Priviero, da oggi il cd-dvd dei vent'anni: 'Nel prossimo disco vorrei tornare menestrello'
Scritto da Simone Arminio
Martedì 27 Aprile 2010 08:00
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Massimo Priviero su Popon In vent'anni di carriera Massimo Priviero, chitarrista giramondo e rocker all'italiana, non s'era mai concesso il lusso di un live. "Per succedere - ammette lui - dovevano verificarsi almeno un paio di presupposti ". Uno di questi è il grande concerto antologico dello scorso 28 marzo 2009, a Milano, in compagnia dei suoi fan, per festeggiare i primi vent'anni di musica. Il secondo era la prossima chiusura del locale dove quel concerto si tenne: lo storico Rolling Stones di Milano, "un luogo importante per la musica in italia". Da quelle due emozioni contrastanti è nato Rolling Live, un doppio cd + dvd (Universal) in uscita oggi, che ripercorre vent'anni di successi e presenta quache sorpresa. Come due brani in versione acustica, Pane, giustizia e libertà e Il testamento del capitano, e tre brani inediti: Lettera al figlio, Vivere e Splenda il sole. La prima, Lettera al figlio, è ispirata a "If", una poesia di Kipling. "Il mio brano - spiega lui - è una sorta di dichiarazione di valori ispirata al testo di Kipling, il cuo sottotitolo era per l'appunto 'Lettera al figlio'. E' scritta in un modo molto 'poetico', ovvero con un modulo musicale che si ripete e nessuna apertura musicale. E' come se tu leggessi una lettera o una poesia, che inizia sottovoce e poi, lentamente, andando avanti, questa tocca le giuste corde e ti porta quasi a declamarla. Dentro c'è una dichiarazione d'amore nei confronti di un figlio e di un'altra generazione, con cui raccontare i valori che per te contano, e il tuo modo di vivere. Poi sarà lui stesso a decidere cosa fare suo". In Splenda il sole Priviero ha voluto invece omaggiare il grande attivista Alexander Langer, che morì suicida dopo aver denunciato invano la situazione che nel 1995 a Srebrenica, Bosnia, portò al genocidio della popolazione musulmana.

Massimo Priviero su Popon "Splenda il sole è una canzone un po' mantra - racconta Priviero - in cui ripeto ad ogni strofa la stessa frase del titolo. L'ho scritta ripensando alla meravigliosa figura di Alexander Langer, e alla sua resistenza mite. Un grande pacifista, capace di prestare la sua voce a chi non ce l'ha, e di schierarsi sempre dalla parte dei più deboli, e che non è riuscito a gestire dentro se stesso tutto il dolore e l'incapacità che può sentire un uomo a intervenire in vicende troppo più grandi di lui". Un tema caro a Priviero, quello di dar voce alle storie umane. "Ho scritto molte canzoni - racconta - narrando le storie di singoli uomini. Storie che poi, messe insieme, diventano la storia. Ed io penso che la storia sia un valore da difendere sempre e comunque. Ora, superato il giro di boa dei primi vent'anni di carriera, l'attenzione è puntata sul prossimo futuro: "Vorrei fare un disco acustico - confida Massimo Priviero a PopOn - per tornare alle origini: quando sono partito, tanti anni fa, prima di fare dischi, ero un menestrello che suonava nei piccoli locali. Perciò probabilmente il mio futuro sarà una fase in cui ritornerò menestrello: magari con un disco di sola chitarra, voce e armonica. Perlomeno è quello che ho in testa adesso. Poi si vedrà".

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