La notizia shock sulla fine della sua carriera, Ivano Fossati ha scelto di darla in tv, sulla poltrona dell'amico Fabio Fazio: "Ho pensato, non in questi giorni, ma in due o tre anni, che con questo Decadencing non farò altri dischi, altri concerti". Fossati annuncia così a "Che tempo che fa" e con serena determinazione, la fine del suo percorso
artistico. Una carriera che è durata quarant'anni tondi, visto che la prima apparizione pubblica fu a febbraio 1972 al Festival di Sanremo con Jesahel, in compagnia dei Delirium da cui venne ingaggiato qualche mese prima, nel 1971. La motivazione "serena, e presa in tanto tempo" della sua scelta è più o meno la stessa di Vasco Rossi: "Ho sempre pensato che, alla mia età (ho compiuto da poco sessant'anni) avrei voluto cambiare". Il suo non è un addio legato solo ai concerti, ma un vero e proprio abbandono dell'attività compositiva e perciò discografica: "Mi sono sempre chiesto - continua Fossati - se al prossimo disco avrei potuto garantire la stessa passione che mi ha portato fin qui. Non credo che potrei ancora fare qualcosa che aggiunga altro rispetto a quello che ho fatto fino ad ora. Mi voglio staccare da quella che si chiama comunemente attività discografica, il mestiere, l'avere a che fare con la promozione, anche l'avere a che fare con il girare il mondo, il dover stare attento a vedere tutto per catturare tutto, prestando attenzione agli avvenimenti, a quello che dice la gente e ai colori, a tutto quello che avrebbe potuto servirmi per scrivere canzoni". Perciò niente più album e "anche il mio prossimo tour sarà l'ultimo". Una scelta coraggiosa, che cerca di evitare alla radice il rischio, ormai diffuso, di "rappresentare me stesso all'infinito, fare dischi e concerti replicando me stesso". Prima conseguenza concreta, per il momento, è che da ieri è aperta la caccia dei fan ai biglietti dei suoi ultimi concerti.
Lunedì 3 ottobre 2011
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La notizia shock sulla fine della sua carriera, Ivano Fossati ha scelto di darla in tv, sulla poltrona dell'amico Fabio Fazio: "Ho pensato, non in questi giorni, ma in due o tre anni, che con questo Decadencing non farò altri dischi, altri concerti". Fossati annuncia così a "Che tempo che fa" e con serena determinazione, la fine del suo percorso
artistico. Una carriera che è durata quarant'anni tondi, visto che la prima apparizione pubblica fu a febbraio 1972 al Festival di Sanremo con Jesahel, in compagnia dei Delirium da cui venne ingaggiato qualche mese prima, nel 1971. La motivazione "serena, e presa in tanto tempo" della sua scelta è più o meno la stessa di Vasco Rossi: "Ho sempre pensato che, alla mia età (ho compiuto da poco sessant'anni) avrei voluto cambiare". Il suo non è un addio legato solo ai concerti, ma un vero e proprio abbandono dell'attività compositiva e perciò discografica: "Mi sono sempre chiesto - continua Fossati - se al prossimo disco avrei potuto garantire la stessa passione che mi ha portato fin qui. Non credo che potrei ancora fare qualcosa che aggiunga altro rispetto a quello che ho fatto fino ad ora. Mi voglio staccare da quella che si chiama comunemente attività discografica, il mestiere, l'avere a che fare con la promozione, anche l'avere a che fare con il girare il mondo, il dover stare attento a vedere tutto per catturare tutto, prestando attenzione agli avvenimenti, a quello che dice la gente e ai colori, a tutto quello che avrebbe potuto servirmi per scrivere canzoni". Perciò niente più album e "anche il mio prossimo tour sarà l'ultimo". Una scelta coraggiosa, che cerca di evitare alla radice il rischio, ormai diffuso, di "rappresentare me stesso all'infinito, fare dischi e concerti replicando me stesso". Prima conseguenza concreta, per il momento, è che da ieri è aperta la caccia dei fan ai biglietti dei suoi ultimi concerti.