Sanremo Giovani, ecco cosa ascolteremoScritto da Simone ArminioMercoledì 16 febbraio 2011 Superato l'impatto con i big e con le prime due esclusioni, parte dell'attenzione di stasera sarà rivolta ai giovani. Equamente suddivisi in due serate (Serena Abrami, Anansi, Gabriella Ferrone e Raphael Gualazzi oggi; Micaela, Marco Menichini, Btwins e Roberto Amadé domani), la novità più eclatante è che le loro proposte ci risultano già sentite e arcinote. Una battuta, la nostra, che però fa il paio con la realtà. Poiché in deroga a quello che fino ad ora era stato un divieto inderogabile, pena l'esclusione, le otto canzoni in gara a Sanremo Giovani quest'anno sono state già sentite a lungo in radio, viste in tv e televotate fino ad arrivare fin qui. Arrivano perciò sul palco dell'Ariston non più nuove, anche se forse davvero nuove non lo sono mai state. Di sicuro non sono nuovi alcuni dei nomi in gara, come quello di Serena Abrami, già protagonista lo scorso anno a X Factor, o come Raphael Gualazzi, avulso agli show televisivi ma distintosi sui palchi di importanti rassegne jazz italiane e internazionali. Musicalmente parlando, invece, sono poche, pochissime, le novità di spessore. Ciò che salta all'orecchio ai primi ascolti è piuttosto quell'azione livellatrice che da anni frulla i suoni ed edulcora le proposte in gara per restituirci il solito, rassicurante pastone sanremese. Un godibile già sentito, all'interno del quale l'originalità, quando c'è, sopravvive nelle pieghe per emergere come può. Come nella proposta del trentino Stefano Bannò, in arte Anansi, e della sua Il sole dentro: un brano insolitamente neutro per lui - che ha già all'attivo un album dai temi forti - ma perlomeno veloce, spontaneo e musicalmente fuori dai canoni sia reggae che sanremesi.
Altra sorpresa, sebbene non autografa, è Lontano da tutto, il brano che Niccolò Fabi ha deciso di regalare a Serena Abrami. A cui l'ex protagonista di X Factor dona un'interpretazione fresca che, se non l'originalità, ha dalla sua perlomeno una certa genuinità. Obiettivo che, nonostante gli intenti dichiarati, non risulta centrato né da Fuoco e cenere, la melodia sanremese standard della piccola Micaela, né tantomeno dalla grinta ammiccante di Gabriella Ferrone, con il suo Un pezzo d'estate. Una poca originalità condivisa dalla voce di Roberto Amadé con Come pioggia, che però ha dalla sua ha una scrittura originale e in prima persona: una qualità ormai così rara fra gli esordienti da meritare perlomeno un plauso. E se è assente giustificata l'identità del giovane Marco Menichini (interprete di Fra tegole e cielo) perché come troppi suoi coetanei cura fin troppo la voce senza preoccuparsi del repertorio, chi invece un repertorio dice di averlo e poi non lo usa sono i giovanissimi gemelli Btwins, autori in proprio nella vita ma in gara con un brano altrui, Mi rubi l'amore. Piccole stelle televisive che nascono in tv e non hanno mai visto, per loro stessa ammissione, un pubblico in carne e ossa. Storie acerbe e brani un po' posticci i loro, che stridono troppo con l'esperienza di Raphael Gualazzi, musicista completo che per chilometri percorsi ed esperienza accumulata, in un Festival della Canzone Italiana degno di questo nome avrebbe ambito a un posto da big. Della sua Follia d'amore ci si può fidare: fornisce lustro e dignità musicale a un Sanremo Giovani, che come sempre è troppo succube delle voci e poco avvezzo al talento originale. Ma anche qui nessuna sorpresa: Sanremo è Sanremo.
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Altra sorpresa, sebbene non autografa, è Lontano da tutto, il brano che Niccolò Fabi ha deciso di regalare a Serena Abrami. A cui l'ex protagonista di X Factor dona un'interpretazione fresca che, se non l'originalità, ha dalla sua perlomeno una certa genuinità. Obiettivo che, nonostante gli intenti dichiarati, non risulta centrato né da Fuoco e cenere, la melodia sanremese standard della piccola Micaela, né tantomeno dalla grinta ammiccante di Gabriella Ferrone, con il suo Un pezzo d'estate. Una poca originalità condivisa dalla voce di Roberto Amadé con Come pioggia, che però ha dalla sua ha una scrittura originale e in prima persona: una qualità ormai così rara fra gli esordienti da meritare perlomeno un plauso. E se è assente giustificata l'identità del giovane Marco Menichini (interprete di Fra tegole e cielo) perché come troppi suoi coetanei cura fin troppo la voce senza preoccuparsi del repertorio, chi invece un repertorio dice di averlo e poi non lo usa sono i giovanissimi gemelli Btwins, autori in proprio nella vita ma in gara con un brano altrui, Mi rubi l'amore. Piccole stelle televisive che nascono in tv e non hanno mai visto, per loro stessa ammissione, un pubblico in carne e ossa. Storie acerbe e brani un po' posticci i loro, che stridono troppo con l'esperienza di Raphael Gualazzi, musicista completo che per chilometri percorsi ed esperienza accumulata, in un Festival della Canzone Italiana degno di questo nome avrebbe ambito a un posto da big. Della sua Follia d'amore ci si può fidare: fornisce lustro e dignità musicale a un Sanremo Giovani, che come sempre è troppo succube delle voci e poco avvezzo al talento originale. Ma anche qui nessuna sorpresa: Sanremo è Sanremo.