“Sbaglia chi crede che gay si nasce. T’innamori di un maschio perché è quello che vorresti essere”, con queste parole Povia torna sull’argomento che ha suscitato polemiche da parte dell’Arigay (vedi Notizie). Nell’intervista rilasciata al settimanale Tempi ha parlato di sé e del suo passato omosessuale: “I miei genitori si separarono quando ero piccolo – dice - e mio padre se ne andò di casa. Rimasi solo in un ambiente tutto femminile, giocavo con le bambole... Gli omosessuali – continua - vivono un frenetico nomadismo sentimentale,
comprensibile: come chiunque altro, cerca altro da sé. Se nell’altro trova solo qualcosa di simile, il rapporto non può che essere effimero e compulsivo. Non può esistere stabilità e fedeltà nel mondo gay”. Fu l’arrivo dell’Aids negli anni Novanta la molla che lo convinse a rivedere le sue scelte: “Vedevo gli amici rifugiarsi nelle droga, alcuni si suicidarono. La malattia mi ha costretto a mollare tutto. Eppure oggi dico che è stata una grazia, perché mi ha costretto a riportare a galla domande che avevo sopito, ma mai spento”. E poi la preghiera, le teorie dello psicologo cattolico Joseph Nicolosi e il matrimonio con Teresa: “E’ un percorso psicologico che aiuta a recuperare le relazioni maschili che sono andate perdute. Per me è stata una grazia. Durante un pellegrinaggio conobbi Teresa e dopo un anno di fidanzamento ci siamo sposati”.Fonte: ANSA. Vai alla pagina di Povia Vai alle altre Notizie
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Martedì 20 Gennaio 2009 20:15
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“Sbaglia chi crede che gay si nasce. T’innamori di un maschio perché è quello che vorresti essere”, con queste parole Povia torna sull’argomento che ha suscitato polemiche da parte dell’Arigay (vedi Notizie). Nell’intervista rilasciata al settimanale Tempi ha parlato di sé e del suo passato omosessuale: “I miei genitori si separarono quando ero piccolo – dice - e mio padre se ne andò di casa. Rimasi solo in un ambiente tutto femminile, giocavo con le bambole... Gli omosessuali – continua - vivono un frenetico nomadismo sentimentale,
comprensibile: come chiunque altro, cerca altro da sé. Se nell’altro trova solo qualcosa di simile, il rapporto non può che essere effimero e compulsivo. Non può esistere stabilità e fedeltà nel mondo gay”. Fu l’arrivo dell’Aids negli anni Novanta la molla che lo convinse a rivedere le sue scelte: “Vedevo gli amici rifugiarsi nelle droga, alcuni si suicidarono. La malattia mi ha costretto a mollare tutto. Eppure oggi dico che è stata una grazia, perché mi ha costretto a riportare a galla domande che avevo sopito, ma mai spento”. E poi la preghiera, le teorie dello psicologo cattolico Joseph Nicolosi e il matrimonio con Teresa: “E’ un percorso psicologico che aiuta a recuperare le relazioni maschili che sono andate perdute. Per me è stata una grazia. Durante un pellegrinaggio conobbi Teresa e dopo un anno di fidanzamento ci siamo sposati”.