Il Parto delle Nuvole Pesanti è di nuovo in cantiere, pronto per una nuova metamorfosi musicale dopo le tante già avvenute nel corso di una ormai ventennale carriera. Abbiamo incontrato Salvatore De Siena, Amerigo Sirianni e Mimmo Crudo nella nuova sala prove-studio di registrazione della band, dove da qualche mese proseguono ininterrotte le registrazioni del nuovo album. Che, rivelano in anteprima a PopOn, si chiamerà Magna Grecia e uscirà alla fine del 2009.
Per questo nuovo lavoro le novità sono tante e alcune davvero sconvolgenti, a cominciare dalla più vistosa:
le Nuvole Pesanti hanno deciso di smarcarsi dalla logica del cantante-bandiera, e reinventarsi come collettivo corale per un disco che, assicurano, sarà molto ricco di idee nuove. “Come sempre nella storia del Parto - racconta Salvatore De Siena - ci piace raccogliere le opportunità che si presentano, anche quando nascono da momenti critici, per farne un momento di crescita e di nuova esperienza artistica”. Così è successo tre anni fa, quando, dopo l’addio dello storico cantante Peppe Voltarelli, il Parto aveva proseguito il suo percorso live con il progetto “Parto…aperto”, aprendosi a nuove collaborazioni artistiche, tra cui quella - lunga e fortunata - con il cantautore Mircomenna.
Per il nuovo disco, invece, le Nuvole Pesanti ricominciano dallo zoccolo duro, e decidono che piuttosto che affidarsi a un unico vocalist esterno al gruppo, Magna Grecia sarà un’esperienza del tutto corale.“Abbiamo voluto sfruttare questa occasione - continua De Siena - per porci in una dimensione diversa, che non è più quella classica della rock-band sintetizzata solo nel suo cantante, ma piuttosto quella di un gruppo affiatato, che lavora assieme anche a livello di voci, come già da sempre accade per le musiche, gli arrangiamenti e il progetto artistico in generale”. Ragion per cui nel nuovo disco ci sarà una voce principale, la sua (cui storicamente era affidato il controcanto) attorniata e sostenuta dalle voci di Amerigo Sirianni e Mimmo Crudo. Una formula che il pubblico ha già dimostrato di apprezzare nei concerti dello scorso inverno: “Forti dell’appoggio che i fan hanno dimostrato al nuovo live, abbiamo deciso che forse era il caso di replicare l’esperienza anche in studio: stiamo perciò lavorando per cercare di arricchire e ampliare il cantato di ogni brano, per farlo diventare a tutti gli effetti un esperimento collettivo”. La seconda novità di questo album riguarda invece la sua realizzazione, visto che - salvo poche eccezioni - Magna Grecia sarà il primo disco da studio della band a essere interamente registrato nel “Caravanserraglio”, il nuovo studio-sala prove che le Nuvole Pesanti hanno da qualche anno allestito nel cuore di Bologna. A dirigere le registrazioni, nell’inedita veste di sound engineering, è il bassista Mimmo Crudo: “Stiamo registrando qui in sala prove le tracce che poi saranno mixate ed editate in studio”, racconta. Mimmo ci espone anche la linea creativa che sta alla base del progetto: “Magna Grecia è la summa di tre anni di lavoro e di esperienze disparate, visto che alcuni dei dodici pezzi che lo comporranno risalgono al progetto europeo ‘La valigia d’identità’, altri sono stati scritti questo inverno per la colonna sonora del nostro docu-film (‘I colori dell’abbandono’ diretto da Paolo Taddei, ndr), altri ancora sono più recenti e sono nati qui dentro negli ultimi mesi. Per comporli abbiamo attinto alla nostra creatività di gruppo sulla base di alcune idee dei singoli componenti, come abbiamo sempre fatto. C'è stato un grande lavorìo di sala prove e di cantiere – prosegue Crudo - e per le registrazioni volevamo cercare di conservare la freschezza di quell’esperienza compositiva. Per questo, visto che l’attrezzatura e un minimo di competenze acquisite non ci mancavano, abbiamo scelto di registrarlo qui, dove i pezzi sono nati”. Sugli aspetti positivi di questa scelta interviene anche Amerigo Sirianni, chitarrista e mandolinista della band: “Lavorare in proprio lascia sicuramente più libertà e più capacità espressiva, perché in studio di registrazione alcune cose si cristallizzano in un certo modo, ed in quel modo rimarranno a vita. Qui invece possiamo curare più il dettaglio, fare, disfare e sperimentare ogni suono”. Per Amerigo, d’altronde, la funzione della registrazione è già di per sé lapidaria nel vero senso della parola: “Un disco è sempre il freddo simulacro della musica, elemento vivo per eccellenza. Ho sempre pensato sia come la foto sulla lapide di un cimitero, che rappresenta l’immagine di qualcosa che in realtà non c’è già più. Allo stesso modo, registrare è come cercare a tutti i costi di fissare la musica in un supporto stabile: così facendo in qualche modo finisce per ammazzarla. D’altro canto da sempre, soprattutto in un momento di caos come quello in cui viviamo, l’uomo ha sempre più bisogno di fissare le sue poche idee, di puntellare il proprio percorso di vita con dei riferimenti stabili”. Sull’apertura del progetto alle collaborazioni esterne la risposta è, ovviamente, corale: “Questo disco sarà un nostro tentativo di lettura all'oggi, possibilmente comunicando già in fase di creazione, quindi coinvolgendo altre persone, facendosi suggestionare da loro, e riferendosi ai live e alle esperienze reali piuttosto che al chiuso di uno studio di registrazione”. “Altrimenti - chiosa Amerigo - rischi di farti ispirare da cose che ti arrivano solo passivamente, come i compleanni dei presidenti, e futilità del genere”. “Anche questa volta - conclude Salvatore - come già avvenne per Il Parto (ultimo disco in studio del 2005, ndr) le collaborazioni saranno tante. Sono già venuti a trovarci Alessandro Danelli de Les Anarchistes e Claudia Crabuzza (della band sarda Chichimeca), e presto incontreremo il nostro amico Roy Paci. Infine vogliamo raccogliere le esperienze che abbiamo fatto con i collaboratori live di questi anni. Quindi certamente chiameremo i compagni di viaggio degli ultimi tour, da Gennaro ‘Mandara’ De Rosa, Pasquale Nigro, Mircomenna, fino alle novità degli ultimi tempi, come il polistrumentista Antonio Rimedio e la violinista Zita Petho”. Altre novità sono in cantiere e per il momento è meglio non svelarle, fatta eccezione per una, che il Parto tiene ad accennare: “Probabilmente parteciperà alle registrazioni un’intera banda musicale di paese: realtà che in genere rappresenta un importantissimo luogo di formazione musicale, anche se quasi mai è ufficialmente considerato tale”. Vai alla pagina de Il Parto delle Nuvole Pesanti Vai alle altre Notizie
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Scritto da Simone Arminio
Mercoledì 08 Luglio 2009 11:29
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Il Parto delle Nuvole Pesanti è di nuovo in cantiere, pronto per una nuova metamorfosi musicale dopo le tante già avvenute nel corso di una ormai ventennale carriera. Abbiamo incontrato Salvatore De Siena, Amerigo Sirianni e Mimmo Crudo nella nuova sala prove-studio di registrazione della band, dove da qualche mese proseguono ininterrotte le registrazioni del nuovo album. Che, rivelano in anteprima a PopOn, si chiamerà Magna Grecia e uscirà alla fine del 2009.
Per questo nuovo lavoro le novità sono tante e alcune davvero sconvolgenti, a cominciare dalla più vistosa:
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Per il nuovo disco, invece, le Nuvole Pesanti ricominciano dallo zoccolo duro, e decidono che piuttosto che affidarsi a un unico vocalist esterno al gruppo, Magna Grecia sarà un’esperienza del tutto corale.