Carboni presenta le sue "Musiche ribelli"
Giovedì 15 Gennaio 2009 20:00
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Luca Carboni su Popon "Gli anni Settanta sono stati l’ultimo periodo in cui tutto era vero: era l’epoca della creatività artigianale”, con questa riflessione Luca Carboni presenta alla stampa il suo nuovo disco Musiche ribelli, omaggio agli anni Settanta e in uscita domani 16 gennaio. “Negli anni Ottanta – continua il cantante bolognese - la creatività si è sposata con l’evoluzione tecnologica e tutto si è un po’ modificato. Ricordiamoci che i cantautori hanno cambiato il modo di intendere le canzoni e hanno trasformato il dna del nostro paese. Ancora oggi nel pop italiano c’è quel tipo di scrittura”. Dieci le canzoni selezionate in tracklist, co-prodotte da Riccardo Sinigallia, che duetta anche nel primo singolo: Ho visto anche degli zingari felici (1976) di Claudio Lolli. E’ del 1978 Raggio di sole di Francesco De Gregori, mentre Venderò di Edoardo Bennato risale al 1976, seguono Eppure soffia (’77) di Pierangelo Bertoli, Vincenzina e la fabbrica di Enzo Jannacci (’75), Musica ribelle di Eugenio Finardi (’76), che ispira il titolo dell’album, La casa di Hilde (’73) sempre di De Gregori, Up patriots to arm (‘80) di Battiato, Quale allegria ('77) di Lucio Dalla e L’avvelenata ('76) di Francesco Guccini.

“Le canzoni scelte sono ancora provocatorie, ribelli – commenta Carboni - Oggi viviamo in una società molto più difficile di quella che si viveva trenta e più anni fa. Non ci sono più obiettivi chiari contro cui schierarsi ed è difficile che oggi possa nascere un movimento come quello dei cantautori”. Nella lista manca Via del Campo di Fabrizio De André, precedentemente inserita, ma poi esclusa dallo stesso Carboni perché insoddisfatto del risultato: "E’ una canzone che avevo preparato e che avevo tutta l’intenzione di inserire nel disco - racconta - ma quando ho cominciato a provarla mi sono accorto che non veniva come avrei voluto. Molte canzoni di De André, senza la sua voce, suonano male. Ritenterò comunque in concerto dove potrò proporre altre canzoni degli anni Settanta come quelle di Paolo Conte e Pino Daniele”. E conclude: “Questo disco raccoglie tante canzoni che ho amato quando ero ragazzino, ma mi dà anche lo stimolo per crescere nel racconto in vista del mio prossimo cd”.

Fonte: ANSA/AGI.

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