Mattia De Luca: 'Spero di non essere una meteora'
Scritto da Simone Arminio
Giovedì 11 Febbraio 2010 19:20
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Mattia De Luca su Popon Una lunga esperienza negli States da studente di musica e compositore, poi il ritorno in Italia, e l’incontro cruciale con Caterina Caselli. Questo è il percorso che ha portato Mattia De Luca, musicista romano di 26 anni, fra i giovani del 60° Festival di Sanremo. A PopOn ha raccontato i preparativi del suo esordio, che non è stato del tutto indolore: “Ho studiato e iniziato il mio percorso in America – ci dice - perciò mi rifaccio da sempre principalmente alla musica americana, e scrivo in inglese. Pensavo di rimanere lì infatti, scaduto il mio visto da studente, il rientro obbligato in Italia è stato a dir poco traumatico”. Ascolta di tutto Mattia, e da ognuno spera di poter imparare qualcosa. A chiedergli però un nome di riferimento nella musica italiana, la sua risposta arriva in fretta: “Adoro Lucio Battisti – confida - e condivido questa mia passione con Phil Palmer, chitarrista che fu suo collaboratore in alcuni dischi. È stato lui il primo a credere in me: con lui ho lavorato a lungo alla realizzazione del mio primo album, che poi una volta finito avremmo dovuto proporre in America”.

Almeno fino all’incontro con la Caselli, l’unica che in Italia crede ancora nei giovani. Da quell’album composto in inglese è stato estratto, anzi letteralmente tradotto, il brano che Mattia De Luca ha preparato per Sanremo, Non parlare più, avvalendosi per la traduzione e il riadattamento dall’inglese, dell’aiuto di Pacifico e Francesco Tricarico. Così è stato anche per altri tre brani melodicamente più italiani del disco. Segnale di una conversione che pare ormai avviata: “Se nella composizione sono molto più a mio agio con l’inglese – ammette - l’italiano mi soddisfa molto a livello interpretativo. Perciò d’ora in poi accetterò la sfida di scrivere in italiano, magari mantenendo una sonorità più americana”. L’esperienza di Sanremo?: “Sarà bellissima - si augura - ma spero di poterla ricordare in futuro, oltre che per le emozioni del momento, anche per le opportunità che mi avrà dato. Spero di non essere una meteora”.

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