Da autodidatta fino ad approdare a Sanremo, passando per il CET di Mogol e Sanremo Lab: è questo, in sintesi, il percorso di Arisa verso l'ambito palco dell'Ariston. Determinata e sicura delle proprie capacità, Arisa si concede a noi di PopOn, raccontandoci gli inizi della sua nascente carriera: “Il mio percorso musicale è stato da autodidatta. Ho iniziato all'età di dodici anni ad ascoltare delle cantanti con una vocalità molto complessa come Mariah Carey, Witney Houston e Céline Dion – racconta - poi, avendo acquisito alcuni automatismi,
ho cercato di orientarmi, spostandomi di più verso l'interpretazione. In questo caso, uno dei miei riferimenti è stato Fiona Apple, che secondo me è una grandissima cantautrice”. La svolta arriva quando vince una borsa di studio al CET di Mogol, famoso centro di studi musicali: “Per questo devo ringraziare la regione Basilicata, che ha istituito delle borse di studio per l'Accademia di Mogol. Io ho seguito il corso interpreti sotto la direzione della professoressa Giada Amadei e mi è servito molto, perché grazie a lei ho eliminato alcuni virtuosismi della voce, che oggi sono un po' retorici nel canto. Ciò ha permesso di dare importanza alla mia unicità, che riguarda il timbro e l'interpretazione”. Poi si propone a Sanremo Lab, ma il passaggio, provenendo dal CET di Mogol, è tutt'altro che semplice: “Tutte le grandi scuole e i grandi nomi sono spesso contornati da un pregiudizio positivo o negativo – rivela - Nel caso del CET, purtroppo, è negativo e io vorrei smentire questa cosa, dicendo che mi è servito tanto perché mi ha permesso di accedere a Sanremo Lab in una maniera più professionale, avendo bene in testa quello che era il mio obiettivo e quello che potevo e dovevo fare per suscitare l'interesse della commissione”. Stasera debutterà con Sincerità, canzone che la identifica molto e che parla di una relazione che decolla grazie appunto alla sincerità: “In un rapporto d'amore a volte c'è una situazione iniziale di freddezza, si hanno timori nel farsi scoprire e nel farsi conoscere. Poi, quando si comincia a essere un po' più sinceri, in effetti, si battono quelli che sono i propri limiti e si finisce per condividerli”, racconta. Venerdì prossimo uscirà il suo primo album che prende il titolo dal brano sanremese, dieci tracce accomunate da un fondo ironico e da un forte senso di positività; un album solare, “quaranta minuti di varietà”, a detta di Arisa. E domani ci sarà il duetto con un grande autore della musica italiana, Lelio Luttazzi, suggeritole per l'occasione da Paolo Bonolisi e Mazzi: “Mi associo molto bene a lui, perché per me è un grande onore. A me piacciono molto le persone adulte, senza fraintendimenti. Io mi rapporto molto bene con le persone di una certa età. È come se avessi mio nonno sul palco. Faremo una versione di Sincerità un po' più swingata”. E per il futuro auspica: “Mi aspetto di fare della musica il mio lavoro e di entrare in tutte le case con i miei motivetti. E poi – conclude - mi aspetto la popolarità”. Vai alle altre Notizie
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Scritto da Gerardo Larosa
Mercoledì 18 Febbraio 2009 11:33
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Da autodidatta fino ad approdare a Sanremo, passando per il CET di Mogol e Sanremo Lab: è questo, in sintesi, il percorso di Arisa verso l'ambito palco dell'Ariston. Determinata e sicura delle proprie capacità, Arisa si concede a noi di PopOn, raccontandoci gli inizi della sua nascente carriera: “Il mio percorso musicale è stato da autodidatta. Ho iniziato all'età di dodici anni ad ascoltare delle cantanti con una vocalità molto complessa come Mariah Carey, Witney Houston e Céline Dion – racconta - poi, avendo acquisito alcuni automatismi,
ho cercato di orientarmi, spostandomi di più verso l'interpretazione. In questo caso, uno dei miei riferimenti è stato Fiona Apple, che secondo me è una grandissima cantautrice”.