Povia vince il Premio Mogol per "Luca era gay", nuova polemica
Lunedì 15 Giugno 2009 18:45
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Povia su PopOni E’ Luca era gay di Povia il brano vincitore della seconda edizione del Premio Mogol. E la polemica intorno alla canzone si riaccende: “Basta ipocrisie – dice Mogol al Corriere della Sera - Luca era gay è un testo sincero, senza retorica. Povia ha intinto la penna in un inchiostro molto simile al sangue. Si può essere omosessuali per tutta la vita perché lo si è nati o perché lo si é diventati per influenze esterne; così come ci sono donne che restano frigide tutta la vita per un trauma infantile. Se un eterosessuale diventa gay, non c’è colpa. Perché dovrebbe esserci se un gay diventa omosessuale?”. Immediato il commento entusiasta del cantante: “Un riconoscimento bellissimo. Non me l’aspettavo dal migliore autore italiano. Mogol è stato uno dei pochi che ha capito la buona fede del pezzo. Un premio che va a sfavore dei giornalisti italiani, che mi hanno massacrato come killer". E annuncia di essere alle prese con un brano che farà nuovamente parlare molto: "Sto scrivendo un brano su Eluana Englaro che vorrei presentare a Sanremo".

Tuona, invece, Franco Grillini, presidente Nazionale di Gaynet, che commentando la premiazione dice: “Per noi il testo di Povia Luca era gay è orrendo, ideologico, clericale, sgangherato. Impregnato da psicologismo da quattro soldi e per di più smentito da tutte le associazioni degli psicologi e degli psichiatri. Naturalmente Povia e Mogol si possono premiare a vicenda come e quanto vogliono -aggiunge Grillini - ma per favore, ci risparmino i sermoni sulle ’donne frigide per un trauma infantile’ ed altre amenità”. Ed è Povia a rispondere tramite agenzie stampa al presidente Nazionale di Gaynet: "Grillini mi sta simpatico alla fine fa il suo gioco. Ma nel suo libro scrive che la madre gli ha voluto troppo bene e il padre è come se non l’avesse mai conosciuto: insomma sembra che racconti l’inizio della mia canzone”.

Contro Mogol, invece, è incentrato il diniego espresso da Vladimir Luxuria, ex parlamentare di Rifondazione Comunista: “Di fronte a questa scelta mi viene da dire soltanto che Mogol dovrebbe rileggere un pò dei suoi stessi testi. Perché o li rinnega o davvero non so cosa gli stia accadendo”. E cita il testo dei brani Il giardino dei ciliegi e Questione di cellule (scritti proprio da Mogol nell’epoca battistiana), “dove si sottolinea che ’le anime non hanno sesso...’ e che ’non è questione di cellule/ma della scelta che si fa/la mia è di non vivere a metà. Ecco – conclude Luxuria - a Mogol voglio rispondere con le sue parole. Infine, al di là dell’argomento della canzone di Povia, il testo è brutto, banale, con rime scontate”. “Dire che Mogol rinnega i suoi testi è una stupidaggine - risponde Povia - Luxuria sa bene che è possibile la mia storia. Luxuria non ha le prove di essere nato transessuale come io non ho le prove che sono nato etero. Poi se uno prova a cambiare come ha fatto Luca, che ha scavato nel suo passato guardandosi allo specchio, non bisogna criminalizzarlo. Ci sono etero che diventano omosessuali e viceversa".

Il cantante riceverà il Premio questa sera, alle 21, al Forte di Bard, in Valle D’Aosta; la serata, presentata da Pupo, andrà in onda lunedì 22 giugno alle 23,15 su RaiUno.

Fonte: Adnkronos, ANSA, AGI.

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