Silvia Aprile, a Sanremo dà voce alle donne
Scritto da Gerardo Larosa
Sabato 14 Febbraio 2009 12:47
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Max Gazzé su Popon Rivelazione della scorsa edizione di XFactor, la napoletana Silvia Aprile questa volta approda sul palco dell'Ariston con Un desiderio arriverà, scritta interamente per lei dal compaesano Pino Daniele. Era già successo nel 1987 che a Sanremo arrivasse una canzone scritta da un uomo e pensata come se a parlare fossero le donne (Quello che le donne non dicono di Enrico Ruggeri, interpretata da Fiorella Mannoia). Una sorta di inno al femminile, dunque, che solo la sensibilità di Pino Daniele poteva partorire. “Con Pino è nata da subito una collaborazione intensa in termini emozionali, perché c'è stato un incontro musicale assolutamente perfetto”, ci ha confidato Silvia Aprile. In merito al tema della canzone dice: “Sai, io riconosco nelle donne una forza inusuale e inaspettata, e parlo non da femminista, ma da donna convinta. Quante immagini abbiamo nella mente di donne che combattono, che soffrono e si rialzano, e che gridano contro l'indecenza, contro chi ruba loro la speranza? La donna tendenzialmente ha una sensibilità così spiccata da non riuscire a stare a contatto con la violenza, con il male gratuito e spesso urla contro tutto questo. La stessa cosa potrei farla io con questa canzone”.

Il brano è una fotografia delle donne viste attraverso diverse sfaccettature; non è il quadro di una donna sola, non c'è una protagonista, ma si parla di tutte le rappresentanti del sesso femminile viste sotto una lente d'ingrandimento: “C'è la donna che non è mai sola e sa che c'è sempre qualcuno che la amerà, c'è la donna che piange e che soffre, la donna che lavora e che ti stupisce. Insomma, è l'analisi di questo grandioso genere che popola il mondo”, racconta con orgoglio Silvia. Ed è talmente fiera del risultato che avrebbe voluto scriverla lei questa canzone, anche se al momento non si sente pronta per la scrittura: “Sono la persona più autocritica del mondo – ci dice – ed è una questione anche di talento. Ho avuto il grande dono di nascere con un talento ben preciso e definito, che è quello della voce. Abilità nella scrittura non ne ho mai dimostrate e faccio fatica. Ecco perché dico che l'avrei voluta scrivere io; Pino è stato così tanto sensibile, da descrivere le donne con una grazia e con una sintesi, che io spesso non ho, proprie di un numero uno della musica. Forse un domani scriverò cose mie, ma per adesso lasciamo la palla a chi può farlo meglio di me”.

Riguardo la possibilità di ascoltare in anteprima i brani delle Proposte, cosa mai successa finora al Festival, risponde: “È geniale. Assolutamente geniale. Quando ho saputo del regolamento, questa cosa mi ha divertita un sacco, perché effettivamente le nuove proposte negli anni hanno avuto meno rilievo e attenzione, o perché sconosciute o perché i pezzi non erano mai stati ascoltati. Paolo Bonolis in questo è stato molto sensibile, concentrando l'attenzione su di noi, anche facendoci accompagnare da padrini d'eccezione, dei tutor che ispirano fiducia. Siamo molti fortunati a partecipare a Sanremo quest'anno”. Giovedì 19 febbraio, serata di duetti: “Quella sarà l'esibizione più bella – confessa - perché con Pino si è creato un grande affetto. Lui è veramente protettivo nei miei confronti, come se fosse uno zio. Si fa chiamare persino “zio Pino” da me. Poi sarà la situazione in cui avrò più che mai le spalle coperte, tanto ci sarà lui dietro di me a tranquillizzarmi e rassicurarmi. Forse, sarà la prima esibizione la più difficile, proprio per un fatto di pathos emozionale. Cercherò di essere al karaoke di Melegnano, perché dopo aver fatto due prove all'Ariston devo dire che quel palco fa veramente impressione”.

Intanto, il 20 febbraio l'aspetta il suo debutto discografico con il disco intitolato semplicemente SilviAprile, sei brani di cui cinque firmati da Pino Daniele, qui anche in veste di produttore artistico, e uno interamente scritto da Niccolò Agliardi, che dopo la collaborazione con Laura Pausini incontra un'altra voce importante. Si tratterà di un tentativo in un genere diverso da quello da cui Silvia proviene, il jazz, dopo anni di lunga gavetta giovanile: “Il jazz fa parte della mia vita, anche perché grazie al jazz ho capito di dover essere essenziale. Questa è più che altro un'evoluzione. All'inizio del mio percorso discografico stiamo tentando delle strade e questo mi ha convinto molto. Non avrei mai pensato di arrivare a fare un rock latino, invece Pino mi ha preso per mano e mi ha accompagnato senza snaturare la mia voce”.

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