Si intitola Un’altra direzione il nuovo album di Nek, in uscita domani, 30 gennaio. E’ il decimo disco della sua carriera, e arriva a più di due anni di distanza dal precedente Nella stanza 26. “Sono due dischi che non si possono paragonare – racconta a PopOn - sono molto diversi e li amo entrambi, ma penso che l’ultimo sia più bello, per svariate ragioni. Per realizzarlo ci ho messo un anno, ed è stato un periodo di tempo vissutissimo. A queste canzoni ho voluto dare vari colori e determinate direzioni, diverse dal passato, perché uno cerca sempre di migliorarsi.
All’interno di questo cd ci sono concetti che mi piacciono molto”. Nuovi colori, dunque, da dare al suo percorso musicale: “Sono piccole pennellate sfumate – spiega - le chiamerei sensazioni, diverse in ogni canzone: si va da incursioni elettroniche ai violini, poi c’è del rock, tocchi dark, qualche ripescaggio anni ’80. Mi piace mescolare vari spunti”. Così come vari sono anche i temi affrontati nelle nuove canzoni: “C’è un piano personale e un livello che definirei sociale. Io vivo, vedo, e automaticamente scrivo. Per esempio, il brano Tira su il volume è uno spaccato della società: oggi in tanti non sono contenti. Cosa fai per farti sentire? Alzi la voce. Il mio è un manifesto contro l’indifferenza, il male più incurabile del mondo di oggi”.L’album sarà disponibile in due formati: una versione standard, contenente dodici brani inediti, e una versione speciale con sei brani, venduta a minor prezzo: “La versione con sei canzoni mantiene intatta l’essenza dell’album – spiega Nek - L’ho fatta visto il momento di difficoltà economica e anche contro il fenomeno della pirateria. Questa versione ridotta è comunque identica a quella standard, solo con meno brani”. La versione standard contiene anche Walking away, cantata in duetto con Craig David: “E’ stata una bellissima occasione e mi sono anche molto divertito – racconta - Quando lui ha avuto questa idea, gli ho mandato un mio testo che gli è piaciuto. Io l’ho sempre stimato, il suo twostep fin dall’inizio era qualcosa di diverso: mi piaceva, anche se io ascolto il rock. Da questa collaborazione è nata un’amicizia, c’è una bella intesa fra noi e ci farebbe piacere riuscire a collaborare ancora”. E come accade per ogni pubblicazione che si rispetti, anche Un’altra direzione sarà seguito da un tour: “A partire da marzo, nei teatri – anticipa - Mi manca come dimensione, non ci suono dal 2003. Per me questi spazi sono il posto migliore per la musica, mi piace che si senta bene. E’ innegabile che i palasport siano affascinanti per le vibrazioni che regalano le grandi masse. Per ora parto così, poi proseguirò in estate e spero di continuare fino a fine anno. Andrò anche nei paesi latini per la promozione del disco. Scalpito, non vedo l’ora di poter dire qualcosa di nuovo sul palco”. L’intera intervista sarà pubblicata nei prossimi giorni. Vai alla pagina di Nek Vai alle altre Notizie
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Scritto da Francesca Binfaré
Giovedì 29 Gennaio 2009 00:00
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Si intitola Un’altra direzione il nuovo album di Nek, in uscita domani, 30 gennaio. E’ il decimo disco della sua carriera, e arriva a più di due anni di distanza dal precedente Nella stanza 26. “Sono due dischi che non si possono paragonare – racconta a PopOn - sono molto diversi e li amo entrambi, ma penso che l’ultimo sia più bello, per svariate ragioni. Per realizzarlo ci ho messo un anno, ed è stato un periodo di tempo vissutissimo. A queste canzoni ho voluto dare vari colori e determinate direzioni, diverse dal passato, perché uno cerca sempre di migliorarsi.
All’interno di questo cd ci sono concetti che mi piacciono molto”. Nuovi colori, dunque, da dare al suo percorso musicale: “Sono piccole pennellate sfumate – spiega - le chiamerei sensazioni, diverse in ogni canzone: si va da incursioni elettroniche ai violini, poi c’è del rock, tocchi dark, qualche ripescaggio anni ’80. Mi piace mescolare vari spunti”. Così come vari sono anche i temi affrontati nelle nuove canzoni: “C’è un piano personale e un livello che definirei sociale. Io vivo, vedo, e automaticamente scrivo. Per esempio, il brano Tira su il volume è uno spaccato della società: oggi in tanti non sono contenti. Cosa fai per farti sentire? Alzi la voce. Il mio è un manifesto contro l’indifferenza, il male più incurabile del mondo di oggi”.