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Martino Corti su Popon

Martino Corti, la nuova scommessa della Maionchi

Scritto da Vyncent Valo
Venerdì 25 giugno 2010

Il calciatore, l'attore. Oppure un chirinquito in Brasile con gli amici. Martino Corti, classe '83, prima di decidere di mettersi alla prova come cantautore aveva in testa un bel po' di movimento. “Ho molte passioni – dice - ma la musica è sempre stata quella più grande. L'incontro con Mara Maionchi e Alberto Salerno mi ha reso semplicemente più consapevole”. Proprio la signora di X Factor ha riposto piena fiducia nel progetto di Martino, l'esordio dal titolo Stare qui composto da dieci brani e uscito lo scorso maggio. “Forse non passeranno in radio nessun pezzo di quest'album – ha dichiarato la talent scout e discografica, incontrata durante l'intervista a Corti fra le quattro mura della sua etichetta Non ho l'età – ma non ce ne frega niente: sono sicura che oggi anche De Gregori avrebbe le stesse difficoltà”. È Salerno, invece, a fare la parte del cattivo secondo l'artista ventisettenne. “Alberto mi ha massacrato. Al liceo scrivevo bene e quindi credevo di essere un bravo autore, ma mi sbagliavo. Non avevo il dono della sintesi, arrivavo da lui con quello che consideravo il testo della vita e di tutta risposta mi strappava il foglio”.

Per un esordiente, oggi, sembra che le parole d'ordine siano X Factor e Sanremo. “Il primo – continua Martino, scelto come supporter del nuovo tour dei Nomadi - sarebbe stato un vero e proprio conflitto d'interessi. Per Sanremo, invece, hanno puntato su Tony, altro asso della loro etichetta indipendente Non ho l'età. Da casa tifavo per lui”. Faccia da bravo ragazzo e pacatezza stampata negli occhi, Corti ha sorprendentemente un passato da ribelle. “Fino ai 20-21 anni ero un pirla. Volevo mollare la scuola e aprire un chirinquito in Brasile con alcuni amici. Il liceo l'ho finito a calci nel sedere, ero un isterico. Solo dopo ho scoperto un aspetto della vita più profondo”. Come? Grazie alla meditazione. “Mi si è aperto un mondo, ma non ho la sensazione di essere diverso dagli altri. Certo è che non tornerei indietro, mi stavo sulle palle da solo...”.

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