Le feste non distraggono le associazioni gay dal mostrare dissenso verso la partecipazione sanremese di Povia con il brano dal dubbio titolo Luca era gay. E alla voce del presidente dell'Arcigay (vedi Notizia), si unisce ora quella di Franco Grillini, presidente di Gaynet, Associazione omosessuale di informazione: "C’è da chiedersi perché Bonolis, che in altre occasioni si era dimostrato piuttosto aperto (vedi la trasmissione Ciao Darwin, etero contro gay, vincono i gay), si presti a
un’operazione di così bassa lega, così offensiva verso gli omosessuali e la loro dignità. Sentirsi dare del ’malato’ dal palco dell’Ariston - continua Grillini - per fare quell’audience di 10-12 milioni a spese della reputazione di milioni di cittadini insolentiti e non rispettati mi pare un’operazione disgustosa e immorale. Con ogni probabilità in Rai si avverte il nuovo clima del potere berlusconiano, l’arrivo della stretta sui contenuti e sulla cultura che la tv pubblica deve esprimere, magari in sintonia con un Vaticano sempre più aggressivo, che vuole imporre la ’cattolicizzazione’ forzata della tv pubblica oltreché della politica. In ogni caso - conclude Grillini - come giornalisti gay daremo battaglia, così come ha annunciato dall’Arcigay, con una severa manifestazione davanti all’Ariston e anche davanti alla Rai a Roma a cui fin d’ora invitiamo tutti coloro che ritengono giusto non offendere, insolentire, maltrattare le minoranze in base a fanatiche convinzioni religiose". Intanto il presidente nazionale di Arcigay, Aurelio Mancuso, invita a far chiarezza sui contenuti della canzone di Povia e aggiunge: "Attendiamo ancora, dopo che abbiamo posto con chiarezza un interrogativo semplice, ovvero la canzone parla o meno di una supposta ’guarigione di un gay’, risposte che colpevolmente non giungono né dalla Rai né dalla direzione artistica né da Bonolis. Riteniamo questo silenzio - afferma Mancuso - offensivo e sprezzante nei confronti della dignità di milioni di cittadini italiani, che hanno diritto di sapere se il loro orientamento sessuale sarà oggetto di posizioni deliranti, sostenute solamente da ambienti del cattolicesimo integralista". E su Facebook il gruppo fondato per sostenere la posizione dell'Arcigay ha raggiunto le diecimila adesioni.Fonte: ANSA. Vai alla pagina di Povia Vai alle altre Notizie
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Venerdì 26 Dicembre 2008 00:00
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Le feste non distraggono le associazioni gay dal mostrare dissenso verso la partecipazione sanremese di Povia con il brano dal dubbio titolo Luca era gay. E alla voce del presidente dell'Arcigay (vedi Notizia), si unisce ora quella di Franco Grillini, presidente di Gaynet, Associazione omosessuale di informazione: "C’è da chiedersi perché Bonolis, che in altre occasioni si era dimostrato piuttosto aperto (vedi la trasmissione Ciao Darwin, etero contro gay, vincono i gay), si presti a
un’operazione di così bassa lega, così offensiva verso gli omosessuali e la loro dignità. Sentirsi dare del ’malato’ dal palco dell’Ariston - continua Grillini - per fare quell’audience di 10-12 milioni a spese della reputazione di milioni di cittadini insolentiti e non rispettati mi pare un’operazione disgustosa e immorale. Con ogni probabilità in Rai si avverte il nuovo clima del potere berlusconiano, l’arrivo della stretta sui contenuti e sulla cultura che la tv pubblica deve esprimere, magari in sintonia con un Vaticano sempre più aggressivo, che vuole imporre la ’cattolicizzazione’ forzata della tv pubblica oltreché della politica. In ogni caso - conclude Grillini - come giornalisti gay daremo battaglia, così come ha annunciato dall’Arcigay, con una severa manifestazione davanti all’Ariston e anche davanti alla Rai a Roma a cui fin d’ora invitiamo tutti coloro che ritengono giusto non offendere, insolentire, maltrattare le minoranze in base a fanatiche convinzioni religiose". Intanto il presidente nazionale di Arcigay, Aurelio Mancuso, invita a far chiarezza sui contenuti della canzone di Povia e aggiunge: "Attendiamo ancora, dopo che abbiamo posto con chiarezza un interrogativo semplice, ovvero la canzone parla o meno di una supposta ’guarigione di un gay’, risposte che colpevolmente non giungono né dalla Rai né dalla direzione artistica né da Bonolis. Riteniamo questo silenzio - afferma Mancuso - offensivo e sprezzante nei confronti della dignità di milioni di cittadini italiani, che hanno diritto di sapere se il loro orientamento sessuale sarà oggetto di posizioni deliranti, sostenute solamente da ambienti del cattolicesimo integralista". E su Facebook il gruppo fondato per sostenere la posizione dell'Arcigay ha raggiunto le diecimila adesioni.