Dai fasti di X Factor ai negozi di dischi il passo è breve. Lo sanno bene i Farias, quartetto argentino che pubblica oggi il primo ep, La Mentirosa (Sony Music): sei canzoni tra cui la title track (anche in versione remix) e quattro cover che li hanno fatti conoscere al grande pubblico. La Mentirosa si candida a tormentone estivo ma con un testo tutt'altro che banale, come hanno spiegato a PopOn Nahuel (El Puma) e Kutral (El Fuego): “Il brano non si è allontanato troppo dal nostro stile latino, facendo un compromesso tra un testo che dice qualcosa e un
ritmo allegro ed estivo. Abbiamo trovato delle sonorità diverse, lavorando con arrangiatori italiani per dare alla canzone una veste più fresca e moderna. Per noi è già un successo; durante i concerti già la cantano tutti”. La Mentirosa, ovvero la bugiarda, parla di una donna che cerca il suo uomo perfetto e quando lo trova, scappa perché ha paura dell'amore. L'amore che potrebbe essere il filo conduttore delle canzoni del loro primo album completo, in uscita nei prossimi mesi: “Speriamo che questo sia l'inizio di una bella discografia – dicono con entusiasmo i fratelli Farias – Abbiamo tante canzoni in cantiere, sia in spagnolo che in italiano. Tra queste ce n'è una a cui teniamo molto, che si chiama Soy Chehuen, che significa “Sono della mia terra”, scritta in Mapuche (idioma della Patagonia, la loro terra d'origine, ndr) e in spagnolo. È una canzone che cantiamo sempre nei nostri concerti per ricordare agli spettatori che anche loro sono Chehuen, cioè appartengono alla loro terra”.La Patagonia è il luogo da dove sono partiti giovanissimi per approdare infine in Italia nel 1996. Non si direbbe, ma i Farias hanno alle spalle più di dieci anni di gavetta: “Abbiamo girato il mondo, Sud America e poi Spagna, finché ci hanno contattati per venire a lavorare in un locale a Roma – raccontano - L'accoglienza in Italia, poi, è stata molto buona, perché siamo stati apprezzati per il nostro lavoro. L'Italia per noi rappresenta la svolta perché qui abbiamo potuto fare i musicisti di professione”. Da allora hanno collaborato, in veste di autori e arrangiatori, per artisti argentini e italiani come Gigi D'Alessio, Anna Tatangelo e Natalia Estrada: “Con Natalia Estrada abbiamo lavorato durante il periodo del suo boom, scrivendo per lei due album di grande successo in Spagna, e partecipando al Festivalbar”. Poi è la volta di Gigi D'Alessio: “Abbiamo collaborato con lui per tre anni. Così abbiamo potuto portare la nostra musica in America Latina. Se ascolti alcune sue canzoni con una ritmica più latina, ci siamo noi dietro. L'esperienza ti aiuta anche ad affrontare provini di dodici-tredici ore per un programma come X Factor, che ci ha permesso di aprirci di più al mercato”. Ed è proprio la partecipazione a X Factor, la svolta nel loro percorso artistico, soprattutto quando ti arrivano in diretta gli apprezzamenti di un grande cantautore come Francesco Guccini: “Guccini è come De Andrè. Per noi è stata una sorpresa ricevere i suoi complimenti, anche perché la nostra interpretazione di Bocca di rosa era stata piuttosto discussa. De Andrè è intoccabile in Italia e ricevere un giudizio positivo di Guccini per quella esecuzione è stata come una boccata di ossigeno per noi, dato che eravamo stati anche criticati sotto alcuni punti di vista - raccontano orgogliosi - Inoltre, abbiamo ricevuto i complimenti di Piero Cassano (autore della musica di Quando nasce un amore), di Miguel Bosè, un mito in Sud America, e dulcis in fundo Malika Ayane, una vera sorpresa per noi. Malika ci ha voluti per fare un duetto a X Factor: lei è una delle persone più dolci che abbiamo incontrato, insieme a Laura Pausini. È difficile trovare persone così umili nell'ambiente musicale”. Un'avventura quella di X Factor che continua per loro, anche se questa volta in America. La seconda edizione di X Factor, infatti, da alcune settimane sta andando in onda in Argentina su Rai International: “Lo abbiamo saputo dai nostri parenti e poi ci hanno contattato alcuni giornalisti argentini. Lì, non tutti sanno che il programma è già andato in onda. Molti pensano che stiamo andando alla grande e, non sapendo come andrà a finire, si emozionano lo stesso come se fosse in diretta!”, raccontano divertiti. “La cosa curiosa è che siamo venuti in Italia per farci conoscere e poi paradossalmente diventiamo famosi in Argentina perché siamo in Italia”. Mentre assaporano il tour estivo per presentare al pubblico il loro progetto discografico, i Farias guardano al futuro: “Vorremmo cantare le nostre canzoni e anche i brani più importanti della musica italiana, di cantautori come De Andrè e De Gregori: un progetto ambizioso per portare questo repertorio nel mondo latino-americano. Da noi, infatti, si conoscono di più le melodie italiane rispetto ai testi, che il più delle volte vengono riscritti senza tener conto del significato originale. Sarebbe una bella sfida tradurre i testi italiani in spagnolo, senza perderne la magia. La musica alla fine non ha frontiere, quindi perché no?”. Anche se cantare in italiano, rimane ancora uno scoglio da superare: “La lingua italiana è tra le più difficili al mondo – confessano - In compenso è stata una bella scoperta. La canzone italiana ha necessità di avere un testo scritto veramente bene per poter essere scorrevole e mai banale. Questo ci è stato utile anche per rivedere i nostri testi in spagnolo”. E i consigli di grandi artisti come Laura Pausini e Nek, da tempo abituati a cantare le loro canzoni anche in altre lingue, sono stati preziosi per loro: “Laura Pausini, in particolare, ci ha detto che l'importante è riuscire a comunicare qualcosa quando si canta, anche se ci sono errori di pronuncia. E lei se ne intende, visto che il suo successo mondiale è avvenuto grazie alla traduzione delle sue canzoni in spagnolo. Nel mercato estero questa lingua è fondamentale per gli artisti italiani, più dell'inglese”. A questo punto proponiamo ai Farias un quiz estivo: diamo i voti in lingua spagnola agli artisti italiani: “La migliore pronuncia è senza dubbio quella della Pausini. Poi ci sono Nek, Tiziano Ferro, Eros Ramazzotti e Mina”. Mina, fanalino di coda?: “Solo per la pronuncia. Però lei ha la voce”. Vai alla pagina dei Farias Vai alle altre Notizie
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Scritto da Gerardo Larosa
Venerdì 10 Luglio 2009 13:19
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Dai fasti di X Factor ai negozi di dischi il passo è breve. Lo sanno bene i Farias, quartetto argentino che pubblica oggi il primo ep, La Mentirosa (Sony Music): sei canzoni tra cui la title track (anche in versione remix) e quattro cover che li hanno fatti conoscere al grande pubblico. La Mentirosa si candida a tormentone estivo ma con un testo tutt'altro che banale, come hanno spiegato a PopOn Nahuel (El Puma) e Kutral (El Fuego): “Il brano non si è allontanato troppo dal nostro stile latino, facendo un compromesso tra un testo che dice qualcosa e un
ritmo allegro ed estivo. Abbiamo trovato delle sonorità diverse, lavorando con arrangiatori italiani per dare alla canzone una veste più fresca e moderna. Per noi è già un successo; durante i concerti già la cantano tutti”. La Mentirosa, ovvero la bugiarda, parla di una donna che cerca il suo uomo perfetto e quando lo trova, scappa perché ha paura dell'amore. L'amore che potrebbe essere il filo conduttore delle canzoni del loro primo album completo, in uscita nei prossimi mesi: “Speriamo che questo sia l'inizio di una bella discografia – dicono con entusiasmo i fratelli Farias – Abbiamo tante canzoni in cantiere, sia in spagnolo che in italiano. Tra queste ce n'è una a cui teniamo molto, che si chiama Soy Chehuen, che significa “Sono della mia terra”, scritta in Mapuche (idioma della Patagonia, la loro terra d'origine, ndr) e in spagnolo. È una canzone che cantiamo sempre nei nostri concerti per ricordare agli spettatori che anche loro sono Chehuen, cioè appartengono alla loro terra”.