Cor Veleno: "Buona pace" per la gente comuneScritto da Simone ArminioMartedì 6 luglio 2010 E' Squarta, uno dei volti storici dei Cor Veleno, a spiegare a Pop On il titolo del loro nuovo album, Buona pace, da poco nei negozi per Rca-Sony Music. "Negli ultimi anni - racconta - abbiamo suonato molto, ma quando ci siamo fermati un attimo, abbiamo capito che la gente viene messa sempre più a dura prova, e che è costretta a lottare ogni giorno per difendere il suo diritto ad essere felice. Perciò Buona Pace vuole essere soprattutto un augurio per la gente, affinché trovi la propria pace". Ma le cose da dire sono tante e perciò questo disco, assicura Squarta, non è ancora finito e continuerà a crescere, magari dal vivo: "La difficoltà quotidiana della gente comune non è un tema che può essere esaurito in dodici tracce. Per questo Buona pace noi lo consideriamo ancora aperto: verrà prolungato con nuovi pezzi, magari durante i concerti, perché in questo periodo abbiamo davvero tanto da dire. Poi, chissà, magari il nuovo materiale diventerà anche un nuovo disco". D'altronde i Cor Veleno, in questo periodo godono di ottima salute. Un momento di forte spinta creativa ben fotografato in brani come Sto Cor Veleno e Anche più facile. Nel primo, Squarta, Primo e Grandi Numeri si arrischiano a contaminare di rap nientemeno che Raffaella Carrà e i Beatles. Eppure l'ispirazione, precisa Squarta, arriva proprio dalla Carrà. "Nell'ultimo periodo sentivamo alcuni brani srtorici della Carrà di cui ci piaceva molto il sound. Poi, ascoltandoli e riascoltandoli, ci siamo resi conto che uno di questi brani conteneva all'interno una citazione di Eleanor Rigby dei Beatles, quindi ci siamo messi a lavorarci su ed è uscito Sto Cor Veleno, che è la mia canzone preferita di questo disco".
E la Carrà, come l'avrà presa? "Quando gliel'abbiamo sottoposto per ottenere il suo permesso - sorride Squarta - eravamo sicuri che avrebbe risposto di no. Invece il brano gli è piaciuto. E noi chissà quanto avremmo pagato per poter essere a casa sua e vedere la sua faccia durante l'ascolto della nostra canzone!". Ma le sorprese di Buona pacenon finiscono qui, perché in Anche più facile i Cor Veleno decidono addirittura di coinvolgere un'intera orchestra sinfonica: "Cercavamo per quel pezzo un'espressività particolare, piena di colori cromatici. E chi ha più colori di un'orchestra d'archi? Perciò ne abbiamo invitata una in studio, ed ecco il risultato". Un'esperienza che, giura, i Cor Veleno tenteranno di ripetere al più presto. Magari dal vivo: "Sarebbe molto bello - ammette Squarta - soprattutto perché non si pensa mai che dietro al rap ci possa essere un direttore d'orchestra. Noi invece siamo sicuri che si può fare". A chi crede però che i loro siano dei tentativi neanche poco velati di rinnovare il rap, Squarta risponde a tono: "Ricette non ne abbiamo. Poiché le ricette presupporrebbero delle regole, e noi creadiamo che l'arte non ne abbia bisogno. Il rap ha bisogno di rinnovarsi, certo: ne ha bisogno come tutta la musica. Credo però che la prima cosa da rinnovare in questa società, e con una certa urgenza, sia la situazione politica, e con questa la condizione dei giovani. Il rinnovamento deve partire da lì. Dopodiché, magari, il rap sarà utile per raccontarlo".
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E la Carrà, come l'avrà presa? "Quando gliel'abbiamo sottoposto per ottenere il suo permesso - sorride Squarta - eravamo sicuri che avrebbe risposto di no. Invece il brano gli è piaciuto. E noi chissà quanto avremmo pagato per poter essere a casa sua e vedere la sua faccia durante l'ascolto della nostra canzone!". Ma le sorprese di Buona pacenon finiscono qui, perché in Anche più facile i Cor Veleno decidono addirittura di coinvolgere un'intera orchestra sinfonica: "Cercavamo per quel pezzo un'espressività particolare, piena di colori cromatici. E chi ha più colori di un'orchestra d'archi? Perciò ne abbiamo invitata una in studio, ed ecco il risultato". Un'esperienza che, giura, i Cor Veleno tenteranno di ripetere al più presto. Magari dal vivo: "Sarebbe molto bello - ammette Squarta - soprattutto perché non si pensa mai che dietro al rap ci possa essere un direttore d'orchestra. Noi invece siamo sicuri che si può fare". A chi crede però che i loro siano dei tentativi neanche poco velati di rinnovare il rap, Squarta risponde a tono: "Ricette non ne abbiamo. Poiché le ricette presupporrebbero delle regole, e noi creadiamo che l'arte non ne abbia bisogno. Il rap ha bisogno di rinnovarsi, certo: ne ha bisogno come tutta la musica. Credo però che la prima cosa da rinnovare in questa società, e con una certa urgenza, sia la situazione politica, e con questa la condizione dei giovani. Il rinnovamento deve partire da lì. Dopodiché, magari, il rap sarà utile per raccontarlo".