Chi ha vissuto gli anni ’70 forse ricorderà un gruppo milanese chiamato Pan Brumisti, che faceva parte della Cooperativa L’Orchestra, per la quale incise il suo unico disco: I padroni della città. Tra gli altri, a comporre il gruppo, che non ebbe lunga vita, c’erano anche Sergio Secondiano Sacchi e Antonio Silva, da sempre nel direttivo del Club Tenco, ed è proprio quest’ultimo ad aver messo a segno una sorpresa per loro e per tutti i nostalgici dei Pan Brumisti. Si tratta di Quelle piccole cose (Ala Bianca), doppio cd con quaranta canzoni, brani che il
gruppo non incise mai, perché ritenuti allora intimisti o troppo cantautorali, con l’aggiunta di traduzioni di cantautori approdati in Italia proprio grazie al Club Tenco. Le canzoni sono state quasi esclusivamente scritte da Sergio Secondiano Sacchi, che è anche l’autore di tutte le traduzioni. Ma c’è anche da segnalare un inedito di Francesco Guccini, Via dei Poeti, cantato proprio dai Pan Brumisti, a cui il cantautore emiliano risponde con l’interpretazione di Sulla strada del gruppo milanese.Il disco esce a nome dei Pan Brumisti, ma in realtà è eseguito da quarantuno interpreti diversi: si parte dai vecchi compagni di strada (Francesco Guccini, Roberto Vecchioni, Moni Ovadia, Eugenio Finardi), passando attraverso interpreti (Milva, Massimo Ranieri, Gigliola Cinquetti) e cantanti conosciuti proprio attraverso l’attività del Tenco. Tra gli ospiti ci sono artisti non solo italiani, ma anche illustri ospiti stranieri come Joan Manuel Serrat, Maria del Mar Bonet, Luis Eduardo Aute, Sérgio Godinho, Joan Isaac, Pedro Guerra e Roger Mas. Proprio la canzone di Serrat (Quelle piccole cose, che parla dei minuti oggetti rimasti a lungo quasi dimenticati in un cassetto per poi riapparire a distanza di tempo) dà il titolo al disco, rappresentandone al contempo la filosofia. A tutti questi nomi si aggiungono quelli di giovani realtà contemporanee come Giovanni Block, Paolo Simoni e Gerardo Balestrieri; e quelli di musicisti del calibro di Stefano Bollani e Mauro Pagani. E ancora: Têtes de Bois, Massimo Priviero, Skiantos, Max Manfredi, Mauro Ermanno Giovanardi, Francesco Baccini, Carlo Fava e tanti altri. Il disco fa parte della collana "I dischi del Club Tenco". Vai alle altre Notizie
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Paola De Simone sta ascoltando:
Simone Arminio sta ascoltando:
Nicola Cirillo sta ascoltando:
Michele Monina sta ascoltando:
Marco Annicchiarico sta ascoltando:
Giulia Zichella sta ascoltando:
Roberto Paviglianiti sta ascoltando:
Mara Pitari sta ascoltando:
Fai click sulle cover per conoscere i dischi e le loro tracklist.
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Mercoledì 10 Dicembre 2008 11:48
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Chi ha vissuto gli anni ’70 forse ricorderà un gruppo milanese chiamato Pan Brumisti, che faceva parte della Cooperativa L’Orchestra, per la quale incise il suo unico disco: I padroni della città. Tra gli altri, a comporre il gruppo, che non ebbe lunga vita, c’erano anche Sergio Secondiano Sacchi e Antonio Silva, da sempre nel direttivo del Club Tenco, ed è proprio quest’ultimo ad aver messo a segno una sorpresa per loro e per tutti i nostalgici dei Pan Brumisti. Si tratta di Quelle piccole cose (Ala Bianca), doppio cd con quaranta canzoni, brani che il
gruppo non incise mai, perché ritenuti allora intimisti o troppo cantautorali, con l’aggiunta di traduzioni di cantautori approdati in Italia proprio grazie al Club Tenco. Le canzoni sono state quasi esclusivamente scritte da Sergio Secondiano Sacchi, che è anche l’autore di tutte le traduzioni. Ma c’è anche da segnalare un inedito di Francesco Guccini, Via dei Poeti, cantato proprio dai Pan Brumisti, a cui il cantautore emiliano risponde con l’interpretazione di Sulla strada del gruppo milanese.