"Generazione suburbe": gli 'A67 incontrano De Cataldo
Scritto da Nicola Cirillo
Mercoledì 21 Gennaio 2009 13:14
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'A67 MC su PopOni Si terrà venerdì 23 gennaio, al teatro Tor Bella Monaca di Roma, “Generazione suburbe”, spettacolo in musica curato dagli ‘A67. L’evento è stato già presentato nei mesi scorsi al Festival “Politicamente scorretto” di Carlo Lucarelli e si basa sulle canzoni estratte dai lavori della band napoletana (Suburb e A camorra song'io), fuse con i racconti “Teneri assassini” di Giancarlo De Cataldo, lo scrittore di “Romanzo Criminale”. Dimostrazione di come, sorretti dal riconoscimento di pubblico e critica, gli 'A67 stiano percorrendo diversi sentieri espressivi, proponendo il loro lavoro in contesti nuovi e originali. Il gruppo, sorto come riscatto al degrado che caratterizza il quartiere da cui nasce (Scampia), ha trovato nel rock una forte identità di gruppo. Un rock potente e variopinto, che fa da colonna sonora alle storie di quotidiana disperazione narrate da scrittori e drammaturghi e in cui trovano spazio ospiti di prestigio come Mauro Pagani, Mario Arcari e Roberto Saviano.

Ed è così che Suburb, loro nuovo disco, già premiato con una nomination per il miglior album in dialetto all'ultimo Premio Tenco, è diventato uno spettacolo teatrale. Emerge Napoli, città piena di contraddizioni, ma che “ha sempre costituito una fucina di ispirazioni artistiche”, come racconta a PopOn Daniele Sanzone, voce del gruppo e autore dei testi. “Noi ci siamo sempre mossi attraverso il confronto con altri artisti - continua - abbiamo partecipato alle presentazioni di libri come Gomorra e Napoli assediata, abbinando alle letture la nostra musica, oppure abbiamo presentato i nostri dischi in occasioni culturali diverse, come quando è rinata la rivista Zazà 2 di Goffredo Fofi”.

Anche il nuovo spettacolo, Generazione suburbe, scritto con Giancarlo De Cataldo e Giorgia Fazzini, si muove tra teatro, musica e letteratura, alternando i racconti di De Cataldo, con le canzoni del gruppo. Eppure la parola Napoli non compare mai nei testi delle canzoni dell’ultimo cd, e “il fatto è voluto - confida Sanzone - perché raccontiamo i disagi di tutte le periferie del mondo, dove la contraddizione del capitale è anche più evidente”. Certo raccontarli in un teatro è un po’ rischioso: il pubblico che varca quella soglia in genere ha già consapevolezza del problema e spesso non ne è coinvolto in prima persona, ma come ci confida il cantante napoletano “noi cantiamo dovunque, bisogna arrivare a toccare tutti gli ambiti. Ci piacerebbe raggiungere quelle periferie mentali, quei margini mentali che sono difficilissimi da abbattere” e che sicuramente non sono appannaggio di luoghi geografici specifici.

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