Malika Ayane presenta 'Grovigli'
Scritto da Simone Arminio
Domenica 14 Febbraio 2010 08:53
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Malika Ayane su Popon Negli studi milanesi della Sugar, Malika Ayane ha presentato ai giornalisti il suo nuovo album intitolato Grovigli, nei negozi dal 19 febbraio. Il nome scelto è il titolo di una canzone che non è ancora pronta per essere pubblicata, ma Malika dice di averlo mantenuto “perché rispecchia benissimo il periodo vissuto finora”. Eppure il percorso che l’ha portata fin qui, più che aggrovigliato è lineare e costellato di grandi soddisfazioni. Come il nuovo e inatteso regalo di uno dei suoi più grandi estimatori: nientemeno che Paolo Conte. Il quale non, solo accoglie con piacere la sua richiesta di reincidere Chiamami adesso del maestro astigiano (“una canzone che ho scelto - confida Malika - perché mi fa piangere tutte le volte che la ascolto dal vivo”), ma decide di scrivere e cantare insieme a lei Little brown bear, una nuova canzone scritta appositamente per la “voce speziata” di Malika. Altro duetto, in qualche modo atteso, è quello con Cesare Cremonini, suo attuale compagno. Una collaborazione di cui però la Ayane difende la genuinità a dispetto delle apparenti convenienze discografiche: “Da tempo io e Cesare avevamo pensato di fare qualcosa insieme per divertimento - ammette - e l’impegno di entrambi è stato di aspettare che questo momento arrivasse da solo e non per lavoro. Così è stato con Just believe in love (il titolo del brano, scritto da Cremonini).

Malika Ayane su Popon Perciò, a distanza di due anni dal suo fortunato esordio discografico, riecco Malika, pronta a stupirci ancora. A cominciare dal brano con cui fra pochi giorni parteciperà a Sanremo, questa volta nella categoria dei “big”. Si chiama Ricomincio da qui ed è ispirato ad una poesia di Jaques Prevert. Un suggerimento che le è arrivato per caso: “Quello di Prevert – spiega - è stato il primo libro uscito fuori dagli scatoloni, dopo il mio trasloco”. Riguardo a Sanremo, Malika si dice molto più serena dell’anno scorso, quando l’ansia la fece da padrona: “Di quell’esordio ricordo che, mentre aspettavo di entrare, avevo un freddo cane eppure mi mancava l’aria, e nel frattempo Katy Perry sul palco non la smetteva di fare battute sull’Inter con Bonolis!”. Un suo giudizio sul festival? “E’ una delle cose più divertenti che si possano fare”. Ma a chi la dà per favorita - così come a chi le fa notare che il suo brano, non avendo ritornello, partirà svantaggiato nella gara - Malika risponde con un sorriso: “Credo che l’importante a Sanremo sia cantare bene. La gara passa davvero in secondo piano”.

Altra importante novità in Grovigli è una maggiore presenza di Malika nella scrittura dei testi. Una scelta consapevole, giura lei, almeno quanto quella presa fino ad ora di cantare prevalentemente brani scritti da altri: “Non credo che un interprete debba scrivere per forza ed io in genere preferisco interpretare una cover piuttosto che cantare una mia cosa senza senso”. In tema di cover, una battuta è d’obbligo su La prima cosa bella, grande successo degli anni ’70 di Nicola Di Bari cantato da Malika Ayane per la colonna sonora dell’omonimo film di Virzì, e finito poi in questo nuovo album. “Non conoscevo il brano - confida Malika - così quando l’ho ascoltato la prima volta sono andata nel panico: non mi sembrava possibile riuscire a cantarla con il mio stile. Poi l’arrangiamento di Ferdinando Arnò ha fatto il miracolo”. Ed è un sodalizio, quello con il compositore pugliese, che accompagna la Ayane fin dagli esordi, con i jingle pubblicitari: “Quando sono entrata la prima volta nel suo studio è stata una folgorazione per entrambi - racconta - io ero la voce che lui da sempre sognava, ed io trovavo in lui il mio gusto musicale ideale”.

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