Tra i testi sanremesi più significativi c'è quello dei Gemelli DiVersi, intitolato Vivi per un miracolo, una sorta di sfogo che descrive alcune tristi realtà della provincia italiana, che si annidano tra le pareti domestiche e finiscono sui giornali solo quando si trasformano in tragedia. Ma attenzione: non si tratta di un brano contro l'aborto come molti critici distratti hanno detto, leggendo in anteprima stralci del testo della canzone. A ribadire il concetto ci ha pensato uno dei membri storici della band, il rapper Thema, al secolo Emanuele Busnaghi, che noi
di PopOn abbiamo raggiunto telefonicamente. “Questo pezzo l'abbiamo fatto molto ma molto tempo prima dell'ipotesi di una partecipazione a Sanremo e assolutamente non è un pezzo contro l'aborto”, ha sottolineato come un fiume in piena il cantante. “Chi ha scritto questo, si è limitato a leggere le prime due rime e si è fermato lì. In realtà, si tratta di un pezzo che racconta le cose che non vanno in Italia, secondo il nostro punto di vista, senza pensare che questa sia una verità assoluta. Raccontiamo, come anni fa avevamo fatto in Mary, solo quello che i nostri occhi vedono, chiedendo un aiuto al cielo in una sorta di preghiera moderna, per chi non ce la fa ad arrivare a fine mese, per chi ha delle problematiche da affrontare, senza essere negativi”.Già il titolo Vivi per un miracolo suggerisce che si tratta di un desiderio, una sorta di speranza di continuare a rimanere vivi, nonostante le vicissitudini della vita quotidiana, soprattutto in contesti a volte difficili come quelli delle periferie delle grandi città del Nord. “Vogliamo dire di tenere sempre la testa alta - afferma Thema - e siamo consapevoli che potrebbe essere cruda da raccontare come realtà, ma finché lo dicono i giornali o le televisioni per fare titoloni o scandalo va bene; quando si racconta essenzialmente come vita di tutti i giorni, non va più bene e si dice che l'abbiamo fatto apposta per creare scalpore al Festival”. In realtà, fin dagli esordi i Gemelli DiVersi sono stati molto attenti a descrivere storie vissute nel bene e nel male, in prima persona o a persone vicine a loro (“Non ci piace raccontare cose che non sono passate sulla nostra pelle, che non ci hanno regalato un'emozione sia positiva che negativa”) e lo hanno fatto rimanendo sempre se stessi (“Nessuno di noi quattro ha cambiato paese. Siamo rimasti a contatto con la gente che frequentavamo prima di diventare musicisti”). Prima volta a Sanremo nella categoria Artisti e per nulla spaventati: “Più che altro è il nostro staff che ci sta facendo salire l'ansia, raccontandoci come sarà la settimana sanremese e che dovremo essere pronti a tutto, anche alle critiche. Dal canto nostro, questa attesa la viviamo abbastanza tranquillamente, preparandoci il meglio possibile, è chiaro - racconta Thema - Dopo tre giorni di prove, abbiamo notato un'atmosfera abbastanza rilassata. Non ci sembrava neanche il palco di Sanremo, tanto era ‘easy’ la situazione. Bonolis, poi, ci ha messo a nostro agio e ci ha dato dei consigli su come muoverci sul palco. Finora c'è una collaborazione più che positiva e non mi sembra il canonico Festival. Poi, il primo giorno potremo sempre ricrederci”. E in riferimento alle nuove regole di votazione che permettono, a partire dalla serata di giovedì, l'uso del televoto da casa ammettono: “Le votazioni popolari ci hanno sempre portato fortuna. Se ci dovessero eliminare durante la prima serata, ci affideremo al televoto dei nostri seguaci, che sicuramente ci supporteranno. Speriamo solo che il meccanismo sia chiaro, anche se abbiamo un po' di dubbi a riguardo”. Vai alla pagina di Gemelli Diversi Vai alle altre Notizie
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Scritto da Gerardo Larosa
Giovedì 12 Febbraio 2009 20:18
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Tra i testi sanremesi più significativi c'è quello dei Gemelli DiVersi, intitolato Vivi per un miracolo, una sorta di sfogo che descrive alcune tristi realtà della provincia italiana, che si annidano tra le pareti domestiche e finiscono sui giornali solo quando si trasformano in tragedia. Ma attenzione: non si tratta di un brano contro l'aborto come molti critici distratti hanno detto, leggendo in anteprima stralci del testo della canzone. A ribadire il concetto ci ha pensato uno dei membri storici della band, il rapper Thema, al secolo Emanuele Busnaghi, che noi
di PopOn abbiamo raggiunto telefonicamente. “Questo pezzo l'abbiamo fatto molto ma molto tempo prima dell'ipotesi di una partecipazione a Sanremo e assolutamente non è un pezzo contro l'aborto”, ha sottolineato come un fiume in piena il cantante. “Chi ha scritto questo, si è limitato a leggere le prime due rime e si è fermato lì. In realtà, si tratta di un pezzo che racconta le cose che non vanno in Italia, secondo il nostro punto di vista, senza pensare che questa sia una verità assoluta. Raccontiamo, come anni fa avevamo fatto in Mary, solo quello che i nostri occhi vedono, chiedendo un aiuto al cielo in una sorta di preghiera moderna, per chi non ce la fa ad arrivare a fine mese, per chi ha delle problematiche da affrontare, senza essere negativi”.