Ecco tornare i Tre allegri ragazzi morti con un nuovo disco: Primitivi del futuro (La Tempesta Dischi). Il titolo dell'album, che si ispira alle teorie primitiviste di John Zerzan, è un omaggio al gruppo jazz Les Primitifs du Futur del celebre disegnatore Robert Crump. Un album dal sapore critico e dai toni politici, che promette di far "riflettere sulla condizione dell'uomo all'interno della società occidentale", proponendosi come "antidoto all'orrore quotidiano". Ma Primitivi del futuro è soprattutto
l'album che segna un'importante svolta nella carriera dei tre musicisti mascherati. Poiché pur non dimenticando il punk che li ha sempre contraddistinti, il trio friulano sperimenta in questo sesto lavoro delle inedite sonorità reggae e dub, grazie anche all'apporto del musicista e produttore Paolo Baldini (Africa Unite, Dub Sync e molti altri). Il risultato è un disco di rottura, che gioca con elementi esotici e legati ad altre latitudini ed altre epoche. Una piccola rivoluzione in undici tracce per i Tre Allegri Ragazzi Morti, che torneranno anche in tour a partire dal 19 marzo, con il primo concerto di presentazione del disco all'Hiroshima Mon Amour di Torino.
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Simone Arminio sta ascoltando:
Nicola Cirillo sta ascoltando:
Michele Monina sta ascoltando:
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Roberto Paviglianiti sta ascoltando:
Mara Pitari sta ascoltando:
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Lunedì 15 Marzo 2010 10:45
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Ecco tornare i Tre allegri ragazzi morti con un nuovo disco: Primitivi del futuro (La Tempesta Dischi). Il titolo dell'album, che si ispira alle teorie primitiviste di John Zerzan, è un omaggio al gruppo jazz Les Primitifs du Futur del celebre disegnatore Robert Crump. Un album dal sapore critico e dai toni politici, che promette di far "riflettere sulla condizione dell'uomo all'interno della società occidentale", proponendosi come "antidoto all'orrore quotidiano". Ma Primitivi del futuro è soprattutto
l'album che segna un'importante svolta nella carriera dei tre musicisti mascherati. Poiché pur non dimenticando il punk che li ha sempre contraddistinti, il trio friulano sperimenta in questo sesto lavoro delle inedite sonorità reggae e dub, grazie anche all'apporto del musicista e produttore Paolo Baldini (Africa Unite, Dub Sync e molti altri). Il risultato è un disco di rottura, che gioca con elementi esotici e legati ad altre latitudini ed altre epoche. Una piccola rivoluzione in undici tracce per i Tre Allegri Ragazzi Morti, che torneranno anche in tour a partire dal 19 marzo, con il primo concerto di presentazione del disco all'Hiroshima Mon Amour di Torino.