Dopo l'annuncio del cast in gara al Festival di Sanremo, ci aspettavamo, questa mattina, una pesante reazione da parte della critica. Si dovrebbe gridare allo scandalo, invece le penne più importanti si sono limitate a fare la lista della spesa, con piccole frecciatine qua e là. Forse i critici di punta, i ‘nomoni’ che riempiono le pagine dei quotidiani più letti in Italia, sono solo annoiati e poco motivati, anzitempo direi, visto che il Festival deve ancora cominciare. E allora PopOn, nel suo piccolo, prova a buttare un urlo, perché di stare a guardare
non se ne parla. Dicevamo che si dovrebbe gridare allo scandalo, perché il cast reso noto dagli organizzatori del più grande evento musicale italiano lo è (vedi Notizia). Scandaloso è ciò che è contrario alla decenza e non è senz’altro decente accettare che Zucchero accompagni la figlia Irene, non perché si sia contro il concetto di famiglia, per carità, ma perché è palese che la grande star abbia dettato una condizione. Volete Zucchero a Sanremo? Pagate dazio e accettate in gara la figlia, che da tre anni tenta di entrare nella rosa dei gareggianti e la buttano fuori dicendo che imita il padre e che non è pronta. Questo finché il papà non l’ha raccomandata, evidentemente. A parte che deve essere umiliante ottenere qualcosa grazie a una raccomandazione così palese, c’è anche la componente della vergogna che dovrebbe scattare, visto che lì fuori ci sono centinaia di artisti che sognano il palco dell’Ariston e che provano a sudarselo ogni anno, non riuscendoci praticamente mai. E sì, perché se non hai una major alle spalle o il cognome Fornaciari (ma anche Canzian va bene), è difficile che tu possa mostrare il tuo talento.
Opportunità di cui potrà godere, invece, Chiara Canzian (e mica l’abbiamo citata a caso), figlia del più noto Red, dunque anche lei ‘figlia dei Pooh’, che va a unirsi ai già conosciuti Francesco Facchinetti e Daniele Battaglia. A Stefano D’Orazio va tutta la nostra simpatia per aver scelto la strada della non riproduzione. Avanti il prossimo: Iskra Menarini, guarda caso accompagnata da Lucio Dalla, accanto al quale canta da circa vent’anni. Qualcuno vorrebbe farci credere che è in gara per meriti (per quanto brava)? Ha 44 anni (tanti ne dichiara sul suo MySpace), canta da sempre e guarda caso arriva a Sanremo adesso che Lucio Dalla fa da padrino. E’ evidente che anche qui siamo davanti a un ricatto artistico, o prendi tutto il cucuzzaro o niente. E i giovani esclusi ne pagano le spese. Da qualche giorno si era fatto avanti nella lista degli ospiti anche il nome dell’illustre compositore Burt Bacharach e, come per incanto, il numero dei giovani in gara lievita. Chiaramente quello che brucia non è l’esistenza di raccomandazioni, ormai sinonimo d'Italia, ma la sfrontatezza con la quale vengono palesate. In quanto ai Big, che si chiamano Artisti quest’anno, c’è veramente poco da dire, se non che gli Afterhours si saranno già pentiti di aver accettato l’invito, visti i colleghi in gara: un pout pourri di cantanti a progetto, che da anni non vanno oltre il palco di Sanremo. Tutta gente che non vende un disco e che di professione fa 'l'aspettatore' della successiva edizione del Festival, perché altrimenti non si lavora. E la kermesse della canzone italiana raccatta tutti con una generosità che, però, non può più permettersi. Alexia ha già vinto il Festival, ma ci torna perché non sa fare altro e questa volta viene accompagnata da Mario Lavezzi, che tanto stimiamo, ma che Bonolis non può certo definire il colpaccio; eppure lo ha fatto: “Vedremo per la prima volta su un palcoscenico Mario Lavezzi”, ha detto con vanto (Fonte Ansa). I Gemelli DiVersi, avendo superato il target teen ager, per ovvie ragioni anagrafiche e perché troppo poco emo per i tempi che corrono, hanno ben pensato di buttarsi sulla mezza età, che non li degnerà di uno sguardo. Iva Zanicchi e Al Bano tornano per la …esima volta, per ingordigia, per noia, perché a una certa età c’è bisogno di sentirsi vivi. Vita tua mors mea. E per non farci mancare davvero niente, arrivano Pupo, Paolo Belli e Youssou’n Dour insieme: eccolo il colpaccio, altro che Lavezzi! Il direttore di RaiUno, Fabrizio Del Noce, che ha dato fiducia ai due direttori aristici (Paolo Bonolis e Gianmarco Mazzi) e che quindi può ritenersi colpevole quanto loro di questo scempio, ha detto che questa edizione sarà un test, se l’audience delude bisognerà farsi delle domande, perché le cose sono fatte per consumarsi e morire (vedi Notizia). Non sarà sicuramente un Festival così povero e corrotto a rinvigorire il moribondo evento e quasi viene da pensare che l’abbiano voluto ammazzare, perché senza mettercisi di impegno, un cast così inutile difficilmente lo si tira su. La musica italiana è decisamente altrove. Vai alle altre Notizie
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Scritto da Paola De Simone
Martedì 23 Dicembre 2008 12:36
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Dopo l'annuncio del cast in gara al Festival di Sanremo, ci aspettavamo, questa mattina, una pesante reazione da parte della critica. Si dovrebbe gridare allo scandalo, invece le penne più importanti si sono limitate a fare la lista della spesa, con piccole frecciatine qua e là. Forse i critici di punta, i ‘nomoni’ che riempiono le pagine dei quotidiani più letti in Italia, sono solo annoiati e poco motivati, anzitempo direi, visto che il Festival deve ancora cominciare. E allora PopOn, nel suo piccolo, prova a buttare un urlo, perché di stare a guardare
non se ne parla. Dicevamo che si dovrebbe gridare allo scandalo, perché il cast reso noto dagli organizzatori del più grande evento musicale italiano lo è (vedi Notizia). Scandaloso è ciò che è contrario alla decenza e non è senz’altro decente accettare che Zucchero accompagni la figlia Irene, non perché si sia contro il concetto di famiglia, per carità, ma perché è palese che la grande star abbia dettato una condizione. Volete Zucchero a Sanremo? Pagate dazio e accettate in gara la figlia, che da tre anni tenta di entrare nella rosa dei gareggianti e la buttano fuori dicendo che imita il padre e che non è pronta. Questo finché il papà non l’ha raccomandata, evidentemente. A parte che deve essere umiliante ottenere qualcosa grazie a una raccomandazione così palese, c’è anche la componente della vergogna che dovrebbe scattare, visto che lì fuori ci sono centinaia di artisti che sognano il palco dell’Ariston e che provano a sudarselo ogni anno, non riuscendoci praticamente mai. E sì, perché se non hai una major alle spalle o il cognome Fornaciari (ma anche Canzian va bene), è difficile che tu possa mostrare il tuo talento.