Il grande successo del tour invernale ha indotto Piotta ad aggiungere nuove date e a prolungarlo così fino al 1 maggio, quando si esibirà presso il Forte Prenestino a Roma. “E' un buon segnale – rileva a PopOn l'artista romano - perché vuol dire che il pubblico aumenta e quindi che esistono sempre più persone che non vogliono lasciarsi appiattire dall'omologazione televisiva”. Il nuovo singolo tratto da S(u)ono diverso si intitola A testa alta e si rivolge proprio a tutti quelli che hanno ben motivo di
indignarsi, magari perché vengono licenziati o perché non riescono ad accedere al mercato del lavoro, sopraffatti da nepotismo e indebiti privilegi. “Soprattutto in periodi come questo - afferma Tommaso (nome all'anagrafe di Piotta, ndr) – è necessario ribellarsi. Perché se i licenziamenti sono all'ordine del giorno, nelle stesse aziende fanno crescere e promuovo persone che non meriterebbero quei ruoli. È una situazione frustrante per chi la vive, ma anche per chi come noi ne è spettatore”. “Il rischio maggiore – continua Piotta – è che si crei un circolo vizioso di depressione e scoraggiamento, per questo invito ad affrontare la situazione con coraggio e cercando di affermare la propria dignità su tutto”. A testa alta, appunto.
A volte la musica combattente, soprattutto nel rap e nell'hip-hop, può suonare retorica, ma va dato atto ad artisti come Piotta, che la loro presenza nelle situazioni socialmente delicate riesce a sensibilizzare l'opinione pubblica su argomenti di primaria importanza nell'agenda politica delle Istituzioni. Come la reintroduzione del nucleare nel nostro Paese, una scelta contestata da più parti, e contro cui Piotta ha deciso di combattere.
Proprio recentemente, infatti, si è ritrovato a bordo di una nave di Greenpeace, per girare il video di No al nucleare, insieme ai 99 Posse, i Punkreas, Leo Pari e Adriano Bono & Torpedo Sound Machine. “Cerco di essere presente – afferma Piotta – non solo come musicista, ma come cittadino. Purtroppo il nostro Paese ha mille problemi ed è impossibile essere presenti dappertutto. Per fortuna attraverso la Rete possiamo essere un po' più partecipi, anche se solo emotivamente. Il giorno della manifestazione per Emergency, ad esempio, avrei voluto essere a Roma, ma ero a Padova per un'altra manifestazione. Però ho invaso i miei contatti MySpace dicendo che chi poteva doveva recarsi a Roma, e chi non poteva, come me, avrebbe dovuto almeno esserci col cuore”.
Una sensibilità che Piotta ha incanalato in molteplici campi artistici (cinema, letteratura, Tv e radio) e che sostiene progetti di promozione per giovani artisti. È il caso della costituzione dell'etichetta indipendente La grande onda, che produce musicisti di hip-hop. L'etichetta prende il titolo da quello che probabilmente è il suo brano più famoso, “soprattutto per la nuove generazioni – precisa – sopravvivendo il ricordo del 'supercafone' tra gli ascoltatori della prima ora”. Ma è sempre La grande onda a concludere i concerti ed è anche quella che, come dice lui, “scatena più caciara”.
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Scritto da Nicola Cirillo
Mercoledì 28 Aprile 2010 09:40
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Il grande successo del tour invernale ha indotto Piotta ad aggiungere nuove date e a prolungarlo così fino al 1 maggio, quando si esibirà presso il Forte Prenestino a Roma. “E' un buon segnale – rileva a PopOn l'artista romano - perché vuol dire che il pubblico aumenta e quindi che esistono sempre più persone che non vogliono lasciarsi appiattire dall'omologazione televisiva”. Il nuovo singolo tratto da S(u)ono diverso si intitola A testa alta e si rivolge proprio a tutti quelli che hanno ben motivo di
indignarsi, magari perché vengono licenziati o perché non riescono ad accedere al mercato del lavoro, sopraffatti da nepotismo e indebiti privilegi. “Soprattutto in periodi come questo - afferma Tommaso (nome all'anagrafe di Piotta, ndr) – è necessario ribellarsi. Perché se i licenziamenti sono all'ordine del giorno, nelle stesse aziende fanno crescere e promuovo persone che non meriterebbero quei ruoli. È una situazione frustrante per chi la vive, ma anche per chi come noi ne è spettatore”. “Il rischio maggiore – continua Piotta – è che si crei un circolo vizioso di depressione e scoraggiamento, per questo invito ad affrontare la situazione con coraggio e cercando di affermare la propria dignità su tutto”. A testa alta, appunto.
A volte la musica combattente, soprattutto nel rap e nell'hip-hop, può suonare retorica, ma va dato atto ad artisti come Piotta, che la loro presenza nelle situazioni socialmente delicate riesce a sensibilizzare l'opinione pubblica su argomenti di primaria importanza nell'agenda politica delle Istituzioni. Come la reintroduzione del nucleare nel nostro Paese, una scelta contestata da più parti, e contro cui Piotta ha deciso di combattere.
Proprio recentemente, infatti, si è ritrovato a bordo di una nave di Greenpeace, per girare il video di No al nucleare, insieme ai 99 Posse, i Punkreas, Leo Pari e Adriano Bono & Torpedo Sound Machine. “Cerco di essere presente – afferma Piotta – non solo come musicista, ma come cittadino. Purtroppo il nostro Paese ha mille problemi ed è impossibile essere presenti dappertutto. Per fortuna attraverso la Rete possiamo essere un po' più partecipi, anche se solo emotivamente. Il giorno della manifestazione per Emergency, ad esempio, avrei voluto essere a Roma, ma ero a Padova per un'altra manifestazione. Però ho invaso i miei contatti MySpace dicendo che chi poteva doveva recarsi a Roma, e chi non poteva, come me, avrebbe dovuto almeno esserci col cuore”.
Una sensibilità che Piotta ha incanalato in molteplici campi artistici (cinema, letteratura, Tv e radio) e che sostiene progetti di promozione per giovani artisti. È il caso della costituzione dell'etichetta indipendente La grande onda, che produce musicisti di hip-hop. L'etichetta prende il titolo da quello che probabilmente è il suo brano più famoso, “soprattutto per la nuove generazioni – precisa – sopravvivendo il ricordo del 'supercafone' tra gli ascoltatori della prima ora”. Ma è sempre La grande onda a concludere i concerti ed è anche quella che, come dice lui, “scatena più caciara”.