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Rio su Popon

Rio: il buono, il gigante e il sognatore

Scritto da Vyncent Valo
Martedì 6 luglio 2010

Sognatore: [so-gna-tó-re] s.m. (f. –trice)
1. Chi sogna.
2. Chi si abbandona spesso alle fantasticherie e alle illusioni, perdendo di vista la realtà.

Nonostante il loro nuovo album (uscito oggi, 6 luglio) s'intitoli così, Il sognatore, i Rio non hanno di certo messo in un angolo la realtà. Anzi. Marco Ligabue e Fabio Mora tornano con il disco della maturità, il terzo, un progetto ambizioso che sin dal titolo del singolo apripista, Pezzo di cielo, punta in alto. “In questo lavoro, più degli altri - introduce Marco, autore della maggior parte dei brani, nella conferenza di presentazione - invitiamo tutti a riflettere. Ma non vogliamo dare un messaggio politico, al massimo sociale. Chi di noi non è un sognatore?”. Nella loro discografia, prima dell'ultimo arrivato, figurano Mariachi Hotel del 2004 e Terra, luna e margarita del 2006, due tasselli importanti e, soprattutto, due produzioni diverse. Stavolta, però, i Rio hanno fatto tutto da soli. “Sei anni fa un produttore ci aveva dato un suono – continua Fabio – e per la seconda prova ne avevamo scelto un altro. Stavolta non ci convinceva nessuno, zoppicavamo noi con loro, così abbiamo preso le redini. Ecco perché ci abbiamo messo più di tre anni (ride, ndr)”.

Due le collaborazioni importanti. La prima è Il gigante, duetto con Fiorella Mannoia uscito un anno fa e simbolo del pieno coinvolgimento dei Rio per la causa ambientale. “È una tematica che ci sta a cuore – confessa Marco - e la canzone lo esprime in tutta la sua totalità. È stata la stessa Lifegate (il primo network media e advisor per lo sviluppo sostenibile, ndr) a segnalarci Fiorella, da sempre pronta a difendere i diritti dell'ambiente. Ci piacerebbe fare un progetto molto più grande, è una cosa che ci ha stimolato”. Le emissioni di Co2 generate dalla produzione de Il sognatore sono state ridotte e verranno compensate contribuendo alla creazione e tutela di oltre 10mila mq di foreste in crescita in Madagascar. L'altro stimolo creativo è arrivato, invece, da un fratello piuttosto importante. “Luciano (Ligabue, ndr) – continua – ci ha aiutati in un pezzo, Da qui. Non riuscivamo a venirne fuori, avevamo una melodia incredibile ma le parole non uscivano. A lui è piaciuta e, tempo due ore, ci ha regalato un testo bellissimo”. Ma se chiedete ai Rio se suonare davanti al grande pubblico da stadio del rocker di Certe notti sia stata l'esperienza più incredibile della loro carriera, beh, vi sorprenderanno. “Quella più entusiasmante – dice Fabio - è stata sul Treno della Memoria, nel gennaio scorso, che ripercorre lo stesso viaggio a Fossoli (MO) che fu fatto dai deportati nella Seconda guerra mondiale. Con noi c'erano centinaia di ragazzi che hanno reagito alla nostra musica nel migliore dei modi, soprattutto durante la nostra Bella ciao in salsa Ramones”.

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