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Jovanotti su Popon

Premio Truffaut a Jovanotti, che si racconta al Giffoni Festival

Lunedì 18 luglio 2011

E' un Jovanotti a cuore aperto quello che si presenta a Giffoni in bicicletta per ricevere il premio Truffaut. Incalzato dalle domande dei ragazzi del celebre Festival per la Gioventù, Lorenzo Cherubini si confessa: "Siete fortunati ad essere qui, è la dimostrazione che al Sud si può fare qualcosa di grandissimo ed eccezionale". Dopo aver elogiato i giovani del Giffoni Festival ("Siete il meglio del Paese"), il cantante spiega poi la fatica che sta dietro alla nascita di ogni canzone, anche alla più semplice: "Ci lavoro tanto - racconta - sono sempre acceso alla ricerca di suggestioni e a volte sconfino nella patologia, non stacco mai. Tutto l'amore che ho è nata da un semplice ritmo ma la verità è che mi impegno molto, quando mi metto al lavoro devo evocare i santi e sperare che arrivino". C'è spazio anche per qualche digressione familiare, stimolata dalla domande di uno dei ragazzi. Arriva quando Jovanotti ricorda il fratello Umberto, schiantatosi con un aereo: "E' il grande vuoto della mia vita - ammette, e ricorda: "mi ha insegnato ad amare la musica, mi ha coperto quando commettevo qualcosa che non andava, mi ha insegnato a fare il boy scout e a riparare biciclette, è stato un grandissimo entusiasta delle cose che facevo". Arriva infine la genesi della prima canzone, nata ascoltando un pezzo dei Sugarhill Gang, Rapper's delight: "L'ho sentita e ho detto: questa la posso fare anch'io. Sentivo anche De André e mi piaceva, ma non dicevo la stessa cosa".

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