Paolo Bruni, frontman dei Negrita meglio noto come Pau, è stato condannato a causa di una vicenda che nell’aprile 2000 lo ha visto agire ai danni del giornalista Andrea Scanzi, attualmente penna de La Stampa e autore Mondadori. I due erano in una discoteca aretina, la Baby O di Talzano, quando Pau ha insultato e aggredito Scanzi (ingiurie, sputi e due dita negli occhi), per non aver digerito alcune stroncature scritte dal giornalista sulla rivista Il Mucchio Selvaggio. Il cantante ha in un primo momento ammesso la colpa, patteggiando
in sede penale e sostenendo (a Musica! di La Repubblica) di avere aggredito Scanzi non per le recensioni critiche, ma “per motivi personali". Dopo avere proposto una cifra irrisoria al giornalista, Pau lo ha querelato a sua volta, chiedendo 20mila euro di danni morali e sostenendo di avere occasionalmente e involontariamente urtato i suoi occhi, muovendosi all'interno della discoteca. Lo scorso 25 novembre, il Giudice Unico Alessandra Guerrieri ha respinto le istanze del cantante, accogliendo quelle di Scanzi, pronunciando così la sentenza definitiva, che condanna, in sede civile, Pau al pagamento dei danni biologici, morali e patrimoniali dello Scanzi stesso, oltre all’intero pagamento delle spese legali. Nessuna delle due parti ha rilasciato commenti.
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Mercoledì 07 Gennaio 2009 14:10
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Paolo Bruni, frontman dei Negrita meglio noto come Pau, è stato condannato a causa di una vicenda che nell’aprile 2000 lo ha visto agire ai danni del giornalista Andrea Scanzi, attualmente penna de La Stampa e autore Mondadori. I due erano in una discoteca aretina, la Baby O di Talzano, quando Pau ha insultato e aggredito Scanzi (ingiurie, sputi e due dita negli occhi), per non aver digerito alcune stroncature scritte dal giornalista sulla rivista Il Mucchio Selvaggio. Il cantante ha in un primo momento ammesso la colpa, patteggiando
in sede penale e sostenendo (a Musica! di La Repubblica) di avere aggredito Scanzi non per le recensioni critiche, ma “per motivi personali". Dopo avere proposto una cifra irrisoria al giornalista, Pau lo ha querelato a sua volta, chiedendo 20mila euro di danni morali e sostenendo di avere occasionalmente e involontariamente urtato i suoi occhi, muovendosi all'interno della discoteca. Lo scorso 25 novembre, il Giudice Unico Alessandra Guerrieri ha respinto le istanze del cantante, accogliendo quelle di Scanzi, pronunciando così la sentenza definitiva, che condanna, in sede civile, Pau al pagamento dei danni biologici, morali e patrimoniali dello Scanzi stesso, oltre all’intero pagamento delle spese legali. Nessuna delle due parti ha rilasciato commenti.