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Festival di Sanremo

Fluxus

Frammenti

"Perché d'amore si muore, ma mai del tutto". Virginiana Miller

"Non ci lasciare troppo soli tu, perché non si ripeta Buchenwald, e il cervo non diventi un operaio, scontento solo emarginato tu".
Umberto Tozzi

"Quello che cerchi si trova nel fondo degli occhi di chi hai davanti. Mille discorsi teorici valgono meno di pochi secondi".
Daniele Silvestri

"I musicisti sono un'avventura fra la terra e il mare, senza nessuna paura, guidati al mondo da donne troppo belle. E la luna è una bussola in mezzo alle stelle".
Claudio Lolli e Il parto delle nuvole pesanti

"Versa da bere a un innamorato, un giorno sarò ricco e ti farò regina dei fiori. Versa da bene a un povero assetato, povero da poeta, ricco come un gabbiano che vola sulla vita con la sua fantasia".
Bandabardò

"Baby, siamo uguali e splendidi, ci si nota volentieri, perché stiamo bene al mondo come i gerani sul terrazzo".
Mircomenna

"Son d'accordo con voi, non esiste una terra dove non ci son santi né eroi".
Edoardo Bennato

“Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni! Questo paese è devastato dal dolore…”.
Franco Battiato

“Si vive di vasti occhi neri, pietre che tagliano l’aria, schiacciando lacrime con la calma d’inverno nel sorriso”.
Ennio Rega

“La voglia fare tutta questa strada, fino al punto esatto in cui si spegne”.
Ivano Fossati

“Tornerà un altro inverno, cadranno mille petali di rose, la neve coprirà tutte le cose e forse un po’ di pace tornerà”.
Bruno Martino

“E’ un futuro invadente, fossi stato un po’ più giovane l’avrei distrutto con la fantasia, l’avrei stracciato con la fantasia”.
Francesco De Gregori

“Per la stessa ragione del viaggio, viaggiare”.
Fabrizio De André

“Cercare un’anima e trovare un ingranaggio. Certo ci vuol coraggio per guardare dentro le cose”.
Sergio Endrigo

“Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti”.
Paolo Conte

Qual è la frase più bella che hai sentito in una canzone italiana? Inviacela a redazione@popon.it, la inseriremo in questo box!


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Scandalo a Sanremo! Stampa E-mail
Scritto da Paola De Simone   
Martedì 23 Dicembre 2008 12:36
Sanremo su PopOn Dopo l'annuncio del cast in gara al Festival di Sanremo, ci aspettavamo, questa mattina, una pesante reazione da parte della critica. Si dovrebbe gridare allo scandalo, invece le penne più importanti si sono limitate a fare la lista della spesa, con piccole frecciatine qua e là. Forse i critici di punta, i ‘nomoni’ che riempiono le pagine dei quotidiani più letti in Italia, sono solo annoiati e poco motivati, anzitempo direi, visto che il Festival deve ancora cominciare. E allora PopOn, nel suo piccolo, prova a buttare un urlo, perché di stare a guardare non se ne parla. Dicevamo che si dovrebbe gridare allo scandalo, perché il cast reso noto dagli organizzatori del più grande evento musicale italiano lo è (vedi Notizia). Scandaloso è ciò che è contrario alla decenza e non è senz’altro decente accettare che Zucchero accompagni la figlia Irene, non perché si sia contro il concetto di famiglia, per carità, ma perché è palese che la grande star abbia dettato una condizione. Volete Zucchero a Sanremo? Pagate dazio e accettate in gara la figlia, che da tre anni tenta di entrare nella rosa dei gareggianti e la buttano fuori dicendo che imita il padre e che non è pronta. Questo finché il papà non l’ha raccomandata, evidentemente. A parte che deve essere umiliante ottenere qualcosa grazie a una raccomandazione così palese, c’è anche la componente della vergogna che dovrebbe scattare, visto che lì fuori ci sono centinaia di artisti che sognano il palco dell’Ariston e che provano a sudarselo ogni anno, non riuscendoci praticamente mai. E sì, perché se non hai una major alle spalle o il cognome Fornaciari (ma anche Canzian va bene), è difficile che tu possa mostrare il tuo talento.

Opportunità di cui potrà godere, invece, Chiara Canzian (e mica l’abbiamo citata a caso), figlia del più noto Red, dunque anche lei ‘figlia dei Pooh’, che va a unirsi ai già conosciuti Francesco Facchinetti e Daniele Battaglia. A Stefano D’Orazio va tutta la nostra simpatia per aver scelto la strada della non riproduzione. Avanti il prossimo: Iskra Menarini, guarda caso accompagnata da Lucio Dalla, accanto al quale canta da circa vent’anni. Qualcuno vorrebbe farci credere che è in gara per meriti (per quanto brava)? Ha 44 anni (tanti ne dichiara sul suo MySpace), canta da sempre e guarda caso arriva a Sanremo adesso che Lucio Dalla fa da padrino. E’ evidente che anche qui siamo davanti a un ricatto artistico, o prendi tutto il cucuzzaro o niente. E i giovani esclusi ne pagano le spese. Da qualche giorno si era fatto avanti nella lista degli ospiti anche il nome dell’illustre compositore Burt Bacharach e, come per incanto, il numero dei giovani in gara lievita. Chiaramente quello che brucia non è l’esistenza di raccomandazioni, ormai sinonimo d'Italia, ma la sfrontatezza con la quale vengono palesate.

In quanto ai Big, che si chiamano Artisti quest’anno, c’è veramente poco da dire, se non che gli Afterhours si saranno già pentiti di aver accettato l’invito, visti i colleghi in gara: un pout pourri di cantanti a progetto, che da anni non vanno oltre il palco di Sanremo. Tutta gente che non vende un disco e che di professione fa 'l'aspettatore' della successiva edizione del Festival, perché altrimenti non si lavora. E la kermesse della canzone italiana raccatta tutti con una generosità che, però, non può più permettersi. Alexia ha già vinto il Festival, ma ci torna perché non sa fare altro e questa volta viene accompagnata da Mario Lavezzi, che tanto stimiamo, ma che Bonolis non può certo definire il colpaccio; eppure lo ha fatto: “Vedremo per la prima volta su un palcoscenico Mario Lavezzi”, ha detto con vanto (Fonte Ansa). I Gemelli DiVersi, avendo superato il target teen ager, per ovvie ragioni anagrafiche e perché troppo poco emo per i tempi che corrono, hanno ben pensato di buttarsi sulla mezza età, che non li degnerà di uno sguardo. Iva Zanicchi e Al Bano tornano per la …esima volta, per ingordigia, per noia, perché a una certa età c’è bisogno di sentirsi vivi. Vita tua mors mea. E per non farci mancare davvero niente, arrivano Pupo, Paolo Belli e Youssou’n Dour insieme: eccolo il colpaccio, altro che Lavezzi!

Il direttore di RaiUno, Fabrizio Del Noce, che ha dato fiducia ai due direttori aristici (Paolo Bonolis e Gianmarco Mazzi) e che quindi può ritenersi colpevole quanto loro di questo scempio, ha detto che questa edizione sarà un test, se l’audience delude bisognerà farsi delle domande, perché le cose sono fatte per consumarsi e morire (vedi Notizia). Non sarà sicuramente un Festival così povero e corrotto a rinvigorire il moribondo evento e quasi viene da pensare che l’abbiano voluto ammazzare, perché senza mettercisi di impegno, un cast così inutile difficilmente lo si tira su. La musica italiana è decisamente altrove.

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La recensione

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