Amedeo Minghi è stato iscritto sul registro degli indagati della procura di Roma con l’accusa di diffamazione. La denuncia è arrivata dal figlio di Gaio Chiocchio, coautore di alcuni testi di Minghi, scomparso da diversi anni e citato nel libro “L’ascolteranno gli americani”. Sono proprio queste citazioni a essere per la famiglia Chioccio oggetto di diffamazione nei confronti del compianto Gaio, ma già in passato la vedova Alessandra Longo aveva lanciato la stessa accusa, ottenendo da parte del Tribunale di Roma l’archiviazione del caso.
La famiglia Chiocchio era ricorsa in Cassazione contro quel provvedimento di archiviazione, ma il caso è stato chiuso dai giudici di piazza Cavour. Lo fa sapere il difensore di Minghi, l’avvocato Enrico Maria Gallinaro, che presenterà a breve una memoria in cui ricostruirà quanto avvenuto: "Proprio in questi giorni - dice Gallinaro - abbiamo ritirato la sentenza con cui la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro il decreto di archiviazione in favore del maestro Minghi. In merito alle nuove accuse di diffamazione – prosegue - non ritengo di dover aggiungere altro. Confidiamo come sempre nel buon operato della magistratura. Dispiace che un grande professionista e un’ottima persona debba essere trascinata dentro le aule di giustizia". Di diverso avviso l’avvocato Enrico D’Ovidio, legale dei Chiocchio: "Riteniamo che le espressioni riportate nel libro scritto da Minghi abbiano un profilo diffamatorio, basta leggere il testo con attenzione". Fonte: AGI. Vai alla pagina di Amedeo Minghi Vai alle altre Notizie
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Lunedì 22 Dicembre 2008 19:51
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Amedeo Minghi è stato iscritto sul registro degli indagati della procura di Roma con l’accusa di diffamazione. La denuncia è arrivata dal figlio di Gaio Chiocchio, coautore di alcuni testi di Minghi, scomparso da diversi anni e citato nel libro “L’ascolteranno gli americani”. Sono proprio queste citazioni a essere per la famiglia Chioccio oggetto di diffamazione nei confronti del compianto Gaio, ma già in passato la vedova Alessandra Longo aveva lanciato la stessa accusa, ottenendo da parte del Tribunale di Roma l’archiviazione del caso.
La famiglia Chiocchio era ricorsa in Cassazione contro quel provvedimento di archiviazione, ma il caso è stato chiuso dai giudici di piazza Cavour. Lo fa sapere il difensore di Minghi, l’avvocato Enrico Maria Gallinaro, che presenterà a breve una memoria in cui ricostruirà quanto avvenuto: "Proprio in questi giorni - dice Gallinaro - abbiamo ritirato la sentenza con cui la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro il decreto di archiviazione in favore del maestro Minghi. In merito alle nuove accuse di diffamazione – prosegue - non ritengo di dover aggiungere altro. Confidiamo come sempre nel buon operato della magistratura. Dispiace che un grande professionista e un’ottima persona debba essere trascinata dentro le aule di giustizia". Di diverso avviso l’avvocato Enrico D’Ovidio, legale dei Chiocchio: "Riteniamo che le espressioni riportate nel libro scritto da Minghi abbiano un profilo diffamatorio, basta leggere il testo con attenzione".