Dopo l’aut aut di Adriano Celentano, il direttore del Festival di Sanremo Gianmarco Mazzi confessa di aver ricevuto dal direttore di RaiUno Mauro Mazza la comunicazione dell’espulsione del Molleggiato a opera del direttore generale Rai Lorenza Lei. “Fino a un certo punto – dice Mazzi - le trattative parevano indirizzate
nel verso giusto, gli accordi sul compenso chiusi in linea con il mercato attuale, addirittura al di sotto di compensi erogati negli anni scorsi per un evento importante come Sanremo (in ottemperanza alla corretta politica di contenimento dei costi imposta dalla crisi e voluta dal direttore generale Lei) e Celentano ha potuto iniziare a lavorare”. Poi sabato scorso, mentre era col Molleggiato in attesa delle prove con il conduttore Gianni Morandi, arriva un primo segnale di un cambio di rotta da parte della Rai: “Il direttore di Raiuno – racconta ancora Mazzi - mi comunica per iscritto che la Rai ha bloccato la programmazione dei promo su Celentano (già, a mio avviso, stranamente sotto tono, così come quella su Sanremo in generale rispetto allo scorso anno e a campagne viste di recente). Mi sembrava una decisione platealmente ostile e autolesionista, in una fase di trattativa ormai avanzata. Poi mi comunica, sempre per iscritto e in modo inequivocabile, ’la Lei dice Celentano è fuori’, fatto confermatomi telefonicamente dall’avvocato Fiorespino che riferisce dell’invito della direzione generale a cercare ’un’alternativa a Celentano’. Rispondo all’avvocato con un silenzio costernato”.Il direttore artistico del Festival fa poi riferimento alla bozza di contratto mostratogli da Claudia Mori dove si legge: “Noi (Rai, ndr) garantiamo che avete discrezionalità ed autonomia sui contenuti dell’intervento delle performances del Sig. A. Celentano, che saranno concordati, unitamente alle modalità della partecipazione dell’artista alla manifestazione in oggetto, con i competenti uffici. Pertanto tutte le decisioni inerenti la impostazione e strutturazione degli interventi del Sig. A. Celentano, relativamente alla fase preparatoria spetteranno a Voi”. “Celentano mi ha guardato e mi ha detto ’secondo te, che dice questo contratto, sono libero o non sono libero?’. Non ho saputo rispondere", ammette Mazzi, che non nasconde l’irritazione per la vicenda: “Tutto questo danneggia anche il mio lavoro di direttore artistico che ha a cuore il successo della manifestazione. Sono pagato per quello e quello voglio raggiungere, così come ho sempre fatto negli anni. Per il resto non esprimo giudizi anche se mi piacerebbe tanto sapere quali uffici, e quali ufficiali, dovrebbero concordare i contenuti dell’intervento di Celentano. Non mi fido, preferisco che Celentano (lo conosciamo tutti da sempre) dica quello che vuole, anche perché in diretta può farlo liberamente, e a me (come a chiunque altro) sia data la possibilità di rispondergli se non sarò d’accordo. Il che è anche probabile”. Fonte: ADNkronos. Martedì 24 gennaio 2012
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