Claudia Endrigo: “Mio padre buttato via”
Scritto da Paola De Simone
Martedì 01 Settembre 2009 13:48
Stampa E-mail
Sergio Endrigo su Popon Sergio Endrigo è morto quattro anni fa, era il 7 settembre del 2005, e il suo ricordo sembra privilegio di pochi. Accendi la radio e ascoltarlo è un incidente, in Tv quasi nessuno ne parla e se vai ad acquistare un suo disco, ti senti rispondere che è fuori catalogo. Ma certi silenzi sanno fare molto rumore e, anno dopo anno, possono tramutarsi in rabbia: “Sono incazzata come una bestia”, tuona la figlia di Endrigo, Claudia, che abbiamo raggiunto al telefono. “Non è possibile che un artista della levatura di mio padre sia stato buttato via, come se non avesse dato nulla alla musica italiana. In tanti mi chiedono perché non si sente parlare mai di lui e non si trova un cd nei negozi”. Ma il silenzio mediatico e discografico non è realtà recente per la famiglia Endrigo: “Purtroppo quando mio padre era in vita - racconta ancora Claudia - non mi ha permesso di combattere questa battaglia, e io gli sono stata accanto finché non è morto, ma so quello che ha patito. Una persona che ha partecipato a nove Festival di Sanremo, è arrivato primo, secondo, terzo, ha vinto il Premio della critica; ha collaborato con De Moraes, Pasolini, Ungaretti... Perché tanto silenzio, allora?”. Una domanda che si insinua e rimbomba, alla luce anche di altri trattamenti più dignitosi: “Poi muore Mino Reitano, e spero che la gente capisca che non ho nulla contro Reitano, e gli si dà il Premio speciale alla carriera sul palco di Sanremo, Porta a Porta gli dedica una puntata, fanno addirittura un francobollo…”.

Claudia Endrigo su Popon Da anni Claudia chiede rispetto per la memoria del padre, ma la sua voce da sola non basta. E allora ha iniziato un tam tam on line per reclutare estimatori che si uniscano al coro. E il numero dei proseliti cresce di giorno in giorno, tutti impegnati a inviare mail alle radio, alle tv, ai giornali. Cosa che Claudia fece già nel 2006: “Mandai una mail provocatoria alle radio chiedendo come mai non trasmettessero la musica di mio padre. In fondo ha scritto 290 canzoni. Ricordo che Tony Vandoni, direttore artistico di Radio Italia, mi rispose ‘Gentile Signora Endrigo, ci faccia avere il cd, le faremo sapere’. Ho riso tre giorni. Ecco, la musica italiana è in mano a questa gente”. Ma la battaglia più difficile Claudia la sta combattendo contro le case discografiche: “Sono al terzo legale, spero questo funzioni. Con la Warner ho avuto grosse discussioni, mi dicono che Endrigo è per un pubblico di nicchia, parere assolutamente opinabile, poi ristampano un disco e fanno promozione solo on line, che non è certo il canale per raggiungere il pubblico di nicchia. Io non pretendo che si faccia la promozione fatta a Giusy Ferreri, ma due anni fa è uscito il disco Nuove canzoni d’amore e non lo sa nessuno. La Sony, invece, mi rifiuta la visione dei contratti firmati da mio padre e dei quali non ho copia, quindi adesso passeremo alle misure forti, perché loro non possono rifiutarsi, visto che io rappresento Sergio Endrigo”.

L’intera telefonata con Claudia Endrigo sarà riportata fedelmente nello spazio Interviste.

Vai alla pagina di Sergio Endrigo
Vai alle altre Notizie

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna