto. Ora stiamo scrivendo a Milano, dove io vivo da anni e dove ho convinto Mario a trasferirsi”. Non tutti sanno, però, che Pippo Rainaldi è anche cantautore: all’attivo, infatti, vanta quattro album, e a breve dovrebbe uscire il suo nuovo lavoro. “Mi piacerebbe tornare a cantare in siciliano: tornerò a essere il Kaballà degli inizi. Ho già scritto delle canzoni, e spero che diventino un disco”. Kaballà, inoltre, sta preparando per la primavera 2009 lo spettacolo acustico “Viaggio immaginario nella Sicilia della memoria”, che sarà un modo singolare di coniugare musica, poesia e letteratura. Un lavoro che espanderà i confini del concerto verso i territori del teatro, raccontando una Sicilia sempre protagonista, prepotente, dolce, aspra e sapiente: “Proporrò canzoni mie, sia vecchie che nuove, in forma di reading, di lettura. Ci saranno anche dei riferimenti a grandi scrittori siciliani come Leonardo Sciascia e Luigi Pirandello”.

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